Illusa

Home / Rubriche / Illusa

Una volta la gente puzzava di incenso, credeva in un Libro Sacro, confidava in un Dio che si era fatto Uomo per morire stupidamente per mano di un Re.

Ora nessuno ha più Miti o Superstizioni a cui aggrapparsi. Sanno tutti molto bene di essere dei poveracci, con l’unica speranza di racimolare un po’ di soldi e cibo vendendo una pelle intatta che profumi di betulla e sterco.

Sui Navigili, l’unica legge che potesse incutere timore e reverenza si faceva chiamare Adanium: l’ultimo discendente di una stirpe di guerrieri Politici che colonizzarono la Pianura Adania…

Ndrea era il terzogenito di una famiglia di schiavi. Fuggì ancora bambino dalla madre, dopo la morte dei suoi fratelli.

Il suo lavoro da scorticatore lo iniziò solo dopo l’ultima pandemia: la quinta, come raccontano gli anziani.

All’inizio non fu facile, poi si abituò: coltello, affondo, morte, taglio, dissanguamento, lama, oli vegetali, spezie e prezioso sale, fuoco di legna vera.

Col tempo aveva conciato il miglior cuoio sul mercato, il miglior composto in materiale organico proteico mai visto prima e, con una tecnica artigianale tutt’altro che modesta, era riuscito persino a mantenere intatta la pezza della schiena, tutelando i tatuaggi, i nei, le cicatrici e qualche ricercatissimo pelo.

Vendeva le sue pelli al negozio per sole Nobili Donne Adane: il più lussuoso e fintamente illegale dell’intera Garsena. Era una rivendita sorvegliata giorno e notte da un piantone detto “Ghisa”; mimetizzata sotto un’insegna divenuta patrimonio culturale (e scaramantico) del barrio; nascosta dietro quell’antica scritta luminosa, un neon bianco con i caratteri blu, “Scampoli tessuto a peso”.

Proprio dentro quella finta bottega si celava Illusa. “Fingo sogni fasulli”, recitava la targa in rarissima plastica affissa sul citofono dentro il cortile, prima dell’entrata, tra grigiore, buio e oblio.

Ndrea quel giorno non doveva consegnare, ma solo ritirare lo strappo di un pube femminile con tatuata una stella in groppa a un martello: un cuoio mal conservato e da restaurare. Ma qualcosa non andava… C’era una strana atmosfera. Gli era sembrato peraltro atipico incontrare più volte la stessa Nobildonna con un cucciolo sul passeggino.

Forse lo seguivano? Era una trappola? Qualcuno lo aveva scoperto? Chi?

Non ebbe l’istinto di bussare con il codice segreto: entrò di slancio, sfondando il peso della porta con una spinta, perché sapeva, avvertiva o prevedeva.

Immaginava che dietro ci fosse un’arma, un machete e un braccio da venti chili, una mano robusta e pelosa e una Montagna con più forfora che neve, un monte da scalare e abbattere prendendolo di sorpresa e con determinazione.

Non era nato per essere lupo, ma nemmeno per vivere in gregge.

Ndrea tirò un fiato e lo trattenne, contò le sue dita e i suoi arti prima di scagliarsi nella lotta: c’erano tutti, bastava per combattere alla pari. Tirò un fiato e non si trattenne…

La Montagna indossava una maschera tribale raffigurante un Eroe Adano con in mano una spada, ma i capelli unti e neri uscivano e si potevano afferrare come il pelo di un cane randagio, per bloccargli la testa, evitare i morsi dei pugni, girargli attorno e stringerlo da dietro, con tutta la forza, soffocandolo tra le pinze del braccio.

Non mollare… Resisti… Arriva in cima. Uccidi il bastardo!” pensò Ndrea fino all’ultimo guaito della bestia.

Poi morte, affanno, diritto, autorità, delirio di potere e… poterlo fare ancora.

Più dolce sarebbe per te la morte se il tuo sguardo avesse come ultimo orizzonte il mio volto” sussurrò Ndrea al tipo esanime mollando la presa al collo. “E se così fosse… mille volte vorresti nascere e per mille volte ancora morire guardando in faccia il figlio corrotto di Adanium!”

Hai ragione!” disse alle sue spalle un’ombra ad alta voce. “Dunque, conosciamoci. Sono Adanium, piccolo insolente che non avrà mai il mio Trono.”

Gli uomini veramente pericolosi non minacciano!” rispose Ndrea con la fierezza di chi avesse cibo per la sera e un regno da governare.

Non capisci!” riprese Adanium. “Siamo nemici per natura, noi due: respiriamo ancora entrambi! Ora sei qui. Se avessi un motivo per stare altrove saresti là!”

Cazzo, che frase filosofica! La logica sembra essere il tuo forte. Si vede che sei l’erede diretto degli Adani: i guerrieri Politici.”

Da bambino avrai giocato con la polvere da sparo, per essere così audace!”

No, padre. Da bambino sono scappato dalla puttana che hai ingravidato. Sono fuggito per mantenere le carni attaccate alle ossa: la fame l’ha ridotta peggio del tuo amore.”

Devo togliere una cosa dalla mia lista… Dice la nota numero quattro (o meglio l’appunto): uccidi il tuo figlio illegittimo.”

Si chiama sintesi, padre. È più facile far decidere agli altri se vivi o se muori. Le persone che ami, o credevi di poter amare, sono anche quelle che riesci a odiare meglio. Sono pronto.”

Nessuno conosce di preciso come si svolse lo scontro.

Ma, da allora, si racconta che il povero riesca a esporsi al pericolo con imprudenza e senza una vera ragione, essendo poche le cose di cui gli importi davvero. Perché ogni disgraziato è disposto, nelle grandi e nelle piccole prove, a perdere persino la vita, sapendo che, a certe condizioni, non valga la pena viverla.

Tagliando, ammorbidendo, battendo e martellando, per poi ricucire con cura, Ndrea “vestì” un nuovo lavoro, divenendo Loracolo: colui che dichiara o nega, colui che indica una via oppure un’altra, vedendo la strada (e dunque l’arrivo) ancor prima di percorrerla.

E quando Loracolo si mostrasse in pubblico, indossando la sua giacca di pelle con la sacra scritta tatuata sulla schiena, ti potrebbe persino capitare di udire le sue mistiche parole: “A questo mondo tutto quello che ha un inizio ha anche una fine.”

E tu, leggendo DAMNIU, saresti il figlio naturale dei Navigili, degli schiavi liberati e di ogni profezia incisa sulla carne.

Angelo Orazio Pregoni