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Anna Vallerugo anteprima. Satisfiction book. Una bellezza vertiginosa

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Satisfiction book. Una bellezza vertiginosa” di Anna Vallerugo (Arkadia Editore, 2023 pp. 200 € 16.00) con la sapiente prefazione a cura di Paolo Melissi, è il doveroso e generoso omaggio alla grande letteratura. Il libro racchiude recensioni e saggi brevi scritti tra il 2014 e il 2021 per la rivista di critica letteraria Satisfiction e celebra la consistenza essenziale e intrigante delle trame narrative, nella degna varietà degli argomenti trattati. Anna Vallerugo raccoglie il significato della scrittura e amplifica lo sguardo verso un infinito orizzonte culturale, affida alle parole l’intima commozione spontanea e poetica della restituzione critica. Lo stile di Anna Vallerugo annota un’estetica rigorosa e ispirata, crea un’immediata empatia con la ragione celebrante della materia, redatta secondo una sincera ed efficace voce distintiva. La produzione autoriale del libro presenta il tratto sensibile dello svolgimento appassionato della valutazione, nella gestione impeccabile di ogni decodificazione comunicativa, analizza il disegno temporale dei ricordi, segue il dettaglio lineare delle sensazioni, rivela il seducente potere delle parole. Anna Vallerugo destina l’indole riflessiva del giudizio nella capacità di rendere la prospettiva implacabile e scrupolosa della conoscenza, un evento eccezionalmente trasparente e influente. Conserva nei suoi acuti e saggi interventi la misura dell’identità, ne individua il complesso evocativo intorno all’indipendenza biografica della pagina, sperimenta il privilegio ineffabile del linguaggio autentico e inviolato, immerso nella postazione interpretativa della realtà. Destabilizza l’ordine emblematico di ogni scelta convenzionale, selezionando autori e romanzi che rafforzano l’assidua e analitica congiunzione con il pensiero autonomo, orienta il lettore nella complicità di un patrimonio intellettuale, celebrato nell’applicazione della consapevolezza e nell’interezza costante delle storie raccontate.

“Satisfiction book. Una bellezza vertiginosa” avvolge il tracciato della coscienza universale attraverso le tracce suggestive della dottrina individuale, suggerisce la dimostrazione di ogni esatta e attenta coniugazione della vita, sfiora la commemorazione delle metafore invisibili, nascoste nel sottosuolo esistenziale delle emozioni, dei mutamenti umani allineati elegantemente lungo il ritmo incalzante dell’intensità descrittiva. Il libro conferma la solennità della maturità colta e intraprendente dei grandi scrittori, rinnova il passaggio a una adesione emancipata e profetica della contemporaneità, include la fascinazione dell’attualità nei contenuti, le considerazioni carismatiche dei testi. Mantiene la validità confortante nel decifrare ogni recensione convincente, consegna il dono del capolavoro letterario nella persistenza della memoria, suggerisce la continuità delle conversazioni, l’avanzare sinuoso dell’intuizione, nella pienezza ipnotica delle idee. Le recensioni su: “La vita agra” di Luciano Bianciardi, “Rayuela – Il gioco del mondo” di Julio Cortazar, “Pastorale Americana” di Philip Roth, “Zero K” di Don DeLillo, “Una specie di solitudine” di John Cheever e “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger aprono il percorso a un’analisi accogliente e accurata, spiegano il contesto immanente e traducono un’esegesi. Le altre recensioni di importanti autori contemporanei italiani e stranieri elogiano l’approfondimento intelligente, l’attraente competenza e danno rilievo alla lusinghiera osservazione e al raffinato commento delle imponenti opere. Un complesso memorabile ed esemplare dell’evoluzione rappresentativa nel giudizio inesauribile sull’umanità, un’unione animata di scrittori, una moltitudine di universi, segnalati come luoghi d’ispirazione, che incrociano i diversi punti di vista e la condizione stimolante della curiosità esplicativa, creano precisi ed evidenti suggerimenti nelle linee descrittive parallele alla puntuale attenzione per l’intonazione espressiva.

Un libro che, a ogni capitolo, è una indicazione interiore sulla strada da percorrere per raggiungere la destinazione migliore, per cogliere l’aspettativa di comprendere e dilatare il piacere della lettura, svela la chiave di accesso per inaugurare l’esercizio speculativo sulla condizione umana attraverso ogni angolazione evocativa, accerchia struggenti versioni di trasposizioni introspettive, trasmette la proprietà psicologica e relazionale dell’ordine del discorso. Anna Vallerugo va oltre la sfida romantica della vertigine, prende possesso della bellezza che anima l’illimitato respiro dei suoi articoli, consegna un’eredità coinvolgente, nella percezione di ogni strumento d’insegnamento sentimentale, intreccia l’immensità della sua appartenenza ideale con la lucidità che semplifica il viaggio educativo tra delicatezza e inquietudine, valorizza l’agilità della propria onestà intellettuale, trova in ogni cenno critico il motivo convincente della saggezza nell’esperienza. Mi piace dedicare ad Anna la sottile citazione dello scrittore statunitense Don DeLillo “Il libro si adatta alla mano, si adatta all’individuo”. Certa che troverà sempre più buoni e tenaci lettori, una comunità fedele che si lascerà trasportare dall’inarrestabile desiderio di leggere il suo notevole libro.

Rita Bompadre

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Capita in alcuni momenti della storia della letteratura che venga pubblicato un romanzo capace di sovvertire ogni canone, che sia messo alle stampe un libro che stupisce, incanta, stabilisce nuovi paradigmi narrativi, ribalta il concetto di “scrittura/lettura in stato di grazia”, che diventa pietra miliare di rinnovato confronto: che si pone, in definitiva, a nuovo archetipo, diventando così Il Libro. Ricade tra questi preziosi libri-cardine senza ombra di dubbio uno dei più straordinari romanzi della letteratura mondiale del Secondo Novecento: Il gioco del mondo (Rayuela, nell’originale) dello scrittore argentino Julio Cortázar.

Uscito nel 1966 e ora in libreria nei Super ET di Einaudi nella bella traduzione di Irene Buonafalce, Il gioco del mondo è opera di bellezza vertiginosa che contiene in sé almeno un altro romanzo. È l’autore stesso che invita a leggerlo due volte: seguendo l’ordine numerico tradizionale, in prima battuta; a seguire, alternando i capitoli su una traccia da lui indicata, che non solo amplia e ispessisce l’orizzonte del romanzo con capitoli aggiuntivi ma sovverte la narrazione e ci consegna un libro diverso. Se due sono le letture suggerite, possiamo però percorrere anche una nostra personale Rayuela, quel gioco di infanzie lontane che vuole il tracciare per terra uno schema a croce diviso in caselle, da “terra” a “cielo”, da affrontare (o evitare con destrezza, come nella vita) a piè pari o su di una gamba sola: dei capitoli di questo libro, e qui sta la rivoluzione, abbiamo anche la possibilità di scegliere noi stessi l’ordine che più sentiamo nostro e partecipare così a una sua terza stesura e ricomposizione dei frammenti in cui la trama esplode e si raddensa.

Non se ne avrebbe a male Cortázar se imprimessimo al suo romanzo una nostra volontà, è lui stesso che ci invita a spezzare spazio, tempo e convenzioni, che percepisce come necessario un forte bisogno di disordine, unico modo di cogliere una realtà disgregata in frammenti: «Un racconto è una struttura – scrive all’amico Jean Barnabé nel giugno del 1959 – ma ora ho bisogno di destrutturarmi per tentare di raggiungere, non so come, un’altra struttura più reale e veritiera; un racconto è un sistema chiuso e perfetto, un serpente che si morde la coda; e io voglio farla finita con i sistemi e i meccanismi di precisione per riuscire ad addentrarmi nel laboratorio centrale e lavorare, se ne ho la forza, sulla radice che prescinde da ogni ordine e sistema».Una dichiarazione programmatica pienamente rispettata seppur, a rigore, non in forma di “racconto”. Rayuela si fa narrazione e gioco letterario ed esplode in una opera fino ad allora impensabile, che si fa invito alla scomposizione e reinterpretazione di vicende umane di amplissimi orizzonti: 580 pagine per una vicenda che pur rimanendo la stessa si sdoppia in fili e rivoli a cadere perfetti in senso e forma verso un duplice, giustificato, epilogo”.

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