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Paolo Ruffilli. Maschere e figure. Repertorio dei tipi letterari

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L’indagine di Ruffilli presenta una struttura interna modulata su percorsi che si snodano tra modelli esemplari e archetipi della letteratura di tutti i tempi. Una guida ragionata utilissima a tutti: professionisti del settore, teorici della narrazione, studiosi di letteratura, scrittori, insegnanti, ma anche a chi vuole semplicemente addentrarsi, per passione, nell’affascinante universo della storia evolutiva del personaggio letterario. La distribuzione della materia in questo libro e il modus operandi dell’autore partono da un’idea di conoscenza come elaborazione in perenne movimento. L’immaginazione ci mette davanti agli occhi il pensiero, riesce a coinvolgere nel profondo la nostra sfera emotiva: la letteratura parla di noi, ci riguarda come poche altre cose e ci offre l’occasione di riconoscere chi siamo veramente.

La classificazione del personaggio non può certo sfuggire a quella ormai consacrata dalla tradizione letteraria; tuttavia può essere letta in ordine non sequenziale ma flessibile, lontana da un’impostazione da dizionario o da schema elencativo. Le intitolazioni dei singoli paragrafi del saggio assomigliano piuttosto agli scaffali di una libreria in cui lo sguardo si addentra con acume in un gioco di proiezioni conoscitive . La materia ha una disposizione non del tutto consueta alla manualistica corrente ma “richiama all’attenzione”, proprio come un titolo intrigante o la singolare copertina di un libro che suscitano sia la curiosità del lettore occasionale che di quello attento ed esigente. Il saggio è un corpo a corpo con pagine di letteratura tra le più famose di tutti i tempi, dove vita e racconto si fondono al punto che spesso , il processo di identificazione con un personaggio aiuta a riportare a galla la consapevolezza della multiforme personalità dell’uomo.

Gli stereotipi letterari sono cambiati e si sono evoluti nel tempo; tuttavia hanno conservato alcune caratteristiche delle primitive maschere teatrali. La lezione plautina ha infatti attraversato le novelle del Trecento (basti l’esempio del Decameron di Boccaccio), poi le commedie di Ariosto e Machiavelli nel Cinquecento, The comedy of errors (la commedia degli equivoci di Shakespeare), la commedia dell’arte o all’italiana. Sin dalle origini il personaggio ha sempre presentato più aspetti e, di conseguenza, si soleva utilizzare una maschera che ne sottolineava le precipue caratteristiche. Il padre di famiglia, ad esempio, tra i personaggi-chiave delle commedie plautine, era descritto sia in preda all’ira che incline all’arrendevolezza; la sua maschera, di conseguenza, aveva un sopracciglio alzato e uno abbassato e l’attore delle commedie poteva mostrare di volta in volta al pubblico la parte della maschera più adatta alla scena.

Oltre al chiaro intento descrittivo ed esemplificativo del saggio, grazie ad esempi costruiti ad hoc per offrire fonti importanti a cui attingere, la particolarità dell’opera si rivela nell’accurata articolazione e declinazione del personaggio tipizzato, in un arco temporale che va dalla letteratura delle origini al ‘900. La tenuta del discorso, senza squilibri, procede con un ritmo che asseconda i tanti volti di questo universo popolato di libertini, ipocriti, malvagi, vanitosi, pigri, delineati nella varietà delle loro tonalità espressive. Il risultato è un lucido repertorio dove il codice stilistico si affida a soluzioni circolari che incardinano la variegata molteplicità di citazioni e passaggi letterari, colti nel loro valore esemplificativo ed illuminante.

Il lavoro dimostra che ogni tipologia di personaggio ha non solo conservato ma moltiplicato nel tempo le sue sfaccettature. Si tratta di declinazioni diverse della stessa identità che a volte condanna il lettore a fronteggiare lo spietato processo derivato dall’illusione di poter comprendere la complessità dell’essere umano. Il vanitoso, ad esempio, può essere presuntuoso come Federico Moreau dell’Educazione sentimentale di Flaubert , oppure dandy (i cui ambiti e connotati ideali sono stati definiti da Barbey D’Aurevilly) o eccentrico, frivolo, esteta, superbo.

La galleria è ampia e variegata e, proprio perché si tratta di personaggi a cui si legano altri caratteri che arrivano ad essere determinanti nella personalità, si definiscono a loro volta all’interno di altre tipologie . Nel segmento del narcisismo patologico come culto dell’io , ad esempio, si muovono nella letteratura novecentesca i protagonisti della “Trilogia della rosa“ di D’Annunzio. Dei tre protagonisti, però, Andrea Sperelli è più dongiovanni, Tullio Hermil è più ipocrita, Giorgio Aurispa presenta invece tratti sadomasochistici, pur essendo tutti inquadrati nella categoria del sensuale esteta. Anche il pigro, (che ha prodotto non poche figure dall’Onegin di Puškin al Pečorin di Lermontov, dall’ Oblómov di Gončaròv al Rudin di Turgenev) può essere coniugato nelle sue capacità/incapacità, perdita di motivazione, difetto di volontà, ripugnanza all’azione, irrisolutezza, insomma, nelle sue molteplici varianti.

Ci si addentra in questo saggio con curiosità, attraversando citazioni ed esempi che hanno lo scopo di appassionare, raccontare attraverso vaste prospettive storiche e poli tematici. Come in ogni buona guida, i livelli di lettura sono molteplici e diversi. Il fruitore del testo troverà utile, alla fine di ogni capitolo, anche l’elenco dei libri a cui l’autore ha fatto riferimento.

Per citare un ulteriore esempio di declinazione tipologica, pregnante è quello di Leo Merumeci, seduttore borghese del celebre romanzo moraviano Gli indifferenti . Ruffilli sottolinea i passaggi del romanzo,( ambientato nella Roma decadente del ventennio fascista) in cui Leo esercita con tenacia e perfidia la sua carica seduttiva ma anche la sua avidità senza scrupoli, rappresentando un mondo corrotto e immorale. Leo è l’incarnazione di una forma di edonismo precisa, quella di chi insegue i propri istinti, lucidamente, pesando le parole per perseguire i suoi scopi, sesso e denaro; non conosce autocritica, ogni sua azione è egoriferita.

Tra le donne fatali, invece, sempre presenti nel mito e nella letteratura, il prototipo – spiega Ruffilli – pesca più a fondo, nell’immaginario collettivo del diverso femminile, dell’oscura alterità, del monstrum, della dea terrifica padrona della vita , caverna e ricettacolo, precipizio e burrone (cit. pag. 97). Tra gli archetipi della femme fatale troviamo Lulù, protagonista dei drammi di Frank Wedekind, che rappresenta la bellezza infernale, cinica e capace di plagio, o Rebecca West, personaggio del dramma Villa Rosmer di Ibsen, creatura istintuale che concupisce e distrugge. Di contro, ritroviamo anche le vergini sideree la cui arma è l’indifferenza con la quale intimidiscono gli uomini e ne accendono la passione. La voluttà del male è spesso costruita sul contrasto degli opposti, sull’immagine della femme virtuosa e lasciva al contempo, potente miscela erotica che infiamma il desiderio maschile.

Linguisti e teorici della narrazione hanno cercato di formalizzare lo studio delle tipologie e dei ruoli interpretati dai personaggi specificamente ancorati al milieu culturale e sociale di un’epoca. In questo saggio, ricerca letteraria, scrittura e pagine di romanzi seguono un movimento fluido e l’autore ne riallaccia l’ordito senza l’ambizione di creare un’opera esaustiva, data la vastità oceanica del’argomento. Ruffilli sa scavare nelle pagine dei romanzi per recuperare frammenti di discorsi che diano vita nuova alle ombre dei personaggi che li hanno abitati , per ribadire l’esistenza di identità trasformate e trasformabili nel tempo. Le scelte operate si dimostrano equilibrate, attente, misurate.

I personaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo emergono da soli , imponendosi con le loro connotazioni, così varie ed intrecciate, con la loro natura così potente da riuscire a diventare modello di riferimento attraverso i secoli. Iago, personaggio della tragedia shakespeariana, non è forse il malvagio a pieno titolo, l’intrigante manipolatore? E Don Chisciotte non è l’universale esempio del folle ingenuo ed inguaribile? La letteratura continua ad evolversi ma la sottesa distinzione dei tipi è una caratteristica destinata a durare ben oltre la consapevolezza degli stessi autori.

Rossella Nicolò

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Paolo Ruffilli , Maschere e figure. Repertorio dei tipi letterari

Il ramo e la foglia Edizioni

Collana Saggi , anno 2023, 152 pagine

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