Benvenuto su Satisfiction   Click to listen highlighted text! Benvenuto su Satisfiction

Felipe Becerra. Il prossimo romanzo

Home / Recensioni / Felipe Becerra. Il prossimo romanzo

Loris Tassi ha tradotto Il prossimo romanzo di Felipe Becerra.

Appassionato di libri strani e inconsueti da diversi anni cura, per le Edizioni Arcoiris, una collana che si chiama Gli Eccentrici. Chi lo segue, non si meraviglia e anzi, li aspetta questi libri strani e inconsueti eppure, Il prossimo romanzo di Felipe Becerra è forse il volume più strano dell’intera collana. Questo ho detto ieri a Tassi, parlando al telefono: se sarò capace di far passare l’idea che questo è un libro proprio strano, allora avrò vinto.

Ma perché Il prossimo romanzo di Felipe Becerra è tanto strano?

La prima cosa che ho notato, sfogliandolo, sono le fotografie, che non è una cosa proprio strana perché, da Cortázar a Safran Foer, quanti ne abbiamo visti di libri in cui compaiono fotografie?

Sono però, quelle di Cortázar e di Safran Foer, sempre fotografie vincolate al testo, che completano il testo, funzionali al testo, e sono sempre foto pulite, molto accurate, mentre quelle di Becerra no. Sono scansioni di quaderni, collage, fotografie sui cui bordi ha scritto appunti a penna con una calligrafia indecifrabile. Sono foto ruvide, incollate, e che sembrano appartenere ad una linea narrativa parallela. Quale poi sia il filo di questa eventuale narrazione altra, pure rimane un mistero. Il prossimo romanzo di Becerra appare come una specie di studio preparatorio per un romanzo che ancora non è arrivato. Per molti versi, è come se prendessimo La mordida di Malcolm Lowry e isolassimo le considerazioni che l’autore semina dentro il testo incompiuto e vedessimo cosa ci resta.

Il secondo particolare che si nota immediatamente, è la forma frammentata, come degli aforismi, ma non sono aforismi, piuttosto Il prossimo romanzo di Becerra sta a un romanzo canonico, con personaggi e trama, come il Tractatus di Wittgenstein sta a un saggio di filosofia canonico, con tesi e argomentazioni.

Concepito come un quaderno, Becerra spiega che non è un diario. Questo non è il racconto di un uomo, non è la sua storia, ciò che gli accade ogni giorno, è piuttosto un libro in cui si riflette sullo scrivere. Dell’autore, del resto, sappiamo poco. Leggendo apprendiamo, distrattamente quasi, che lavora dentro una libreria. Ci dice, a un certo punto, che partirà per il Portogallo e sappiamo, dalla marea di citazioni che affollano i suoi pensieri, citazioni che vanno dai saggi medievali fino a Roland Barthes, che stiamo dentro la testa di un giovane molto erudito e scopriamo, inoltre, che aveva scritto un romanzo, giovanissimo, che gli aveva dato un certo successo.

Per trovare Becerra, Tassi ha seguito la traccia di questo successo. Bagual, che Becerra non cita, è il titolo di questo primo romanzo che impose il ragazzo Felipe al pubblico cileno. Vinse il premio Bolano e venne tradotto in francese e in inglese. Tassi dice che lo ricorda come un libro in cui l’eco di certi grandi latinoamericani era molto evidente. Per sottrarsi alla maledizione del primo libro fortunato, maledizione che comporta la rapida pubblicazione di un secondo libro che deve essere ancor più fortunato, uno scrittore può fare due cose: scrivere un libro uguale al primo o scriverne uno completamente diverso e, in entrambi i casi, quasi sempre, la gente dirà: ha perso la strada.

Becerra, saggiamente, decide di non replicare con un altro romanzo e di scrivere qualcosa che non solo non assomiglia al libro precedente, ma che non assomiglia a niente.

Il prossimo romanzo, dunque, è la cronaca di un’attesa, l’attesa che qualcosa di lungo, forse molto lungo, possa nascere.

L’incompiutezza, io credo, è l’oggetto recondito del libro, il fulcro, un’incompiutezza incarnata dallo scrivere a mano che, a differenza dello scrivere a computer, ha qualcosa di sempre sospeso, di non definitivo, che può essere divulgato solo in una forma privatissima. Scorgo, tra le pagine di Becerra, una forma d’insicurezza, come l’arciere che arma l’arco, lo tende, e poi non lascia partire la freccia perché teme di non essere ancora capace di centrare il bersaglio.

Quello che ci rimane è un’operazione radicale, dove non si cerca una forma nuova di racconto, ma di registrare, sulla carta, quella durata che intercorre tra il concepimento di una storia, la paura di sbagliarla, e la storia stessa.

Pierangelo Consoli

#

Il prossimo romanzo, Felipe Becerra, Edizioni Arcoiris 2023, Pp. 112, Euro 12

Click to listen highlighted text!