“Il piacere è un sorriso che mi accompagna per tutta la vita”. Intervista a Michelle Ferrari

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Michelle Ferrari

Michelle Ferrari, quando la incontrai per la prima volta mi colpì nell’immediato. Come un fulmine a ciel rosso hard, quel sorriso sornione, smagliante, sgargiante, contagioso quanto un piacevole virus da incanalare nelle vene a colpi di flessioni. È stata, è (punto) la sexual performer più autentica tra le audaci del settore. Abbiamo ripercorso (ad audio spento) alcuni frames effervescenti delle sue comparsate milanesi («Claudia Antonelli ma dove sei finita?» Eri così bella da farci spalancare i bulbi oculari e portarci una gioia incontenibile).

Samuel Chamey

 

 

 

Making of Love è l’esperienza reale di un gruppo di ragazzi che sperimenta col sesso un percorso condiviso di scoperta, seguito da un entourage di adulti, tra tecnici, autori e “maestri del contatto” ispirati anche da tecniche orientali. Mettersi in gioco, esporsi e vedere come gli affetti prendono il largo quanto i petali di una margherita “m’ama o non m’ama”?

Il concetto su cui le persone dovrebbero focalizzarsi è il proprio percorso di vita. Le persone gli affetti e le amicizie sono tutte importanti ma possono mutare. Questo progetto di cui parli è assolutamente da sostenere e ben vengano iniziative del genere. Limitare se stessi o andare contro la propria natura per mantenere un rapporto in essere è sempre sbagliato. Il mio rapporto con la sessualità è stato molto importante per raggiungere un mio equilibrio. Attraverso il sesso le emozioni ci parlano direttamente senza ostacoli mentali, consapevolezza e naturalezza. Ci arrivano (verrebbe da dire senza troppe seghe mentali…, nda) aggirando le interferenze della mente, in maniera esplicita, fisica. Ci relazioniamo con un altro corpo, comprendiamo meglio noi stessi e l’impatto sessuale non ha eguali in termini di reazione emotiva. La purezza dell’atto non è condizionabile se vissuto con disinvoltura. Può e deve essere autentico. Ho sperimentato molto e non mi sono mai fermata di fronte davanti alle “deviazioni” dagli standard del sesso. Ogni anno ho sentito il bisogno di vivere una sessualità diversa, che fosse un rapporto classico o tra donne. Il sesso non può essere identico per tutta la vita altrimenti ci si incatena a una schiavitù mentale. Se ascoltiamo le nostre pulsioni, queste non saranno mai le stesse, a meno che non vi sia in atto un voluto processo di autocensura.

Tema: educazione sessuale nelle scuole. Che mi dici?

Con internet inevitabilmente qualcosa è cambiato, e direi per fortuna dato che dai genitori non arriva mai nulla di buono su questo tema. Si arriva più velocemente alle informazioni di cui si ha bisogno, ci si può costruire un proprio percorso culturale e sociale individuale. Il contro è la furia esibizionista dei video-selfie che vengono poi diffusi senza controllo e mettono a repentaglio l’immagine delle persone, che per quanto siano consapevoli peccano di ingenuità. Oltre a una inevitabile inesperienza che non permette ai ragazzi di fare una selezione adeguata del materiale che vedono. Pertanto sarebbe necessaria una corretta educazione sessuale al fine di scandagliare il panorama senza necessariamente definirne la direzione.

Esibizionismo che ritroviamo come costante anche nel mondo degli adulti…

Il divertimento da vetrina delle ragazze “single”. I social hanno contribuito in maniera spaventosa a dissociare le persone da ciò che sono realmente. Si sono concentrate talmente tanto sull’immagine che vogliono proiettare all’esterno, che sono più intente a creare l’immagine di sé che intendono proporre piuttosto che perdere tempo a conoscere ciò che sono davvero.  Paradossalmente ciò avviene anche in ambienti dove in teoria ci si ritrova per socializzare (ormai non si contano più i video di ragazze divertite mentre attorno a loro sguardi ottusi osservano il vuoto, nda).

Non avrei mai pensato di dover parlare di bilocazione e terzo occhio fuori dalla sua naturale collocazione mistica…

Sono talmente concentrate dalla reazione dei follower da non riuscire a vivere autenticamente la passeggiata nel parco col cane. Non sono presenti nel momento in cui lo stanno vivendo. Sul mio sito michelleferrari.tv sto portando avanti degli esperimenti di realtà virtuale, quindi in un certo senso cavalco anch’io la tecnologia perché secondo me il futuro del porno è nel virtuale. Si perde il contatto con la realtà in una forma sensibile di fruizione tecnologica e stimolo cerebrale, arrivando a riprodurre sul fisico le stesse sensazioni del contatto sessuale. Ma non possiamo vedere il male ovunque ci si giri, il problema come al solito non è la tecnologia ma l’uso che ne facciamo. Se pensiamo anche alle persone con disabilità, quanto potrà essere loro utile la realtà virtuale? È bellissimo se pensiamo di aiutare il prossimo, non lo è quando ci chiudiamo totalmente e affondiamo testa cuore e corpo nel nostro ego.

Quanto è autentico quel sorrisone che ti porti dietro da sempre?

Tanto!!! Quello che si trasmette facendo questo lavoro è frutto della motivazione che ci spinge a lavorare nel porno. La mia è stata una scelta strettamente personale di puro piacere, di conseguenza trasmetto spensieratezza e allegria. Viceversa è normale che la persona spinta dal desiderio di diventare la regina del porno comunichi una staticità emotiva e sia poco coinvolgente. Come se quel traguardo dovesse passare dalla frustrazione e dall’agitazione per poi trasferirlo nel girato. La mia intraprendente curiosità ha fatto in modo che io potessi vivermela al meglio senza dovermi porre a tutti i costi delle limitazioni o addirittura dei traguardi.

Cosa pensi della rincorsa all’extreme?

I guadagni nel settore sono molto bassi ma sicuramente l’extreme paga di più. La violenza a livello intimo esiste anche nelle scene normali. Chi gira con piacere lo si vede in tutte le situazioni, al di là del genere, e d’altro canto chi lo fa solo per soldi accetta una violenza contrattuale che non mi sento di condividere. Nonostante le percentuali parlino di un significativo aumento della fruizione di contenuti extreme, tutte le persone con cui parlo non ne sono granché coinvolte. Magari giusto la curiosità ti spinge a guardare ma poi all’atto pratico quanti ripropongono nel reale quelle situazioni? Quanti vorrebbero rivivere nella propria intimità quelle scene? Molto pochi, a mio parere. Ci sono momenti nella vita in cui abbiamo bisogno di vivere un certo sesso e fare determinate esperienze, a volte possiamo restare sorpresi da cosa ci piace fare in un dato momento. Non sono certo dell’idea di censurare queste opzioni, perché per esperienze personali, solo provando possiamo realmente conoscerci. La sottomissione, la dominazione, attraversiamo varie fasi nella vita e a seconda del nostro stato d’animo dovremmo sentirci liberi di switchare a piacimento.

Mai porsi limiti e tu se ne sei una dimostrazione. 

Proprio vero, è importante avere a disposizione più porte con più chiavi di lettura. Ad esempio un conto è lavorare sempre nello stesso posto e nello stesso contesto con le stesse persone, un altro conto è poter viaggiare e ampliare i propri orizzonti. Ho viaggiato tanto anche all’estero e sono state esperienze di gruppo entusiasmanti. Bisogna sentirsi sicuri nel cambiamento perché la vita ci porta a mutare scenario in continuazione e non si deve mai aver timore di cambiare. E a proposito di cambiamenti vi anticipo che ho intrapreso un percorso di filosofie olistiche, con approfondimenti in naturopatia e ayurveda che mi ha portato ad aprire il sito edonism.it, la ricerca del piacere sempre e comunque, in ogni ambito.

Samuel Chamey