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Arte e libertá. Ora

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Questa rubrica parla di una scatola.
La scatola é appoggiata sul pianoforte. É di dimensioni ridotte, simili a quelle del giro vita di una giovane ragazza. É di un legno che profuma ad olio. Ogni sua faccia é coperta da un basso rilievo intagliato a mano. Si vedono chiaramente dei volti e delle mani che si intrecciano primitivi. Quattro dita entrano come le zampe di un ragno nella bocca aperta della figura centrale. Per recuperare forse qualcosa che era stato perso. O forse, un filo di voce. O una parola ancora da inventare.
Dentro alla cassetta un foglietto quadrato stropicciato con delle parole scritte e che ne testimoniano la storia. La storia di un uomo che in Mozambico ne accolse un altro e la storia di un uomo che, accolto, per ringraziare il primo, scolpì una serie di cassette che poi gli donò. Disse che erano cassette dove poter riporre i propri sogni. Queste cassette furono poi regalate dal primo uomo alle persone che incontrava ed a cui voleva bene.
La cassetta sul pianoforte é l’ultima rimasta, colma di sogni, intrisa di olio e sudore, di arte e libertà.

Fotofobia

Fotofobia

Vivo posseduto da preconcetti, mi avvolgono come i maglioni girocollo invernali. Stringono e quella stretta, inizialmente fastidiosa, con il passare del tempo si trasforma in un abbraccio. Non perché si sia allentata ma perché semplicemente vi ci siamo abituati. Così riconosco vivere gran parte della mia vita, avvolto da preconcetti generalmente filati in pura lana…

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Vuoto

Vuoto

Se vai al bar e chiedi un caffé e per quattro volte di seguito ti danno invece una banana non è un caso, significa che ti vogliono dare una banana. L’altro giorno centinaia di giovani si sono menati sulle rive del Garda. Tra le opzioni che iphone ti da per scrivere la e, ora come…

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Milano e l’odore dei gelsomini

Milano e l’odore dei gelsomini

Quando mi sveglio guardo sempre fuori dalla finestra. Osservo il cielo, la sua ampiezza, i colori che lo dipingono cercando di prevedere come sarà la giornata. Cerco le nuvole e, se ci sono, ne osservo la densità e come si muovono. Apro la finestra, chiudo gli occhi ed annuso l’aria. Gli odori mi danno indicazioni…

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L’arte è diventata una palla?

L’arte è diventata una palla?

Quest’anno fanno trent’anni da quando ci siamo conosciuti. In tutto questo tempo la frequentazione con M é stata piuttosto altalenante eppure, se penso a lui, penso ad un amico, ad un punto di riferimento. Forse perché lontano, con una vita ed un punto di vista diverso dal mio e quindi utile a spostarmi dalla zona…

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Nuova cupola Società dello Spettacolo

Nuova cupola Società dello Spettacolo

Will Smith ha fatto una cosa da uomo. Cosa rara a vedersi. Una cosa vera nella sera della grande finzione. Di fronte alle banalità dette da quel insulso comico che prendeva in giro l’acconciatura della moglie, e pure andando al di là del fatto che tale accomciatura fosse dovuta o meno a una malattia, lui…

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In alto le spade!

In alto le spade!

É inutile mentire. Alla fine ho cambiato scuola a mio figlio perché volevo per lui di più. E credo che sia un desiderio normale, anzi, doveroso. Volere di più, volere il meglio: volere il bene. E davanti agli occhi di un figlio, il bene non ha limiti e non é di certo barattabile con prese…

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Io vi accuso. Non avete ascoltato i poeti

Io vi accuso. Non avete ascoltato i poeti

Il contrario della guerra non è la pace. O meglio, nella apparente pace può maturare, come si vede, la peggiore delle guerre. I poeti non hanno il cuore in pace, e anche nelle guerre a cui sono stati costretti, e di cui sono state vittime, ardevano per la feritilità, per l’amore, per la composizione. Ardevano,…

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Nadezhda, il destino dell’umanità

Nadezhda, il destino dell’umanità

Un giorno Luca mi raccontò una storia. Si trattava dei quella di un poeta dal nome complicato. Un grande della poesia imprigionato dal più grande dittatore di uno dei più forti regimi in nome della più potente ideologia che sia mai esistita. Vituperato, incarcerato, obbligato ai lavori forzati, esiliato e maltrattato a seguito di un…

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