Harlan Ellison. Visioni

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Gli scrittori fanno viaggi nella vita degli altri”

Harlan Ellison

“L’uomo e la sua opera sono talmente interconnessi che è impossibile scinderli”.

Stephen King, Danse Macabre

Gli inquilini sono sempre pronti a buttar fuori il padrone di casa” a questa regola si è sempre attenuto negli anni Harlan Ellison, questo fenomeno unico pieno di fascino ed estro.

Tornai a casa all’età di quattordici anni. Jeffty ne aveva ancora cinque.a 14 anni avevo l’abitudine di andare al cinema il sabato pomeriggio e lo spettacolo costava dieci cent, e usavano vero burro per i popcorn, ed ero sempre sicuro di poter vedere un western tipo Lash LaRue, o Wild Bill Elliot nelle vesti di Cavaliere Rosso, con Bobby Blake nei panni di Little Brever, o Roy Rogers, o Johnny Mack Brown; o un film dell’orrore come la casa degli orrori con Rondo Hatton nella parte dello strangolatore, ho il bacio della pantera, ho la mummia, oppure ho sposato una strega con Friedrich March e Veronika Lake, più un episodio di un grande seria come  Shadow con Victor Jory, o Dick Tracy o Flash Gordon; e tre cartoni animati; e un TravelTalk di James Fitzpatrick; il cinegiornale Movietone; una canzone da cantare tutti insieme e, se restavo fino a sera, una partita di Bingo o Keeno, e qualcosa da mangiare gratis. Oggi vado al cinema e vedo Clint Eastwood che fa scoppiare le teste della gente come fossero meloni maturi.

A diciotto anni sono andato al college. Jeffty aveva ancora cinque anni. Tornavo l’estate per lavorare nella gioielleria di mio zio. Jeffty non era cambiato. Adesso sapevo che c’era qualcosa di diverso in lui, qualcosa di sbagliato. Jeffty  aveva ancora

cinque anni, non un giorno di più. A ventidue anni tornai a casa per restarci. Per aprire un negozio della Sony in franchising, il primo in città. Ogni tanto vedevo Jeffty, aveva cinque anni.”. (Jeffty Is Five – The Magazine of Fantasy & SF, luglio 1977, ivi pag.529, traduzione Gaetano Staffilano)

Questo lungo brano, tratto dal racconto Jeffty ha cinque anni, vincitore dei prestigiosi premi Hugo e Nebula, rappresenta sicuramente una delle visioni più belle della produzione di Ellison, a cui l’autore era particolarmente legato. Il genio di questo scrittore traspare da ogni parola ed è sempre un piacere leggerlo,  così come lo sarà avventurandosi nella raccolta antologica dal titolo “Visioni” edita da Mondadori negli Oscar Draghi Urania, a cura di Franco Forte con l’imperdibile saggio finale di Sandro Pergameno e la nota Bibliografica di Andrea Vaccaro.

Questo volume arricchisce davvero l’offerta della narrativa breve dell’autore, da troppo tempo sparsa in varie raccolte di non sempre facile reperibilità.

Harlan Ellison è certamente uno dei più controversi e migliori autori che a partire dagli anni ’50 del Novecento, si fecero conoscere e si affermarono nei vari campi della narrativa , fu capace di spaziare dall’ horror al fantasy, e la sua influenza ed importanza nel campo della Fantascienza (Speculative fiction) è e resta fondamentale. Robert Silverberg, suo amico da lunga data, in un suo profilo, scritto per il Magazine of Fantasy e Science Fiction, del luglio del 1977, ne fece un significativo ritratto, definendolo fisicamente senza paura, straordinariamente ambizioso e iper-cinetico, che prendeva immediatamente il controllo di ogni stanza in cui entrava. 

E la stessa cosa si può trovare in questi racconti che lo hanno reso celebre e che gli varranno il considerevole numero di otto premi Hugo e quattro Nebula, due Edgar Allan Poe e cinque Bram Stokers Awards della Horror Writers Association.

Ellison rimarrà uno dei pochi scrittori della sua generazione a scrivere in modo appassionato e penetrante delle complessità turbolente delle città americane, della loro dinamicità e perversione, cosa che sarà ripresa poi decenni più tardi dal movimento cyberpunk. 

Nel 1966, inizieranno i riconoscimenti, con “pentiti Arlecchino! Disse il Tictacchiere” (“Repent Arlequin!” Said the Tic Toc Man, 1965, esistono anche due versioni, una illustrata da James Steranko del 1978 e un’altra illustrata da Rick Berry del 1997, un Hugo nel 1968 per bocca, e devo urlare (I Have no Mouth, and I Must Scream, 1967), un Hugo nel 1969 per la bestia che credeva amore al cuore del mondo (The Beast that Shouted Love at the Heart of the World, 1968), un Hugo nel 1974 per cielo di morte(The Deathbird, 1973), un Nebula nel 1969 per il ragazzo del suo cane(A Boy and His Dog, 1969), un devastante racconto ambientato in una Terra distrutta, portato in versione cinematografica nel 1975 con lo stesso titolo nella versione originale, e da noi come un ragazzo, un cane, due inseparabili amici, regia di L.Q.Jones, che vincerà anch’esso un Hugo nel 1976 per la miglior rappresentazione drammatica. Vincerà ancora un Hugo nel 1975 per la deriva appena all’arco delle isolette di Langerhans:Latitudine 38° 54’ N, Longitudine 77° 00’ 13” O (Adrift Just off the Islets of Langerhans, Latitude 38° 54’ N, Longitude 77° 00’ 13” W, 1974), un Edgar dai Mystery Writers of America per il guaito dei cani battuti (The Whimper of Whipped Dogs, 1973), un Nebula e un Hugo nel 1978 per Jeffty ha cinque anni (Jeffty Is Five, 1977) e un Hugo nel 1986 per il paladino dell’ora perduta (Paladin of the Lost Hour, 1985).

Inoltre Ellison è curatore delle celeberrime antologie di SF New Wave Dangerous Visions, che inizia appunto con Dangerous Visions nel 1967 (variante in 3 volumi, #1, #2 e #3 nel 1969) e continua con Again, Dangerous Visions nel 1972 (variante in 2 volumi nel 1973). Antologie dagli altissimi contenuti, con la presenza di grandissimi autori e ancora più apprezzabili grazie alle annotazioni dello stesso Ellison.

Nel 1993 riceve il World Fantasy Award per l’opera svolta durante la sua vita, per la sua narrativa horror, l’International Horror Guild “Living Legend” nel 1995, il Bram Stoker Award nel 1996, il World Horror Grandmaster nel 2000 e lo SFWA Grand Master Award nel 2006. Nel 2011 sempre per tutta la sua opera riceve il premio Eaton e entra nella Science Fiction Hall of Fame. Lo stesso anno vincerà il Nebula per Ma guarda: un uomo in miniatura(How Interesting: A Tiny Man, 2010).

Personaggio scomodo, urticante, polemico, dotato di visioni pericolose, capace di grandi passioni, amicizie ed odi, dalla personalità debordante e spesso eccessiva, Harlan Ellison è stato una delle più belle e squillanti voci della Science Fiction.

Speriamo vivamente che questa edizione antologica spinga chi non l’ha ancora incontrato ad apprezzare questo narratore unico. E’ certo che leggendolo non lo dimenticherete mai più.

La conclusiva ed eccellente bibliografia curata da Andrea Vaccaro permette al lettore non solamente di avere un sicuro riferimento alle varie edizioni, ma anche la possibilità di conoscerne le varie e differenti traduzioni.

Claudio Battaglini e Edoardo M. Rizzoli

Harlan Ellison

Visioni

Mondadori collana Draghi

€25

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