Pensieri con le gambe penzoloni

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Amami come fossi la manica della tua camicia o la luce che ti accarezza lo sguardo nella penombra. Ama una sola mia parola che sfidando l’attesa, viola ogni distanza e ti sfiora.

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L’amore perduto non concesse tregua. Nascosto il viso si negò allo sguardo da allora e per sempre. Quel dolore si radicò nel suo animo e prese possesso di tutto lo spazio. Decise di prestare il volto al male che gli viveva dentro. Mentre oltre il buio ascoltava i Pink Floyd.

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Vivo tra queste mura, il tuo nome scritto ovunque Come corolle di lama. Reclusa in un pensiero conto i passi che separano i corpi, barando sul tempo e sulle distanze. Ma la mia mente unita alla tua trova sempre un passaggio per l’approdo. E dopo i se delle ipotesi tu irrompi certezza di pace. Voce…

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L’Amato silenzio danza sul mondo avvolgendolo di pace. Le strade distanze che solo il Bene colma mentre il tempo si dilata piccola eternità domestica. Mosse le foglie il vento corre agitando e attraendo gli atomi delle idee. Anticipo di Resurrezione questa voglia di vita.

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Piove dove non sei, dove mi manchi. Sulle parole che non puoi udire. Su questo asfalto che mi copre come un lenzuolo. Piove come un lamento su questa litania di un’ anima orante. La tua assenza è lo Spazio in cui il buio si fa consuetudine.

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Mi addormento tra mucchi di foglie cadute, distesa sui tetti di case Annega il mio passo in pozzanghere come fossero oceani. Mi anniento tra le ombre deformi sui muri, nella muta paura dei fiori soli di notte nei campi. Poi come bianco cotone che ha fede nel vento mi abbandono leggera lontano.

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Ogni volta che scende la sera la tua voce mi culla e custodisce bambina. Il tuo cuore, un tamburo di guerra, mi infonde la pace e la tua piccolissima mano è la terra buona in cui ogni seme germoglia. Scopro la calma del grembo che ogni madre ignora finché non diventa specchio della sua creatura.

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La Ragione mi parla sempre. Sovrasta il silenzio con le sue geometrie mentre il mio fiume rompe l’argine. Resta fango nero sull’impossibilità dei sogni e bisogno di azzerare i confini. E poi parole. Parole come ribelli folle incontenibili, come migrazioni di uccelli verso terre nuove. Parole a concimare oltre la Ragione.

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Ti penso col cuore nudo le braccia stanche e la voglia di non andare più via. Ti sento come un pensiero che si fa parola per rinascere silenzio e tornare a gonfiarsi, vela arresa al respiro dell’aria. Ti leggo nelle vie da percorrere, perché in ciò che non è ancora compiuto tu sei profezia. Ti…

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