Il conflitto delle interpretazioni

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L’inglese Sasha Dugdale (1974), traduttrice dal russo e condirettrice della rivista Modern Poetry in Translation, si è affermata come una delle voci poetiche più interessanti del panorama europeo con tre raccolte. Dalla terza, Red House (Carcanet 2011, presente parzialmente in rete) ho tratto la poesia qui sotto. Appena uscita è la sua quarta raccolta Joy, dove Sasha dà voce a Catherine Blake, moglie di William.

 
 
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Perhaps Akhmatova was right
When she wrote who knows what shit
What tip, what pile of waste
Brings forth the tender verse
Like hogweed, like the fat hen under the fence
Like the unbearable present tense
Who knows what ill, what strife
What crude shack of a life
And how it twists sweetly about the broken sill:
Pressingness, another word for honeysuckle
But housewives? Has poetry
Ever deepened in the pail
Was it ever found in the sink, under the table
Did it rise in the oven, quietly able
To outhowl the Hoover?
Does it press more than the children’s supper
The sudden sleepless wail?
Did it ever? It lives.
It takes seed Like the most unforgiving weed
Grows wilder as the child grows older
And spits on dreams, did
I say How it thrives in the ashen family nest
Or how iambs are measured best
Where it hurts:
With the heel of an iron
On the reluctant breast
Of a shirt?
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Forse aveva ragione l’Achmàtova
Quando scrisse chissà che merda
Che mucchio di rifiuti, che discarica
Produce il verso delicato
Come pànace, come il farinaccio sotto lo steccato
Come l’insopportabile presente abituale
Chissà che nausea, che dissapori,
Che vita agra in quattro muri
E come si attorciglia dolcemente al davanzale rotto:
Urgenza, un’altra parola per abbracciaboschi.
Ma casalinghe? La poesia
Ha guadagnato mai profondità nel secchio
Fu mai trovata nel lavello, sotto il tavolo
Lievitò nel forno, tranquillamente in grado
Di latrare più dell’aspirapolvere?
Urge più della cena per i bimbi
Dell’improvviso pianto insonne?
Lo fece mai?
Vive. Alligna
Come la più implacabile gramigna
Cresce spontanea mentre il figlio cresce
E sputa sui sogni, ho detto
Come prospera nel bigio nido familiare
O come i giambi sono cadenzati al meglio
Dove duole:
Col tallone di un ferro
Sul petto riluttante
Di una camicia?
*
Forse l’Achmatova aveva ragione
Quando scrisse chissà quale pattume
Che pungolo, che pila di rifiuti
Fa sì che un verso delicato spunti
Come penace, come la gallina grassa
Nell’aia, come il presente che non passa
Chissà che male, quale controversia
Che vita di miseria
E come dolce s’attorciglia al rotto davanzale:
Impellenza, un altro modo per dire succiamele.
Ma casalinghe? La poesia è mai
Discesa nel catino, l’hanno mai
Scorta sotto il tavolo, nel lavello
O montare nel forno, soverchiando tranquilla-
Mente l’aspirapolvere col suo latrare?
Ci preme più che la pappa serale
Più dell’improvviso, insonne vagito?
Lo ha mai fatto?
Vive. Alligna
Come la più implacabile gramigna
Cresce selvaggia mentre il frugoletto
Invecchia, e sputa sui sogni, vi ho detto
Di come prosperi nel cereo nido familiare
O di come la metrica si lasci misurare
Meglio dove ferisce:
Con il calcagno del ferro da stiro
Sul petto riluttante
Di talune camice?
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La versione qui sopra, apparsa su Le Parole e le Cose, è di Federico Italiano, così presentato dalla redazione: Insieme al poeta tedesco Jan Wagner, Federico Italiano sta curando un’antologia della giovane poesia europea. Il volume, che raccoglierà le voci più rappresentative del nostro continente (inteso, geograficamente, quale unità inclusiva, porosa e per quanto possibile antigerarchica), uscirà presso la casa editrice Hanser, col patrocinio della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung, entro la primavera del 2019. In blu sono gli errori mortali, in rosso i veniali. Nel thread di lplc avevo iniziato a segnalarli invitando traduttore e/o redazione a correggerli: dopo i primi tre errori (pungolo, penace, camice) non hanno più provveduto, e a metà elenco hanno bloccato i commenti. Ora, siccome della redazione fanno parte Franco Buffoni, Massimo Gezzi, Guido Mazzoni e Italo Testa, tutt’e quattro poeti e dunque in quanto tali papabili a entrare nella suddetta antologia, mi è sorto il dubbio che… E a voi?