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John Coltrane inedito. L’impulso creativo

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Sassofonista e compositore, John Coltrane rimarrà per sempre un gigante nel mondo del jazz, che deve molto al suo suono innovativo e immediatamente riconoscibile. Nato in North Carolina nel 1926, fece parte nella band di Miles Davis negli anni Cinquanta, imponendosi all’attenzione del pubblico per il siuo talento. Seguirono poi i dischi  da solista – tra cui il suo capolavoro del 1960, Giant Steps – che lo spinsero sotto i riflettori e a incidere profondamente il suo nome nella storia del jazz. Due anni dopo l’uscita di Giant Steps, Coltrane ricevette da Don DeMichael, caporedattore della rivista Downbeat,  una copia di Music and Imagination, un libro contenente una serie di conferenze tenute dal compositore Aaron Copland all’Università di Harvard nel 1951. Questa lettera è la risposta di Coltrane.

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2 giugno 1962

Caro Don,

Grazie per avermi inviato il bel libro di Aaron Copland, “Musica e immaginazione”. L’ho trovato storicamente rivelatore e, nel complesso, abbastanza istruttivo. Tuttavia, non credo che tutti i suoi principi siano del tutto essenziali o applicabili al musicista “jazz”. Questo libro sembra scritto più per il compositore americano classico o semiclassico che ha il problema, come lo vede Copland, di non trovarsi parte integrante della comunità musicale, o di avere difficoltà a trovare una filosofia o una giustificazione positiva per la sua arte. Il musicista “jazz” non ha affatto questo problema.

Non abbiamo assolutamente motivo di preoccuparci della mancanza di una filosofia positiva e affermativa. È costruita dentro di noi. Il fraseggio, il suono della musica lo testimoniano. Ne siamo naturalmente dotati. Se così non fosse, tutti noi saremmo morti molto tempo fa. Per quanto riguarda la comunità, l’intera faccia del mondo è la nostra comunità. Vedete, per noi è davvero facile crearla. Siamo nati con questo sentimento che viene fuori a prescindere dalle condizioni. Altrimenti, come avrebbero potuto produrre questa musica i nostri padri fondatori, che sicuramente si sono trovati (come molti di noi oggi) a vivere in comunità ostili, dove c’era tutto da temere e pochi di cui fidarsi. Qualsiasi musica che possa crescere e propagarsi come la nostra musica, deve avere una convinzione affermativa insita in essa. Chiunque affermi di dubitare di questo, o pretenda di credere che gli esponenti della nostra musica di libertà non siano guidati da questa stessa entità, o è prevenuto, o è musicalmente sterile, o è semplicemente stupido o sta tramando. Credimi, Don, sappiamo tutti che questa parola che oggi sembra essere temuta da molti, “libertà”, ha molto a che fare con questa musica.

Sai, Don, oggi stavo leggendo un libro sulla vita di Van Gogh e ho dovuto fermarmi a pensare a quella forza meravigliosa e persistente: l’impulso creativo. L’impulso creativo era in quest’uomo che si trovava così in contrasto con il mondo in cui viveva, e nonostante tutte le avversità, le frustrazioni, i rifiuti e così via, l’arte bella e viva è venuta fuori in abbondanza… se solo potesse essere qui oggi. La verità è indistruttibile. Sembra che la storia dimostri (ed è così anche oggi) che l’innovatore viene più spesso accolto con un certo grado di condanna; di solito in base al grado di allontanamento dai modi di espressione prevalenti o altro. Il cambiamento è sempre così difficile da accettare. Vediamo anche che questi innovatori cercano sempre di rivitalizzare, estendere e ricostruire lo status quo nei loro campi, ovunque sia necessario. Molto spesso sono i reietti, gli emarginati, i sottocittadini, ecc. delle stesse società a cui apportano tanto sostentamento. Spesso sono persone che hanno subito grandi tragedie personali nella loro vita. In ogni caso, che siano accettati o rifiutati, ricchi o poveri, sono sempre guidati da quella grande ed eterna costante che è l’impulso creativo. Teniamolo a mente e rendiamo lode a Dio. Grazie e auguri a tutti.
Cordiali saluti,

John Coltrane

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