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Viola Ardone. Grande Meraviglia

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Elba ha battuto tutti sul tempo in quanto a pazzia, non ci ha dovuto mettere degli anni per arrivarci. Lei ci è nata in un manicomio, e come per un diritto di nascita può definirsi pazza. Elba i pazzi li capisce, a volte fa diagnosi più accurate e rispondenti del medico Colavolpe. Il Mezzomondo è il nome che da al manicomio in cui vive con sua madre, Mutti; ci è nata e lo abbandona solo per una breve sosta fatta dalle suore Culone per imparare a scrivere e leggere. Quando ci rientrerà non ritroverà più sua madre. Così rimarrà sola a raccontare in un diario chiamato il Diario dei malanni di mente le vicende che suo malgrado si susseguono in quel luogo impregnato di dolore che per lei è sempre stato casa.

I pazzi del Mezzomondo li capisce, mentre quelli che vivono fuori no, anzi le fanno paura come tutte le cose che non si conoscono.

Viola Ardone racconta nel suo romanzo, Grande Meraviglia (Einaudi, 2023, 304 pagine, 17,10 euro) del periodo immediatamente successivo la legge Basaglia( 1982- quattro anni dopo) che vedeva ancora le strutture psichiatriche praticare atroci procedure di “cura” come l’elettroshock, il coma insulinico, restrizioni fisiche di diversa natura.

Lì dentro ci sono solo donne che per salvarsi dalla follia di un mondo reale sono finite in un manicomio, per evitare di diventare pazze sul serio.

L’autrice fa un’importante denuncia di quello che spesso all’epoca accadeva nei confronti delle donne: venivano fatte sparire dal mondo “normale” perché scomode o inopportune.

La voce che ci racconta questa storia è quella di una ragazzina che gioca con le parole: la si vede volteggiare in un posto disumano mentre si diverte con le rime, unico modo che ha per restare leggera in un luogo appesantito da tutta quella disperazione. Lei però sembra non accorgersene del mondo che la circonda, quelle che per il lettore sono immagini terribili vengono raccontate con la naturalezza di chi le ha vissute da sempre come normali. Per chi legge  invece diventa difficile continuare a immaginare tali atrocità pensando che siano avvenute veramente. E mentre leggiamo di manopole che bruciano per sempre parti di anime fatte di ricordi, con l’illusione di calmare la follia; mentre ci interroghiamo sul perché donne, che avrebbero dovuto vivere fuori da quelle mura, sono diventate pazze per volere di qualcun altro; mentre sentiamo l’esigenza di aprire una finestra e respirare forte per toglierci dalle narici il puzzo di così tanta disumanità, arriva Fausto Meraviglia che porta l’amore lì dove non era mai entrato. Il Dottor Meraviglia è uno psichiatra che vuole liberare i malati di mente dalle sbarre, immaginando nuovi modi per alleviare il dolore della mente.

Decide di salvare Elba da quel posto, donandole una nuova casa, la sua casa, dando a lui stesso la possibilità di amare qualcuno come mai aveva fatto. È nell’amore che avviene la trasformazione, è l’amore che libera le menti imprigionate da una sofferenza lontana.

L’amore diventa l’unico mezzo per salvarsi: l’amore con cui il Dott. Meraviglia riconosce Elba come una figlia e in cui ritrova una paternità che non pensava di avere. 

L’amore diviene la speranza, la risposta a tanta sofferenza. Con l’amore si ritrova il senso lì dove tutto sembrava perduto.

La stessa Elba vive nell’attesa di ritrovare la sua Mutti, legata da un amore che la tiene in vita nell’attesa di rivederla e di condividere con lei quella che follia non era per nulla.

«Non era pazza la mia Mutti. Era sana in un mondo di folli. É finita qui per non rinunciare a me. Per dare la vita a me, ha rinunciato alla sua»

Questo è un romanzo che racconta e fa riflettere sulla condizione umana, su come sia possibile che per anni si siano perpetrate certe atrocità e su come sia necessario garantire una dignità alla malattia mentale. L’autrice infatti, con una narrazione intensa e un linguaggio chiaro e diretto, ci mostra che dietro la patologia vi sono le persone e sono quelle che vanno salvaguardate. Sempre.

Nancy Citro

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Viola Ardone, Grande Meraviglia, Einaudi, 304 pagine, 17,10 euro

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