Pensieri con le gambe penzoloni

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Certe volte io non esisto e cammino senza ombra nel sole, mi perdo dentro vuote parole nei crateri neri di gelide lune. La mia mano per quanto si tenda non riesce a toccarti nè a spingerti via. A volte io non esisto e cammino senza ombra nel sole.

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  La mimosa ha lasciato dissolvere il suo giallo fiorire, cala il sole dietro il colle, nel campo i bambini giocano ancora. Le gambe sporche di terra, le guance rosse, nell’aria i colpi sordi ad una palla e le loro grida, gaie rondini in volo. L’orologio segnava i nostri undici anni compiuti da poco. Felici….

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Non piangevo. E mi chiedevo perché la piccola nonna giacesse sul letto vestita, le scarpe nuove ai piedi, il fazzoletto di pizzo nero in testa. Restavo seduta accanto alla stufa spenta e pensavo:” Tra poco si alza, apre la credenza e mi regala la panna del latte appena bollito.” Tutto era immobile quel giorno, come…

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Le piccole case rosa come mandorli in fiore con i mestoli appesi in cucina e i panni stesi fuori ad asciugare. Le finestre aperte diventano quadri e tu seduto mi rubi i contorni e li ridisegni con cura. Mi perdo in questi frammenti di vita che odorano l’aria di pane e tuberosa .

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Subisco il fascino degli esseri estremi, dei deliri, della turbolenza dei cieli. Di tutto ciò che incanta fulmina e scompagina turbando i sensi e delicatamente ricompone l’anima in pezzi, nella pace grave del silenzio che scelgo oltre i limiti.

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Nell’attimo che precede il risveglio,tra le pupille e le palpebre ancora chiuse, vedo e accarezzo tutto ciò che amo. In questa presenza e delicatissima cura , vivo un tempo dilatato che rende eterno l’amore Nulla ha fine nel vivere questo privilegio in cui c è sempre spazio che è comprensione

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Modulare il battito d’ ali per attraversare porzioni di cielo e accarezzare gli abissi. Chissà cosa pensano i gabbiani nei loro voli, delle piccole orme scolpite dai nostri passi.  

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9.

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Immagino le barche i loro sogni di derive, il mare aperto e poi l orizzonte confuso e sfatto. Le vele ammainate come sirene stanche L’ attesa inconfessata di una rotta che apra un varco sul confine tra mare e mare dove nessuno osa neppure con lo sguardo.

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Ho bisogno di pace e di una mano paziente che riaccosti le ciocche dei capelli scomposte sulla fronte. Una voce pacata che racconti fiabe come fossero carezze. Una tenda bianca alla finestra e un mazzo di fiori nel vaso, con l’acqua che brilla di luce mentre sulla tavola un pane lievita. La notte grilli e…

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L’ estate e le domeniche al mare con il costume da bagno come un tutù da ballerina, poi il rientro a casa la sera, come le rondini sotto la grondaia. La mia periferia era il confine con l’ infinito oltre il campo dietro casa. Sotto il grande pero che annunciava l’ inizio della primavera finiva…

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