Emma Dante. E tutte vissero felici e contente

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C’era una volta… una favola bella. Un castello incantato, un amore a prima vista, una principessa da salvare e un principe che la salva dall’incantesimo con un bacio.

C’era una volta Cappuccetto rosso grassa, arrogante e cattiva, che passa le giornate a mortificare per invidia Cappuccetto rosso magra, cercando di distruggerla psicologicamente. Ma alla fine tutto si risolve grazie alla forza interiore e a un sano spirito di rivalsa.

C’era una volta Rosaspina che si risveglia cent’anni dopo in un mondo che non è più lo stesso, tra televisione, social network, matrimoni gay. Il maleficio della Fata Oscura un bel giorno si compie, ma lei si risveglia grazie al suo principe che, piccolo particolare, tolta la maschera, appare donna. Ma poco importa perché tanto lei lo bacia lo stesso.

C’era una volta Biancaneve, una principessina di Montecozza, paesino di trecento anime e il suo bel principe di Puntasecca. Un amore che riesce a volare alto sugli ostacoli disseminati con crudeltà e perfidia dalla regina solo per gelosia e vanità personale.

C’era una volta Angelina, al secolo Cenerentola, figlia di un barone decaduto che, rimasto vedovo, si risposa con la terribile Ignazia, sua donna di servizio, madre di Anastasia e Genoveffa. Defraudata alla morte del padre, si ritrova a vivere in uno sgabuzzino. Ma a salvarla dalla sua terribile sorte ci penserà il principe di Barcellona Pozzo di Gotto.

Eroine d’antan dotate di magici superpoteri? Molto di più. Donne messe a dura prova da difficoltà e insidie, ma che alla fine riescono a cavarsela e a uscirne vittoriose. Oltre ogni stereotipo di genere.

Danzano in un vortice di accesi dialoghi spesso in dialetto siciliano, come sul palcoscenico di un teatro, le note protagoniste di E tutte vissero felici e contente, le “fiabe per adulti accompagnati”, per dirla con l’autrice. Sono duttili e malleabili ma se le calpesti non perdonano.

Nel suo ultimo libro Emma Dante, la talentuosa drammaturga e regista palermitana che negli ultimi tempi ha portato in scena sempre più spesso storie di principi, castelli incantati e principesse con anfibi, leggin e piglio della vita di tutti i giorni, riscrive le più belle favole di sempre mettendoci un tocco deciso di ironia, tingendole di contemporaneità e smontando ogni pregiudizio e preconcetto. Un libro edito da La nave di Teseo, con le magiche illustrazioni di Maria Cristina Costa. Un po’ più umane e fragili, le belle principesse stavolta vincono le difficoltà più che con pozioni magiche, miracolosi intrugli, incantesimi ed effetti speciali, soprattutto grazie a se stesse e a una straordinaria capacità di reazione e forza d’animo.

Così Cenerentola è una di noi, vittima di ingiustizie e soprusi, imbrattata dalla melassa maleodorante di gelosie e basse meschinità che tutti siamo costretti ogni giorno a fronteggiare, e che riesce a sconfiggere grazie all’intervento della Fata Smemorina. Ma soprattutto grazie a se stessa e al proprio coraggio. E Rosaspina appare quasi una mancata fashion blogger straviziata, che si ribella ai divieti dei genitori e che alla fine reagisce con caparbietà perché vuole a tutti i costi essere felice.

In un tempo in cui di favole se ne raccontano fin troppe, oggi più che mai la favola è quel luogo dell’improbabile in cui tutte le ipotesi scendono in campo e tutte con pari dignità. In un magico regno incantato in cui il Bene alla fine trionfa sempre sul Male, però ci vuole impegno e anche un pizzico di cattiveria, per farcela.

Nelle favole riscritte in questo libro da Emma Dante, hanno qualcosa da imparare soprattutto gli adulti, sempre più distratti dalla propria realizzazione personale e allergici ad ascoltare gli altri e a costruire rapporti veri. Ma qui nessuno fa sconti. Tra queste pagine non ci sono pagliacci improvvisati che sfoderano dal cilindro facile comprensione e perdono. Chi sbaglia, paga. Con la consapevolezza che nessuno può salvarti se non ti salvi da solo. E stavolta non è una favola.

Elena Orlando