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“Il post-consumismo è utopia perché si oppone a tutti i poteri forti”. Intervista a Xante Battaglia

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Contro Storia dell’arte contemporanea il nuovo libro sul pensiero del Maestro Xante Battaglia esposto dal critico d’arte Giosuè Allegrini, pubblicato dalla casa editrice Campanotto.

Contro Storia dell’arte contemporanea, un titolo incisivo per un libro che si introduce nella storia, come un nuovo motto; contro storia del tempo presente, e di tutte le storie che ci hanno raccontato. Xante Battaglia, un nome che risuona per la storia, da precursore, da contestatore che si oppone allo spietato sistema dei consumi e delle speculazioni dei mercati che riguardano anche l’arte contemporanea. Il post-consumismo profetizzato dal Maestro Xante Battaglia viene da lui indicato come unica “avventura” possibile, la risoluzione all’esistenza umana. La Grande Madre, la figura arcaica che lo ha sempre contraddistinto nella sua espressione di pittura, viene anch’essa presentata da Xante come non-arte, in quanto non in linea con i mezzi espressivi che il nostro tempo dispone, demistificando il suo eventuale potere d’artista e riaffermando così l’importanza della tecnologia, la sua attuale supremazia che interessa anche il mondo dell’arte. Pablo Picasso un decoratore? Arricchiti annoiati dalla propria ignoranza che spacciano per artista chi è pronto a versare una cospicua somma, mercanti malfattori e critici collusi; tutto ciò è Contro Storia.

Paola Fiorido

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Di seguito l’intervista al Maestro Xante Battaglia

 

Contro-storia, siamo così certi che la storia che ci hanno raccontato sia vera?

Le storie sono storie.

Cosa ci prospetta il post-consumismo e quali saranno le risorse per superare la transazione?

Il post-consumismo è utopia perché si oppone a tutti i poteri forti. Le coltivazioni e il contatto con la natura ci salveranno.

Che valore ha la scuola e come si evolverà l’ insegnamento?

Quando gli insegnanti daranno un voto a loro stessi ci sarà l’evoluzione della scuola.

Oltre il tuo lavoro sociale e concettuale sei conosciuto per la tua figura arcaica, puoi spiegarci la Madre?

La mia maternità è archetipo al di là dell’antico presente e futuro, si propone come post-arcaico, da non confondere con le mode post-moderniste.

C’è una ricetta in cui sei Maestro?

Non c’ è ricetta per diventare Maestro.

Spiegaci la tua visione dei moti migratori.

I popoli emigreranno sempre, come gli animali.

Una vita avventurosa, in barca, tra accademie e frequentazioni di artisti, dalla mondanità alle mostre con molte pubblicazioni e famiglie. Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Occuparmi di mia figlia Stella.

Che importanza ha avuto nella tua vita il contatto con l’artista concettuale Vincenzo Agnetti, ci sono degli aneddoti che ci puoi raccontare?

Vincenzo Agnetti a NY è stato sponsorizzato da mio padre, c’incontrammo al quartiere delle Botteghe di Sesto Giovanni, eravamo circa trenta artisti che pagavamo i nostri studi con lo scambio di quadri, c’era anche Castellani che era amico di Agnetti e Manzoni.

Dopo il mio successo a NY, Agnetti venne a trovarmi nel mio studio-abitazione di via Monte Napoleone 1 a Milano, frequentavamo Pierre Restany, anche se ambiva alla mia presentazione del grande critico americano Gregory Battcock, un mio estimatore, storica l’intervista incrociata da lui ideata tra me Warhol per Art Magazine.

Quando nacque mio figlio mi regalò un quadro, Progetto di un Amleto Politico, mi ha dedicato delle poesie, scritture e si fece fotografare baciando una mia scultura.

Com’è nata la collaborazione con il critico Giosuè Allegrini per l’elaborazione del vostro trattato? Due parole riguardo Marcello Conti, editore della casa editrice Campanotto.

Ho impiegato circa tre anni a convincere Giosuè Allegrini, con cui avevo già lavorato per la sua pubblicazione Visual Poetry edito da Skira, della mia ideologia di Contro Storia, che si predispone a rivoluzionare l’arte contemporanea consumistica. Marcello Conti è un grande editore, un grande artista, poeta e poeta visivo.

 

 

Intervista a cura di Paola Fiorido

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Xante Battaglia (Gioia Tauro, 1943) vive e lavora a Milano. Artista figurativo concettuale, di rinomanza internazionale, sviluppa un suo stile personale rifacendosi all’arte arcaica; le sue Velate, immagini di donne stilizzate, sono l’icona ricorrente delle sue opere e vengono dedicate alla Mater Matuta. Poliedrico ed eccentrico tanto da demistificare continuamente il potere, è anche un artista critico-comportamentale, che esprime il suo modo di pensare attraverso opere che spesso impiegano personaggi noti del panorama internazionale, rendendoli parimenti oggetto di una negazione assoluta. Già titolare di cattedra presso sette Accademie di Belle Arti italiane, ha esposto alla Bonino Gallery di New York, alla Biennale di Venezia, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, al Palazzo della Permanente e a Palazzo Reale a Milano, al Grand Palais di Parigi. Storica è la sua mostra di Visual Poetry alla Galleria Apollinaire di Milano nel ’77 curata da Pierre Restany. Nell’ambito dell’arte metalinguistica ha creato un personalissimo stile binario che coniuga fra loro gesto artistico, tecniche fototipografiche e volumi architettonici, giungendo così a esprimere concetti creativo-espressivi che vanno oltre Duchamp, la Pop Art, Fluxus e la Poesia Visiva Tradizionale.

Giosuè Allegrini (Voghera, 1966) è Ufficiale Superiore del Genio Navale della Marina Militare, esperto di sommergibili. Già Direttore del Museo Tecnico Navale di La Spezia, attualmente, nel grado di Capitano di Vascello, ricopre l’incarico di Capo Ufficio Storico della Marina Militare. È Direttore Responsabile dell’Editoria Storica della Marina Militare. Significativa è la sua parallela e intensa attività di storico e critico d’arte moderna e contemporanea che lo ha visto autore di numerose mostre istituzionali, pubblicazioni e saggi su quotidiani nazionali, su riviste ed enciclopedie d’arte, nonché ospite televisivo in vari programmi di emittenti nazionali; ha partecipato a cinque edizioni della Biennale d’Arte di Venezia.

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