Orme

Trova lo spiraglio il vento autunnale.
Discende un brivido dal collo.
Miscellanea di blu… di verdi, ah… il mare novembrino.
La spuma marosa si adagia sotto il pallido sole.
Leggera, dal candore materno, una tenera carezza.
La solitudine amica, sferzata dalla brezza, mi accompagna nei ricordi.
Non melanconia, ma piacere.
L’onda mi lambisce… si ritira.
Liscia l’arena, cancella le tracce.
Riscrivo orme effimere.
Quali segni lascerò?

 

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Il serpente

Vaporosa luce dal lampione.
Il giallo impreziosisce il rigagnolo sul selciato.
Scorre il riflesso d’oro.
Qual è il suo rumore, dove corre l’anima di questa visione.
Pioggia battente.
Si rimpingua il flusso, cresce il fruscio.
Brilla e palpita, è un serpente acqueo che striscia, sinuoso,
ipnotizza.
Si rintana al buio, nella grata.
Scompare nei meandri delle sinapsi.

 

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Vite

Un bianco sasso in riva mi attrae.
Colgo il suo freddo…rumori d’onde.
Con il pollice, tasto la superficie.
Levigato dall’eterno movimento, ora è ovale.
Il candore e la forma trasmettono purezza.
Chissà nella vita se è già stato preso, lasciato.
Un giorno si ruppe dal masso, tozzo iniziò il peregrinare.
Nella morsa della mano lo leggo.
Sento la storia, parla del viaggio.
Ha conosciuto il dolce e il salmastro e ancor prima la pietraia, ora il mio tepore.
Mentre lo ripongo penso a Luca, mio figlio.
Quale sarà il suo cammino?

©️ Schiappapietre Pierluigi