Benedetta Centovalli. Nella stanza di Emily

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«Emily Dickinson è una creatura della soglia, ha scelto di abitare uno spazio e un tempo sospesi tra il presente e il futuro, non ha avuto la possibilità di entrare in vita nella Storia ma ha avuto quella di resistere dove tutto può sempre accadere. I would prefer not to».

In questo splendido memoir, arricchito da appunti di viaggio, Benedetta Centovalli va alla ricerca dell’essenza più profonda di Emily Dickinson. Ci troviamo di fronte a un prezioso capolavoro, dove le vite delle due scrittrici si intrecciano in modi e luoghi che sfuggirebbero al lettore, se non fosse per la prosa limpida, percorsa da una eccezionale musicalità e da una minimalista eleganza che non possono non colpire al cuore. Le frasi pulsano, si ode un ritmo – il testo diventa lirico e sta sulla soglia: la soglia tra due mondi, due vite, due epoche, la ribellione e la sottomissione.

Le poesie di Emily Dickinson (Born Dec. 10 1830 – Called back May 15 1886) videro la luce solo dopo la sua morte: era una donna in anticipo sui tempi, proiettata verso un’epoca non patriarcale. Il suo desiderio di bruciare tutta la sua opera dopo la morte fu disatteso: uno scrittoio pieno di poesie e le sue lettere recuperate sono il punto di passaggio di Emily nella Storia: 1789 poesie e 1046 lettere, questo il suo dono al mondo. La sua poesia non rispondeva alle regole del tempo, fu rifiutata «per la sua originalità, il timbro personale e libero, la sua andatura “spasmodica” e “incontrollata”, la presunta oscurità e l’imprevedibilità, il suo verso verticale, l’oscillare tra quotidiano e metafora alta, la punteggiatura inventata (i trattini come device musicali), lo sconfinare nell’arte visiva dei suoi versi».

Centovalli si reca alla casa di Emily Dickinson ad Amherst nel Massachusetts, una casa dove la poetessa (o il poeta come preferisce l’autrice) si allontanò molto raramente (qualche rapido viaggio a Boston, Washington e Philadelphia) e sempre pervasa dal desiderio di ritornare lì, a casa, sempre a casa, dove Emily amava, oltre alla poesia e al suo giardino, preparare il pane, che produce un cibo da condividere, come la poesia, e che, ancora come la poesia, lievita nella notte.

«Mi interessava visitare quella prigione volontaria – ma chissà se era davvero una prigione, quel luogo in cui si era messa all’ancora. O forse volevo esplorare quegli abissi da cui non possiamo né vogliamo salvarci e che sono come un assaggio della morte in vita».

Nella stanza di Emily è anche un’intima confessione delle paure e delle ossessioni dell’autrice – la parallela esplorazione del proprio animo, mentre trascrive il suo viaggio ad Amherst. Centovalli confessa di aver perduto molto e molti per la sua compulsiva passione per i libri degli altri con cui oggi lavora come editor, ma non solo: la sua è “una casa biblioteca” e lei si è rivestita in maniera principesca di libri. «Queste pagine nascono, anche, dal bisogno di chiarire a me stessa le ragioni di un mestiere molto amato, controverso al punto da rubarmi la vita offrendomi però in cambio la possibilità di trasferirla o ritrovarla nelle storie degli altri».

Questo incredibile intreccio tra la vita della poetessa in bianco, metà ribelle, metà reclusa e quella dell’autrice, e del suo mestiere, riempiono questo libro di una potentissima tensione, quasi che ogni frase potesse strapparsi sotto i nostri occhi. La prosa è sospesa tra esplorazione, ricordo e uno sconfinato amore per la letteratura: Centovalli non si risparmia e questo libro è una lettera al mondo, la sua lettera al mondo dopo quella di Emily Dickinson: «This is my letter to the World, / That never wrote to Me» (E. D.).

Nota: questo testo fa parte della splendida collana diretta da Filippo Tuena per il centotrentacinquesimo anniversario della casa editrice, le copie sono numerate e in tiratura limitata, invito chi fosse interessato ad acquistare la sua copia sul sito della Mattioli: https://mattioli1885.com/categoria-prodotto/narrativa/135/ (la spedizione è gratuita).

Enzo Paolo Baranelli

Recensione al libro Nella stanza di Emily di Benedetta Centovalli, Mattioli 1885, 2020, pagg. 124, euro 14.