Benvenuto su Satisfiction   Click to listen highlighted text! Benvenuto su Satisfiction

Domenico Paris anteprima. La spalla sinistra di Malcom Young

Home / Anteprime / Domenico Paris anteprima. La spalla sinistra di Malcom Young

La spalla sinistra di Malcom Young” di Domenico Paris (Edizioni Iride, Rubbettino Editore 2026 pp. 590 € 28.00), in libreria, appartiene a quel genere letterario intriso di magnifica decadenza e di lacerante romanticismo dei bellissimi perdenti, personaggi che pur esposti emotivamente a insuccessi e disillusioni, conservano inalterata la propria rispettabilità, inseguono le proprie convinzioni, gli ideali, le aspirazioni e gli obiettivi di chi si impegna per raggiungere il consenso e la popolarità. Il libro è sostenuto da una robusta qualità narrativa, spregiudicata e solidale, riferita in uno stile pungente e beffardo, dove le parole taglienti e irriverenti illuminano l’essenza dello sguardo schietto e crudo dell’autore, rincorrono le possibilità accattivanti di perseguire i sogni, di vivere il presente, di dare una resistenza esistenziale oltre il disordine e il turbamento dei protagonisti, immersi in un travolgente euforia per la loro musica. Domenico Paris illustra il carattere profondo e trascinante di una scrittura espressiva, efficace, vitale, ribelle, sovversiva e seducente, in cui il penetrante slancio descrittivo espande l’impatto visionario e psichedelico di una generazione che prende a prestito gli smarrimenti e le inquietudini dall’influenza letteraria della beat generation. Fronteggia le regole della letteratura scardinando i luoghi comuni di una storia con al centro una band, da sex and drugs and rock’n’roll, regalando al lettore un racconto sorprendente, promosso dalle sfumature di un’anima metallica, aggressiva e viscerale. Mantiene nel ritmo inesorabile, duro, puntuale e impietoso degli eventi, la perfidia irrequieta delle occasioni della biografia, il frenetico ritratto di un universo scostante, faticoso, istintivo e spinoso, dove testare il coraggio delle proprie sensazioni e delle proprie tensioni interiori. La storia del gruppo Beatiful Losers accende l’attenzione sullo stile di vita e sull’identità culturale, sulla distorsione emotiva che ruota intorno alla band, sui ruoli da definire, sulla imprevedibilità delle azioni umane, sulla smania delle conquiste, sugli impedimenti, le discussioni e i contrasti da gestire. L’autore intreccia i colpi del destino, il cuore autentico della vicenda che ricostruisce, lungo la parabola delle esistenze, la seducente e avvincente rivoluzione di un legame radicato con complicità tra i protagonisti, sedotti dalla eco di concerti, dalle strade battute e dalle speranze che trasformano la realtà.

Domenico Paris possiede una speciale elettricità nelle corde della sua penna, restituisce ogni singola nota ad ogni passaggio decisivo nella pelle dei musicisti, mette in sincronia tutte le avventure, i luoghi, le relazioni che attraversa, produce un desiderio acceso nel riflesso di ogni intesa della memoria e dell’umanità legata da una aspettativa condivisa, appigliata al credo della musica. La linfa attiva di chi trova rifugio e partecipazione nell’essere parte di una band racchiude il senso di appartenenza e di tenacia, la nostalgia del riscatto, il vertiginoso profilo di una cultura artistica, la cicatrice indelebile della delusione e la rivincita del conforto. Il libro di Domenico Paris è un cammino esperienziale, spirituale e carnale, un incrocio evocativo tra l’avanguardia letteraria e un romanzo di evoluzione morale e psicologica, una rivelazione che si avvicina al cuore delle cose, sfiorandole d’impulso di fronte all’indecifrabile e inafferrabile realtà. Le immagini allegoriche arredano l’attesa sospesa di un cammino maledettamente umano, l’atmosfera che incombe sul confine tra l’ambizione e l’esitazione, il limite dell’esaltazione e della razionalità. Domenico Paris fotografa, con accento verista, la musica fremente di un contesto poetico, l’estetica brusca del quotidiano, il linguaggio diretto che smaterializza la materia luminosa della scrittura, attinge dalla sregolatezza e dalla dolcezza di una natura selvaggia l’esperienza della vita, avvinta ad un gioco imprevedibile, misterioso e travolgente che divide l’atteggiamento del tempo e discioglie l’affilato, incessante sound, negli accordi sotterranei di ogni colpo di scena.

Il libro avrà la sua prima presentazione ufficiale venerdì 29 maggio alle ore 18.00 presso la libreria Libraccio a Roma.

Rita Bompadre

#

Anche la prova del giorno dopo andò molto bene. Certo, un filino di nausea a suonare sempre le stesse cose per tutto quel tempo era innegabile, ma ce la facemmo passare con una seratina in Beautiful Loserz style: evitando volutamente di comparire in una delle solite bettole, ci seppellimmo nel garage di Gago a buttar giù un tot di birre e a vedere un dvd di Alice Cooper. Che geniaccio, il vecchio Alice! Con una voce tutto sommato così così, aveva speso quasi quarantacinque anni di carriera a tirar su uno show sempre più ricco e coinvolgente, riuscendo via via a trovare una formula di spettacolo assolutamente unica e, soprattutto, a rinnovarsi costantemente come artista grazie alla collaborazione con dei musici prodigiosi.

Era grandioso pensare che lui, Lemmy, Ozzy e tanti altri vegliardi della valvola fossero ancora assolutamente in sella dopo averne passate un milione più una.

Gettando uno sguardo rapido a ognuno degli altri miei compagni d’armi, mi resi dalle loro espressioni ugualmente rapite e cogitanti che anche loro dovevano star lì a fare riflessioni “religiose” di quel tipo. Mi venne da sorridere. Non esiste nessun collante che può tenere uniti i membri di una band come un certo tipo di incoscienza condivisa.

Eravamo tutti ultratrentenni, ma il nostro spirito sembrava davvero non avere età e, soprattutto, sembrava non essere stato scalfito da tre lunghi lustri di delusioni e tentativi non riusciti. Magari, dopo quel tour, tutto sarebbe davvero potuto finire e si sarebbe dovuto cominciare a pensare sul serio a una vita adulta, però, in quel momento, era meraviglioso sapere che saremmo arrivati all’eventuale filo di lana con una fede e una presenza di spirito di quel tipo.

«Oh, ragaz, visto che domani mi toccherà pilotare il trabiccolo per diverse centinaia di chilometri, stavo pensando che stasera posso anche abbandonarvi. Mi sta montando su una certa stanchezzuola che vorrei incoraggiare per essere in forma domani» disse Luca verso le due.

«Bah, sì, il nostro l’abbiamo fatto, oggi. Ci si può tranquillamente ritirare, così per una volta ci si sveglia freschi anche noi.»

«Ma… spregevole annusasigari dei miei stivali! Cioè, mi abbandoneresti anche tu, adesso? Guarda, stavo giusto approntando un silurino!»

«Basta, percuotitore, forfait, per una cavolo di volta! Domani c’è da fare un sacco di chilometri e, dopo il concerto, non sarebbe male fare una nottata lì sulla riviera romagnola. Comincio a sentire una certa urgenza di reperire qualche sostanzina come si deve e, magari, di inserire il mio strumento principe in qualche pertugio.»

«Maledetto! Va bene, facciamo così: ora io mi sbrigo a realizzare questo tubetto, ce lo fumiamo al volo come bravi indiani d’America e poi tutti a nanna.»

«Se è così, ci sto anch’io.»

«Bravo, Luca! Altro che il toscanello imbolsito! A te, Paolino, non devo neanche chiederlo, no?»

«Come se avessi davvero libertà di scegliere! Dai, sbrigati ad approntare, così andiamo a depositarci e domani ci svegliamo in condizioni decorose.»

Click to listen highlighted text!