I grandi dello sport

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Una rubrica mensile dedicata ai grandi campioni dello sport: dal calcio al basket, dall’atletica al nuoto e al ciclismo. A tutti gli sport olimpici e invernali sino al motocicliso e alla Formula 1. Per ricordare i tanti campioni che hanno fatto la storia con le loro perestazioni, ritratti nei loro aspetti salienti, tecnici e morali.

Il sogno infranto del Pirata

Il sogno infranto del Pirata

Nasce il 13 gennaio 1970, a Cesena, figlio secondogenito di Ferdinando Pantani e di Tonina Belletti. Trascorre un’infanzia tranquilla, scuole, calcetto, cresce a forza di piadine, erbazzone, tigelle e tortelli che gli somministra Tonina che gestisce in città un chiosco gastronomico. Dal nonno riceve un giorno in regalo una bicicletta e capisce di avere un…

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Dorando Pietri, il maratoneta di Londra

Dorando Pietri, il maratoneta di Londra

Dorando Pietri nacque a Correggio il 16 ottobre 1885, figlio di una famiglia di contadini. Nel 1897 il padre lasciò i campi per aprire un negozio di frutta e verdura nella vicina Carpi. Dorando era un uomo minuto, basso di statura, garzone di una pasticceria che amava andare in bicicletta finché scoprì l’atletica per caso,…

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Jesse Owens e Carl Long a Berlino

Jesse Owens e Carl Long a Berlino

Tutto li distingueva, la nazione, la lingua, lo stato sociale, il temperamento, il carattere, la genetica: uno nero di carnagione, occhi scuri e capelli neri crespi, l’altro alto, bianco, biondo, occhi celesti, stereotipo dell’ariano, solo l’anno di nascita li accomuna, eppure le Olimpiadi di Berlino del 1936 segnarono qualcosa d’incredibile e di fino ad allora…

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Emil Zatopeck, la locomotiva umana

Emil Zatopeck, la locomotiva umana

Il 20 agosto 1968, facevano il loro ingresso entro i confini della Cecoslovacchia 12 divisioni corazzate, 12 divisioni motorizzate e 2 di paracadutisti, tutte appartenenti al Patto di Varsavia. Obiettivo dell’azione militare è quella di spegnere ogni velleità, ogni chance di sopravvivenza del cosiddetto ‘socialismo dal volto umano’ il cui simbolo era stato Dubcek allora…

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Fu soprannominato “Rombo di Tuono” per la potenza strabiliante del suo tiro

Fu soprannominato “Rombo di Tuono” per la potenza strabiliante del suo tiro

Nel 1970 aveva appena 9 anni quando, trascinato dall’euforia collettiva dopo la semifinale Italia – Germania Federale, si posizionò davanti alla TV (ancora in bianco e nero) per la finale contro il Brasile a Città del Messico. Allo stadio Atzeca assistevano 110.000 spettatori. Adorava Gigi Riva, era tifoso del Cagliari che proprio quell’anno vinse strepitosamente…

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