In una lettera del 24 maggio 1899, Joseph Conrad scriveva all’amico E. L. Sanderson.
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La tua lettera è stata una benedizione, poiché in verità un uomo è benedetto dai suoi amici; e quando penso a tutto l’affetto sincero che mi hanno dimostrato uomini di gran lunga troppo buoni per me, provo un’amara vergogna per il mio pessimismo, per la mia irradicabile tendenza a litigare con il destino. E nella profondità della Tua amicizia Tu riesci a trovare parole che sono più dolci del balsamo per l’anima di chi scrive; dopo aver letto i Tuoi messaggi penso un po’ meglio di me stesso e così Tu mi concedi un beneficio non da poco, o Amico che non vedo da tempo ma che non ho mai dimenticato.