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Forugh Farrokhzad anteprima. Il vento ci porterà via

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Tutto il mio essere è un canto” di Forugh Farrokhzad (Lindau, 2023 pp. 200 € 16.00), nella traduzione di Francesco Occhetto, esce nelle librerie il 18 maggio e viene presentato in anteprima al Salone Internazionale del libro di Torino il 21 maggio in omaggio alla poetessa. Forugh Farrokhzad conosciuta come la più grande poetessa persiana, associa il lirismo lacerante dell’amore alla decadenza del suo tempo. Anima emancipata e raffinata, ha saputo rappresentare la valenza contemporanea del mondo intellettuale, fronteggiare gli implacabili e severi modelli culturali del suo paese, confermare una sincera e sensibile connotazione per l’emancipazione femminile. La poesia di Forugh Farrokhzad affonda la sua radice d’identità nelle caratteristiche umane e spirituali dei sentimenti “Nella tenebra della mia notte si infiamma/il fuoco azzurro dei tuoi occhi/non serrare la via… lascia che felice/entri nel cortile della tua malinconia”. Affronta il doloroso e drammatico destino biografico, consuma la frattura emotiva, raccoglie la memoria delle lacrime, insegue il desiderio di conquistare la libertà, tema ineluttabilmente ricorrente nei testi.

La sua sublime, mistica, carnale capacità di interpretare le emozioni e simboleggiare le passioni, elogiando la loro forza ispiratrice, è la caratteristica di rigenerazione interiore dello stile poetico. “Io sono quel bocciolo d’angoscia/che cresce sui rami del tuo ricordo/e di notte, agli angoli della solitudine, / ti cerca nel sussurro di un tenero amore”. La poetessa si interroga sulle profonde solitudini dell’essere umano, vissute e percepite nel seducente avvenimento della riflessione e nell’ardente implicazione delle resistenze, su complessi contenuti filosofici ed esistenziali, rinnova la sua versatile personalità artistica nello sguardo universale, precursore di nuovi fondamenti morali nella condizione delle donne dell’Iran, e della loro dignità. Forugh Farrokhzad diffonde un messaggio elegiaco che oltrepassa la forma penetrante dei versi, accompagna l’espressione sentimentale di ogni rinascita, estende la modulazione della voce della natura “Il cielo fugge da sé stesso/il mondo non lo contiene/diresti, tutto questo azzurro/non basta il cielo a contenerlo”. “Tutto il mio essere è un canto” intona l’essenza della vita nella tenera e al tempo stesso ostinata illuminazione della nostalgia, elabora la fragile accettazione dell’assenza, attraversa l’intensità ferita del ricordo, lascia l’impronta di struggente malinconia nel sollievo della luce e il pensiero del disagio nell’affanno dell’ombra. La parola di Forugh Farrokhzad dischiude il respiro della sensualità, distende il richiamo della poesia in un’eco inestinguibile che persiste tra la risonanza dei versi e il mistero seduttivo, deposita un canto in un continuo ritorno di spirali passionali, avvolte tra il principio del corpo e dell’assenza. “Due scintille rosse, / due sigarette accese, / il ticchettio dell’orologio, / due cuori/due solitudini”. La vocazione poetica di Forugh Farrokhzad si scontra con il crudele destino della propria accidentale morte a soli trentadue anni, ma difende l’eternità del coraggio, la determinazione della sensibilità, la carica significativa della bellezza, domina l’affascinante abbraccio con il mondo in un universo che osserva le sue intraprendenze amorose. Forugh Farrokhzad vive e testimonia il proprio tempo, per manifestare la segreta essenza della scrittura, nell’immediatezza di versi espliciti, nelle tematiche animose della femminilità. “Tutto il mio essere è un canto oscuro/che in un continuo ripetersi ti porterà/verso l’alba di eterne crescite e fioriture./ Ti ho sospirato, in questo canto io/ti ho sospirato, / in questo canto io/ ti ho unito all’albero, all’acqua, al fuoco”.

Rita Bompadre

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Il vento ci porterà via

Nella mia piccola notte, ahimè,

il vento ha un appuntamento con le foglie.

Nella mia piccola notte

c’è ansia di declino.

Ascolta,

senti il soffio delle tenebre?

Assuefatta alla disperazione

guardo incredula a questa felicità.

Ascolta,

senti il soffio delle tenebre?

Qualcosa attraversa la notte,

rossa e inquieta è la luna.

Lassù nel cielo

dove ogni attimo si teme il crollo,

la folla in lutto delle nuvole

pare attendere l’istante della pioggia.

Un attimo

poi, più nulla.

Dietro la finestra trema la notte

e la terra smette di girare.

Dietro la finestra l’ignoto

è in ansia per noi.

O verde freschezza,

metti le tue mani,

come brucianti ricordi,

tra le mie mani innamorate,

abbandona le tue labbra,

come un tocco di vita e di calore,

alle carezze delle mie labbra innamorate.

Il vento ci porterà via con sé,

il vento ci porterà via.

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