MariaGiovanna Luini inedita. La potenza dei Tarocchi nelle mani di un medico

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MariaGiovanna Luini ci racconta il suo nuovo libro I tarocchi ti raccontano (nelle librerie per TRE60 edizioni) è medico, con due specializzazioni e un master in senologia chirurgica. Per sedici anni è stata assistente di Umberto Veronesi nella direzione scientifica dello IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia. Oltre al romanzo La luce che brilla sui tetti (edizioni TEA) ha pubblicato libri grandiosi come Il Grande Lucernario (Mondadori, lo consigliamo a tutti) e, scritti insieme con il professor Veronesi, Il mio mondo è donna e Oltre il dolore. Viaggio nel senso profondo della vita. Al centro Metis di Milano e nello studio Chiragarula di Crema promuove l’integrazione tra medicina convenzionale e tecniche di autoconsapevolezza e meditazione. Una delle maggiori scrittrici italiane contemporanee che ci e si racconta in questo inedito per Satisfiction.

Gian Paolo Serino

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MariaGiovanna Luini

Sorrido perché il titolo, volutamente enfatico e provocatorio, ha di certo suscitato i commenti usuali: i medici sono proprio presuntuosi, vogliono saperne di più anche sui Tarocchi! Che pensino a studiare e applicare la scienza invece di pontificare sugli Arcani e sulla divinazione.

Perdonatemi: in un mondo editoriale che negli ultimi mesi usa titoli a caso, mi si conceda per una volta (spero solo una) di fare lo stesso. La piccola storia che voglio raccontarvi c’entra con i Tarocchi e con il ruolo di medico olistico, con un libro non letto e con le aspettative che tutti abbiamo quando incontriamo qualcuno che non abbiamo mai conosciuto prima.

La chiamerò Giulietta: è il primo nome che affiora quanto ripenso a lei seduta di fronte a me nello studio di Milano. E’ entrata e ha salutato con educazione, porgendo appena la mano. Ha appeso il cappotto al gancio sul muro e lasciato cadere una borsa piccola, sobria, incolore sulla sedia che ho piazzato all’ingresso. Si è accomodata senza rilassarsi: chiusura, è il primo messaggio involontario e chiarissimo che mi ha rivolto. Il busto un po’ ruotato verso destra (quindi non esplicitamente rivolto verso di me), le mani intrecciate su un ginocchio a gambe accavallate hanno confermato la prima impressione: sono qui ma scordati che sia facile ottenere informazioni da me.

< Sono felice di incontrarla, come posso aiutarla?>.

< Se glielo dicessi le suggerirei cose che voglio che indovini. Non le rivelerò niente di me: voglio capire se sia in grado di intuire sul serio, come spero e come mi hanno detto>.

< Chi le ha detto cosa?>.

< Non le rivelo nemmeno questo. Ho le mie fonti>.

Ahia! Alla velocità del lampo ritorno al nostro scambio email: le ho chiesto due volte se avesse chiaro che sono medico e con me gli incontri hanno comunque a che fare con una via di cura interiore e/o per il corpo fisico.

Mi ha cercato dopo avere visto il mio libro sui Tarocchi: visto, non letto. Ha affermato di averlo acquistato ma di non averlo ancora iniziato. Per quel che ne so, potrebbe avere in mente di essere di fronte a una fattucchiera (il che non sarebbe un male, ma dovremmo cambiare contesto e luogo). La mia fantasia si squarcia con l’inquietante immagine di un Solone incaricato di giudicarmi perché spaccio consulenze divinatorie al posto della sacra scienza. Rido di me in silenzio e mi rassicuro: quando ho voluto accertarmi che fosse consapevole ha ribadito la richiesta di vedermi e dichiarato di sapere con chi ha a che fare. Apro il sorriso, ma lei non mi segue.

< Va bene, cosa vorrebbe dirmi di sé? >.

< Niente di niente. Voglio che legga i Tarocchi >.

< Non sono una cartomante >.

< Lo so. Ma sono qui perché ho alcuni problemi e le chiedo di affrontarli usando i Tarocchi e la sua intuizione >.

Conosco un paio di colleghi che a questo punto avrebbero già mollato, chiedendole di uscire e rivolgersi ad altri: non è un giudizio su di loro, è una constatazione. Avrebbero ragione, dal loro punto di vista, ma non dal mio: sono convinta che si possa arrivare a un risultato partendo da moventi e da modalità improbabili. Chiamo a raccolta tutte i miei sensi, quelli grossolani e quelli sottili, e mi butto.

< Desidera toccare le carte o faccio tutto io? >.

< Scelgo io, ma le tenga in mano lei >.

Infilo tutta la solennità che mi viene, iniziamo a giocare. Gli Arcani scendono e si rivelano e li commento con leggerezza, a volte scherzandoci su. Le indico il loro fluire, li colloco nel passato, nel presente, nel futuro: indico il numero, le parole scritte sulle carte, gli sguardi, le forme. Intanto da lei arrivano segnali: reazioni mimiche, piccole esclamazioni, irrigidimento, un raddrizzarsi finalmente del corpo verso di me. Si sporge avanti e tocca una o due carte, poi il mio polso: lo afferra e ride mentre mi parla.

Intanto i motivi per la sua angoscia escono impetuosi: arrivano a singhiozzi dalla sua bocca, non dalla mia. Mi sono imitata a scorgerli senza commentare, ho visto che salutavano dispettosi dietro le sue spalle e dentro la sua gola bloccata (chakra blu, l’espressione di sé, per questo le ho piazzato davanti un foglio colorato di blu senza spiegarle il motivo), e ho atteso. Ho lasciato che gli Arcani, il tono della mia voce, la vibrazione nel suo progressivo innalzarsi, la condivisione energetica tra noi agissero e ottenessero il vero risultato: spalancare il suo inconscio, la sua saggezza interiore. I Tarocchi a un certo punto non sono più il centro, eppure ognuno di loro toglie un fermo, un blocco, spinge a una svolta: Giulietta li maneggia interpretandoli con una velocità che indica che sono le emozioni e parlare, non una razionalità inutile e contraria. Spuntano volti e voci, ricordi e fantasie, sogni e lacrime.

L’incontro dura un’ora e mezza: non ha importanza, è l’ultima paziente della giornata e non stiamo rubando il tempo a nessuno. Quando va via con il suggerimento di assumere alcuni fiori di Bach, la prescrizione degli esami di prevenzione senologica e ginecologica che da anni si rifiutava di eseguire, una visita medica che ho potuto farle senza che all’inizio volesse richiederla e due pagine fitte di metodi di rilassamento, libri da leggere e musiche da scaricare per la meditazione, chiede di abbracciarmi. Vuole l’abbraccio speciale, quello che ho imparato da Alejandro Jodorowsky: quando il mio chakra del cuore si appoggia al suo la scarica di Amore è tangibile.

Cosa dicevo all’inizio? Il medico, i Tarocchi, i titoli per il post, la scienza. Niente ha importanza: per me conta che una donna che non voleva prendersi cura di sé ha scardinato il proprio rifiuto e scovato da qualche parte l’energia di aiuto che le serviva; arriva da dentro, e i Tarocchi hanno permesso di attivarla. Anche questa è la Via della Cura.

MariaGiovanna Luini