Teodora Mastrototaro. Legati i maiali

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Al centro di questa raccolta di Teodora Mastrototaro troviamo il tema dello sfruttamento animale. Legati i maiali, questo il titolo del libro appena uscito per Marco Saya Edizioni, racconta il mattatoio dove gli animali stessi dicono il dolore e poi in seguito i loro carnefici: A fine turno di lavoro lavo le mani/ sotto l’acqua scrosciante del lavandino/ nel gabinetto per gli operai macellatori./ Una volta asciutte tocco la vita in attesa/ dell’alba. Nuovamente ricomincerà/ il tramonto dei corpi.

Si leggono in quarta di copertina queste parole di Antonio Bux, direttore della collana Sottotraccia: “ciò che più sorprende in questo libro è la pulsione di ogni animale alla vita, vissuta per istinto e condotta interferendo il meno possibile, o quanto meno inconsapevolmente, sul ciclo vitale dell’intera esistenza. Al contrario dell’essere umano che, pur vivendo, non sa fare a meno di provocare in se stesso e negli altri la morte in cambio di una voluttà oramai accessoria e demoniaca, quale quella del sacrificio della vita in cambio di un ‘appagamento’ personale. È questo il messaggio più importante di un libro di denuncia del genere: che la vita resti alla vita e che la morte non sia un esercizio voluto dall’uomo ma solo il destino di ogni essere vivente.”

Una scrittura che colpisce per la capacità di restituire al lettore immagini crude, vere, spietate con una capacità espressiva rara. 

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Teodora Mastrototaro è nata a Trani nel 1979, vive a Roma. Ha esordito con la raccolta Afona del tuo nome (La Vallisa 2009), tradotta dal poeta Jack Hirschman con il titolo Can’t voice your name (CC. Marimbo 2010). Autrice di testi teatrali tra cui La seconda stanza (Festival delle donne e dei saperi di genere), Inumanimal (vincitore al “Festival delle Arti Luccica” come miglior Atto Performativo), A Senza nome (spettacolo patrocinato da Amnesty International Italia e dall’Associazione Antigone) Felicia – Frammenti di Felicia Impastato, Alda – Nell’intimità dei misteri del mondo. Direttore artistico, insieme a Maurizio Evangelista, del festival Notte di poesia al Dolmen. Legati i maiali (finalista al premio Arcipelago Itaca per la sezione “Raccolta inedita) è la sua seconda pubblicazione poetica.

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Di seguito alcune poesie dalla raccolta Legati i maiali

 

Divento tre, quattro, cinque uccelli
con gli occhi chiusi e il becco rotto
dove la gabbia è stata cannibale.
Covo sul calore di chi rovescia il corpo al cielo
e si addormenta. Il cielo è una bugia.
Lungo la ferita sulla testa è lì che il sangue marcisce,
da un lato le piume, dall’altro il mio collo piegato.
Da un lato ho dolore, dall’altro è mattino?

 

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Ancora cosciente mi rivolti vivo nella vasca,
l’acqua bollente rende tenera la morte.
Un paio di minuti è il tempo che ci vuole
per far puzzare il cielo.
Il porco dopo di me non sa nuotare,
gli basterà un secondo per farsi trasformare
nel bianco del carcame scolorito.
Un braccio meccanico mi spinge giù in fondo
nel mare sospeso di rosso.
Il porco ha gli occhi fissi su di me che fremo,
mi opprimo, continuo a calare.
Quando l’inferno non ti brucia più ne fai parte
o non esisti.

 

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Il cordone ombelicale
lega la vita del figlio
alla morte della madre.
Le mammelle non hanno senso
dentro il mattatoio.
Un figlio è solo un’immagine
che non va svezzata.
Guardo nel mutismo della carcassa
le mie mani che hanno scuoiato
il ventre gravido.

 

Lo diceva la mamma che vince il più forte.

 

4 Novembre 2020