Roger Zelazny. Notte d’ottobre

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“Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto”.
San Paolo di Tarso

“Un uccello nero nel mio desiderio venne a posarsi sulla mia spalla sinistra, ed io scrissi un messaggio e glielo legai alle zampe e lo lanciai verso occidente”.
Roger Zelazny 

Apriporta o chiudiporta?
È da maleducati chiedere!

Specialmente nel vento d’ottobre o nei pomeriggi d’estate, quando il sole entrando dalle serrande non concede pause, quando il desiderio è spento da poco e ci si nasconde in qualche angolo un po’ più lontano dallo sguardo di chi ci ha accolto, o quando sta per giungere il vero caldo, e i rumori che provengono dall’esterno si fanno più penetranti e sembrano diversi o strani, quello è il momento di leggere e quello resterà negli anni.

Ora direi quasi per caso mi sono imbattuto in A Night in the Lonesome October di Roger Zelazny, edito in Italia con il titolo Notte d’ottobre da Edizioni Hypnos (nella collana Novecento Fantastico, progetto grafico, copertina e illustrazioni di Ivo Torello), attratto dall’autore che conoscevo per la sua produzione legata alla fantascienza (science fiction) e dalla straordinaria copertina, che fissa in modo perfetto nella mente del lettore, ciò che starà per accedere una volta iniziata la lettura.

Ambientato in un ottobre di un anno imprecisato, in una fumosa Londra vittoriana, tra incontri, cimiteri, nebbie e bassifondi, Zelazny fa muovere sulla scena molti tra i personaggi più cari ai lettori esperti della letteratura fantastica e del cinema.

Incontreremo, e ci piacerà scoprirli, Jack lo Squartatore, il Conte Dracula, il Buon Dottore, Mr. Talbot (che “non sembra avere un famiglio. – Forse è il migliore amico di se stesso”) l’arcigno Detective e il suo tozzo compagno, la Strega , il monaco e altri, e tutti quanti famigli e “umani” ascolteranno attentamente gli uni le parole degli altri, ne controlleranno i movimenti, ne percepiranno i rumori e i “giorni a venire saranno interessanti, via via che apriporta e chiudiporta si riveleranno attraverso le proprie azioni”.

Come in uno specchio (“per speculum in aenigmate”) in un misterioso Gioco, i protagonisti e la voce narrante, il cane Snuff, famiglio di Jack lo Squartatore, si scambieranno informazioni e sospetti nell’imminente avvicinarsi del 31 di Ottobre, la Notte di Halloween.

In una scrittura rapida e tagliente come una lama, Snuff il cane e voce narrante, vero protagonista della storia assieme a tutti gli altri famigli, ci ricorda di essere assieme al suo padrone il “custode di parecchie maledizioni in un lavoro molto importante”. Snuff deve “controllare la Cosa nel Cerchio, la Cosa nell’Armadio, la Cosa nel Baule e le Cose nello Specchio”.

E così Snuff assieme a Graymalk il gatto, a Nightwind il gufo, a Cheeter lo scoiattolo, a Needle il pipistrello, a Quicklime il serpente, (famigli, occhi e orecchi che vibrano nel correre dei giorni) danzeranno sulla scena alla ricerca degli ingredienti per il Grande Piano, in attesa di svelare il vero volto e il vero ruolo di tutti, Apriporta o Chiudiporta, nell’approssimarsi di una terribile fine e nella possibile venuta dei Grandi Antichi.

Considerato da Roger Zelazny uno dei suoi cinque romanzi preferiti (finalista al premio Nebula), deve il suo titolo, A Night in the Lonesome October, a un verso di Ulalume, poesia di Edgar Allan Poe, nella traduzione del poeta Ernesto Ragazzoni.

Se c’è un cane impegnato questo è Snuff, se c’è un cane che sa parlare per un’ora ogni notte il linguaggio umano, questo è sempre Snuff.

Se ci saranno lettori gratificati, soddisfatti e desiderosi di più altro, più ancora, questi saremo noi e lo saremo per tutti i giorni a venire. Avremo letto una bellissima storia, una narrazione fatta anche di attimi “fuggenti, ma sempre radiosi”, ci saremo forse resi conto, come fece a suo tempo Theodore Sturgeon, che il fantastico, come la fantascienza, quella parte della letteratura chiamata “di genere”, non è altro che l’avanguardia e lo sarà del romanzo classico.

Notte d’ottobre di Zelazny, come Ulalume di Edgar Allan Poe, come scriveva Walt Whitman, rassomiglia a certi paesaggi di William Turner: “al primo sguardo non presentano che tenebre, sembrano informi”, poi ci avvincono, ci ghermiscono in un fascino che è impossibile fuggire.

Edoardo M. Rizzoli

Recensione al libro Notte d’ottobre di Roger Zelazny, Edizioni Hypnos, traduzione di Barbra Bucci, 2020, pagg. 246, euro 16,90.