Briciole Edizioni Ensemble è il primo romanzo di Alessandro Pozzolo.
Nato nel 1995, ha trascorso dodici anni tra Inghilterra, Francia e Vietnam. Oggi insegna all’Università di Siena.
Ma di cosa parla Briciole?
Parla di Pietro che ha diciassette anni e vive come bloccato tra due mondi: la sua Roma, quella notturna, che lui vuole conquistare con le scritte sui vagoni della metro, insieme al suo amico Sandro e quello della famiglia borghese in cui sta crescendo. Figlio unico, madre impiegata di banca, padre insegnante universitario, vive, Pietro, dentro un privilegio non incondizionato. I suoi vengono da famiglie povere, proletarie, e sanno una cosa che lui non sa e che vorrebbero capisse: cosa significa vivere di stenti, cosa significa la fatica.
Il futuro di Pietro non è deciso, ma è indirizzato. Suo padre, con cui è in forte conflitto, pensa di sapere cosa sia meglio per lui, che studi deve conseguire, che laurea prendere.
Ignora i confini, la geografia, del modo in cui abita suo figlio, un mondo che va oltre Roma, che sta soprattutto dentro il ragazzo, nei suoi graffiti, nel suo urlo d’inchiostro.
Pietro cerca anche di darsi un nuovo nome, che gli assomigli più di quello che altri gli hanno dato, un battesimo di battaglia: Larva è l’esito, goffo, visto da fuori, con gli occhi d’adulto, ma che ha un senso perché Pietro è qualcosa che ancora non è definito e che deve nascere nella sua forma definitiva.
Del resto, a diciassette anni, abbiamo tutti escogitato un sistema per vivere in una maniera che non fosse quella che volevano i nostri genitori. Ribellarsi, per questo ragazzino smarrito, come lo sono tutti alla sua età, significa stare in giro la notte, rischiare di farsi male, di rovinarsi, di finire persino in prigione, a un certo punto, non tanto per inseguire un sogno, ma per definire i contorni incerti della sua presenza su questa terra.
La coesistenza tra questi due mondi, Pozzolo la delinea con i due registri linguistici che decide di adottare: il romanesco, il dialetto, con cui parla con i suoi compagni, che è la lingua del suo mondo interiore; e un italiano strutturato, per certi versi persino forbito, che si parla in casa e dentro la sua testa.
È un racconto lungo, di formazione. A suo modo intenso. La prosa di Pozzolo ha una sua liricità, talvolta criptica.
Espressioni come: …mi trasformerò in una freccia di muscolo…
mi sfuggono, forse appesantiscono un po’ i paragrafi, resta comunque un esordio interessante che lascia sperare bene per il futuro.
Pierangelo Consoli
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Briciole, Alessandro Pozzolo, Ensemble edizioni 2026, Pp.120, Euro 15