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Alessandro Zanoni. Elmo, Lancia e Scudo. L’Eredità del Dragone

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Alessandro Zanoni, “Elmo, Lancia e Scudo – L’Eredità del Dragone vol.4”, autopubblicazione Amazon Print, 2025, 368 pagine, 21 euro in copertina rigida, 16 in copertina flessibile

Parto, come si suol dire, in quarta: tutto mi aspettavo fuorché la saga di Alessandro Zanoni terminasse così! Un plauso quindi all’Autore, che fino alla fine è riuscito a tenere celato (come il Regno sede degli Elfi) il senso finale del suo lavoro, che ho avuto il piacere di recensire qui su “Satisfiction” fin dal primo volume, Lord Alan e il Torneo del Dragone, passando quindi per il secondo ed il terzo, rispettivamente Le Lame Porpora e Le tre Lacrime.

Sviluppatasi passo passo nel corso dei precedenti tre volumi, la mitologia di fondazione del mondo (anzi, dei mondi) teatro degli eventi narrati, basata sulla lotta senza fine e senza tempo tra Drago e Dragone la quale, se terminata, potrebbe addirittura comportare la distruzione di quel mondo la cui stella principale (che ne garantisce cioè l’esistenza e sopravvivenza) è teatro dello scontro, trova fra le pagine di Elmo, Lancia e Scudo, la compiutezza necessaria per capacitarsi degli ultimi interrogativi che erano rimasti in sospeso a noi lettori.

Il dato certo di questa tetralogia è che ogni suo volume rappresenta un tassello ben specifico di un puzzle del quale soltanto letta l’ultima riga dell’ultima pagina del quarto tomo si sarà ottenuta l’immagine finale e compiuta; tutto vi è perfettamente calibrato, non vi sono scompensi di sorta, nulla è stato scritto per aumentare d’imperio il numero di pagine o, peggio ancora, per lucrare sull’argomento! E tutto ciò è da una parte ulteriormente apprezzabile se si tiene conto che Alessandro Zanoni, con questo quarto volume della saga L’Eredità del Dragone, conclude di fatto quella che è la sua opera prima; dall’altra decisamente comprensibile quando si viene a sapere che, letti i “Ringraziamenti e note dell’Autore” alle pagine 363-365, Alessandro iniziò a vergare le prime righe della saga ventidue anni fa: c’è stato tutto il tempo, quindi, di fare e disfare, pensare e ripensare e anche, prima di tutto, di evolvere come scrittore, crescita della quale ci si può “tangibilmente” capacitare nel corso della lettura dei quattro volumi!

Tra ritorni di personaggi che non apparivano tra le pagine da diverso tempo (alludendo sia a quello fittizio dei mondi in tutto e per tutto pensati e creati dall’Autore che a quello realistico della lettura) sotto forme e situazioni che mai ci si sarebbe aspettati e la consueta attenzione prestata ad ogni singolo fattore narrativo, biografico o descrittivo che sia, Alessandro Zanoni – rimanendo sempre sui “Ringraziamenti”, che sono l’unica parte che non mi sento in colpa a menzionare e citare – non dice addio al “suo” mondo, ma altresì avvisa noi, cercando forse di convincere lui stesso(?), che si tratta di un “arrivederci” che sarà prolungato, per quanto “un giorno o l’altro io ci tornerò”.

Lord Alan Riversite è dunque riuscito a riabbracciare suo figlio Aidan? E a portare a termine il suo piano di vendetta nei confronti di chi ritiene siano i colpevoli della morte di sua moglie Patricia, nonché responsabili del rapimento del piccolo (oramai quasi un uomo), ossia le famigerate Lame Porpora, corpo d’élite dell’esercito repubblicano – cui è di fatto dedicato l’intero secondo volume della saga –, manovrate da coloro i quali Alan ritiene sentine di ogni male, ovverosia gli Elfi?

Tra queste quasi 400 pagine tali domande – le due più dirette, che sono poi quelle che maggiormente possano incuriosire, io credo, i lettori della saga che desiderino completarla, ma non certo le uniche – trovano risposte inaspettate, figlie essenzialmente di un’approfondita elaborazione intellettuale che, tra citazioni alte e popolari, ci fa, una volta tanto, esclamare che no, in fondo un finale del genere non ce lo aspettavamo, ed è bene così, dal momento che di autori scontati e prevedibili il mondo della letteratura (travalicando pure i nostri confini geografici) è pieno dacché essa è divenuta essenzialmente business, con saghe che, a soli fini di lucro, proseguono addirittura per decine di volumi seppure, come il tutto andrà a finire, lo si riesca a prevedere fin dalla metà del primo!

Arrivederci a non tanto presto, dunque, a questo mondo fantastico di Alessandro Zanoni, ma a prestissimo a lui come autore: mi ha personalmente rivelato che qualcosa di altrettanto ghiotto gli sta bollendo in pentola, verosimilmente un’altra saga, per quanto di ambientazione e tematiche nettamente diverse da quella che termina con Elmo, Lancia e Scudo, e che il lavoro è già a buon punto!

Alberto De Marchi

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