L’11 giugno 1919, la scrittrice Katherine Mansfield scriveva questa lettera a lady Ottolne Violet Cavendish Morrell, nobildonna britannica che fu amica degli artisti e degli intellettuali inglesi che facevano capo al cosidetto Bloomsbury Group.
#
Il rumore del vento è molto forte in questa casa. Le tende svolazzano, ci sono strane ombre appuntite, piene di significato, e una luce scintillante sugli specchi. Ora è buio e ci si sente così pallidi, persino le mani sembrano pallide, e una luce frammentata e vagante avvolge ogni cosa. È così eccitante, ma anche così stancante, si attende che accada qualcosa. In questo tempo non si è più se stessi, si è come posseduti, intrappolati nel vortice, si cammina con passo leggero, si è trasportati dal vento e profondamente, profondamente eccitati. Lo senti anche tu? Sento che si potrebbe dire qualsiasi cosa, fare qualsiasi cosa, rovinare la propria vita, rovinare quella di un altro… Che importanza ha? Tutto vola veloce, tutto è in volo.