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Andrea Rimondo. Tre inediti

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La poetica di Andrea Rimondo è  caratterizzata da un esistenzialismo portato all’ estremo e che si agita su due binari precisi: Il materiale e l’ immaginario.

Nel materiale confluiscono le sue opere di scultore e pittore come in una proiezione corporale. Nella poesia il corpo tende ad elevarsi ad anima piena di chiaroscuri.

Oliviero Malaspina

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Eravamo amore

Eravamo amore

ma ci siamo dimenticati.

Le ossa gelate

che bucavano la carne

cucita a strappi

lavata a sputi

piscio di lingua

ombra dei santi

perduta giù in strada

a disinfettare ogni caduta.

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Senza titolo

Prendi il mio fuoco

ora che ti offro una speranza

un tempo cantavo alle stelle

il mio volto era luce di sera.

È sulle rovine

che i sogni prendono dimora

è tutto un ballo pigro

un fuoco sui cimiteri.

Che a volte non si conosce lume

né il pianto che lava le lacrime.

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Senza titolo

Hai ballato fino a rendere la terra fango

ti sono cresciuti i seni slavati dai temporali.

Mescolando conchiglie a mani aperte

seccavi papaveri per raccoglierne i sogni.

 

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Andrea Rimondo nasce a Este (Padova) nel 1972, dove si diploma all’Istituto d’Arte nel 1994.

Fin da piccolo coltiva una forte passione per il disegno, trovando poi nella maturità anche nella materia una possibilità di espressione.

Pittore irruento dal gesto deciso e forte, Rimondo rappresenta quasi in maniera ossessiva teste e corpi della figura umana, usando la pittura e il disegno come studio e la scultura come possibilità per concretizzarne l’idea e renderla senza tempo, sottolinea con le sue parole: ” Il volto è la parte più significativa del corpo umano, attraverso esso passa la nostra vita, tutto il nostro trascorso, è la nostra carta d’identità dell’anima.”

Scultore, pittore e poeta, espone a New York (2006), Venezia (2009), Parigi (2010).

Negli anni successivi realizza mostre a Roma, Milano, Bologna, Ferrara, Treviso, Padova.

Numerose sono le sue partecipazioni a mostre collettive in diverse città d’Italia.

Per i suoi lavori utilizza la pietra, il marmo, il bronzo, la terracotta e il legno.

La sua raccolta di poesie “Fingendomi acqua” è del 2013.

Vive e lavora a Villa Estense (Padova).

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