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Mattia Cecchini. Questa lotta senza tregua

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Il 19 marzo del 1895 al numero 25 di Rue Saint-Victor Monplaisir, alla periferia di Lione, i fratelli Auguste e Louis Lumière filmano i cancelli della fabbrica di famiglia.

50 secondi, una sola inquadratura fissa. Operaie, perlopiù, che escono dallo stabilimento alla fine del lavoro. Donne con vestiti ingombranti, grossi cappelli. A un certo punto passa un uomo con la bicicletta, una cane si avvicina, abbaia. Da una porta laterale, appena aperta, si vede una carrozzina. Poi, alle spalle della folla, esce una grande carrozza trainata dai cavalli.

Gli uomini hanno tutti i baffi, il cappello di paglia. È il 1895 e noi possiamo vederlo.

Mattia Cecchini, con il suo Questa lotta senza tregua, edito da Terra Rossa, come i fratelli Lumière, ferma il tempo.

Attraverso la storia di Tommaso, Cecchini racconta un momento storico che ci riguarda. Operaio, sta perdendo il lavoro. La Isobon, questo enorme stabilimento in procinto di essere de localizzato, ha segnato la vita di suo padre, di Tommaso stesso e di sua sorella Alessia che, di questo romanzo, è un altro personaggio chiave insieme a Milot, che non è solo il fidanzato di Alessia, ma è portatore di altre ferite, ferite di guerra, di abbandono e violenza.

Cosa succede:

Tommaso ha una figlia piccola, una moglie, una vita. Una vita significa, anche, un mutuo, l’assicurazione della macchina, le tasse. Significa immaginare, anche solo vagamente, un futuro per i propri figli.

Tutto questo, per Tommaso, significa la Isobon. Per lui e per i suoi colleghi di fabbrica. A suo padre poi, mancano sei anni alla pensione e anche questa chimera sembra adesso irraggiungibile. Ci sono i picchetti, le proteste, i comizi. Tommaso però sente che sia tutto inutile, che quel modo di fare, di presidiare i cancelli, non serva.

Cecchini ci porta dentro la vita di Tommaso, nelle sue convinzioni, le sue debolezze, i sogni che aveva e quelli che gli restano.

Il Nemico:

Per Tommaso il Nemico è Vincenzo Bonci, il proprietario della Isobon. L’uomo già ricco che ha deciso di portare la fabbrica in Polonia così da essere ancora più ricco.

Vincenzo Bonci che si fa le foto sui social con sua figlia Greta ostentando un lusso che Tommaso trova insopportabile.

L’autore però ci trascina anche nel mondo di Bonci, quella vita oltre ciò che appare. Quel disagio che anche il Nemico prova e che Tommaso non può vedere.

Alessia, che di Greta è amica e insegnante di doposcuola, un po’ vede. Perché Greta con lei parla, si confida, si scopre ragazza normale, con le battaglie dei suoi anni.

Alessia prova a spiegare a suo fratello cosa si cela dietro le foto, dietro i profili pubblici, però Tommaso non ascolta.

Il Nemico diventa veramente tale solo quando gli sottraiamo ogni connotato umano, quando lo idealizziamo, lo portiamo a esempio, gli creiamo un piedistallo che sentiamo il bisogno di frantumare. Avviene quando si da un volto al disagio, quando si comincia a pensare che ci sia un nemico solo dietro ogni nostro patire, dietro al nostro fallimento.

Succede quando non vediamo più le persone, quando cominciamo a pensare che di qualcuno sia la colpa e anche la soluzione. Perso in questo delirio, Tommaso escogiterà un piano tanto stupido quanto raffazzonato. Un piano terribile.

Il merito:

Il merito di Questa lotta senza tregua, è di assolvere pienamente al compito destinato a ogni forma di narrazione compiuta: mostrarci vite che non sono la nostra però ci assomigliano.

I personaggi di Cecchini: l’operaio e il Padrone, diventano elementi, solo apparentemente contrapposti, dentro una dialettica di tesi e antitesi che trova la sua sintesi ovvia nell’essere vivi dentro la stessa specie, dentro lo stesso tempo.

Cecchini nomina i capitoli con i nomi dei personaggi, li racconta uno alla volta, ci dice: questa è la vita di Greta, questa è la vita di Vincenzo Bonci, la vita di Alessia, di Milot, di Tommaso.

Questo è il posto dal quale provengono, qui è dove sono arrivati e come.

Quale forma hanno assunto, cosa hanno risolto e cosa ancora li uccide.

Questo è un romanzo, questo è il motivo per il quale dobbiamo continuare a leggere.

Pierangelo Consoli

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Mattia Cecchini, Questa lotta senza tregua, Terra Rossa edizioni 2026, Pp 196, Euro 16

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