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Carlo D’Amicis. Il grande cacciatore (e altre violenze)

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Il finale vi ucciderà!

Vi lascerà tramortiti, vi guarderete intorno e non sarete del tutto in grado di raccontare nemmeno a voi stessi il perché di tanto sgomento.

Pensate, adesso, alle 89 pagine di Il grande cacciatore(e altre violenze) di Carlo D’Amicis, edito da TerraRossa edizioni, come un countdown, come una caduta, un salto da un grattacielo con una fine più atroce di quella che avevate previsto.

Lo scrittore messicano Alberto Chimal, raffinato autore di prose brevissime, ha spiegato (nelle note introduttive ai suoi 83 romanzi in 83 pagine) che i mondi narrati sono minuscoli sulla pagina ma si dilatano nell’immaginazione.

Di fronte alla sensazione che non ci siano significati, che la vita sia del tutto vuota, l’uomo perde la cognizione delle cose e si ritrova davanti a un bivio: rinunciare a quella stessa vita oppure riempirla dei significati più disparati, raccolti alla cieca come procedendo bendati dentro un frutteto.

La storia comincia con la protagonista che sorprende il proprio fidanzato a letto con la vicina di casa, Marilyn, una ex modella di ormai quarant’anni. Il fidanzato e la vicina condividono una malsana passione per gli Ufo.

La protagonista, un’infermiera, che nella sua vita non conosce altro stimolo che non sia il suo lavoro, si lascia trasportare dentro questo perverso mènage che non ha nulla di sessuale e con il quale le due donne provano a lenire la loro solitudine, condividendo quest’uomo del quale, in fondo, a nessuna delle due importa molto.

Le due donne, tanto diverse, si avvicinano nel disagio di una solitudine condivisa che non osano nemmeno ammettere.

Come diceva Chimal, i mondi di queste persone, minuscoli nel racconto, si dilatano nella nostra fantasia e alla fine si disintegrano lasciandoci l’eco della deflagrazione.

D’Amicis ha la capacità di portarci lentamente dentro questo delirio, permettendoci di provare empatia per i suoi personaggi, sentire la loro desolazione, immaginare esiti tranquillizzanti e poi ci colpisce così forte da non lasciarci respirare.

Il grande cacciatore (e altre violenze) è una storia di follia talmente ordinaria da lasciarci del tutto disarmati.

Quando l’uomo si convince di possedere la verità, diventa più di una belva, più di un assassino, diventa una calamità.

Pierangelo Consoli

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Carlo D’Amicis, Il grande cacciatore (e altre violenze), TerraRossa edizioni 2023, Pp. 90, Euro 12.

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