L’ultimo romanzo di Alessandro Bastasi, La metamorfosi della ragione, pubblicato con Qed, è forse il romanzo che meglio raccoglie e analizza le disfunzioni non solo distopiche, ma soprattutto squilibrate del sistema di comunicazione e di interazioni del nostro attuale.
In psicologia quando si vuole indagare su un comportamento che non aiuta una persona a stare bene si dice che è un comportamento “maladattivo”, ossia qualcosa che, o non funziona bene, o che crea problemi interni a un gruppo sociale.
Per questo La metamorfosi della ragione non è una lettura semplice, né consolatoria e può generare inquietudine ed è un complimento perché di questi tempi, a loro volta inquieti e vuoti, si ha bisogno di affrontare le proprie ossessioni attraverso la lente di una analisi non furba, ma intelligente del mondo che abbiamo davanti ai nostri occhi e che viviamo quotidianamente.
La trama è semplice: un uomo, ex insegnante di matematica e fisica, quindi un uomo estremamente razionale, dopo una vita di insegnante senza infamia e senza lode, un uomo solo che vive in un monolocale, che non si è seppellito nei ricordi del passato, ma vive un presente fine a se stesso … un giorno …
Da quel momento in poi, la narrazione segue diversi piani temporali che porterà il nostro personaggio a mettere in discussione le proprie convinzioni e a noi a farci ribaltare il piano di osservazione. Non saremo più soltanto lettori, ma diventeremo protagonisti a nostra volta della trama a vortice o simile a una scala di ferro a chiocciola nella quale ci siamo imbattuti. A noi la scelta o provare a scendere, stando bene attenti a dove mettere i piedi, o tornare indietro alla nostra apparente tranquillità.
Ma quello che mi preme sottolineare di questo romanzo anomalo di un autore come Bastasi per sua natura altrettanto anomalo sono due cose anche loro necessariamente anomale.
La prima è la contaminazione nella narrazione tra scrittura narrativa e scrittura teatrale, soprattutto i dialoghi diventano, per quanto onirici possano apparire, di una vera forza drammaturgica. Esisteva un tempo “la contaminazione dei generi” quello che veniva definita “sperimentazione”. Ebbene con mia grande sorpresa Alessandro Bastasi la usa e ne fa uno strumento narrativo estremamente interessante.
La seconda è l’omaggio di Bastasi alla Letteratura, un omaggio a suo modo tenero e affettuoso quasi di un tempo che fu e che forse non può tornare, quando alcuni personaggi della letteratura potevano significare molto nella crescita personale di un individuo. Forse per questo, al nostro professore in pensione, per quanto lui non capisca, gli viene attribuito il nome di Josef Krüger.
Maria Caterina Prezioso
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La metamorfosi della ragione /Alessandro Bastasi /Qed /pp.189/17,00 €