Nel 1928, Hernest Hemingway scriveva questa breve lettera al pittore Waldo Peirce, a cui fu legato da una lunga amicizia. I due si erano incontrati per la prima volta in Europa, dopo la fine della prima guerra mondiale, e viggiarono insieme in vari paesi, tra cui la Spagna. Nel 1937, un ritratto di Hemingway firmato da Peirce fu pubblicato sulla copertina del “Time”.
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Quello che dovresti fare è scrivere, gran pigro bastardo. Mio Dio, è difficile per chiunque scrivere. Non inizio mai niente senza sapere 200 volte che non riesco a scrivere, che non riuscirò mai a scrivere una riga, che non riesco ad andare avanti, che non riesco a iniziare, che è tutto marcio, che non riesco a dire quello che intendo, che so che c’è una cosa bella e completa e tutto quello che ne ricavo sono le cotiche di pancetta. Scriveresti meglio di chiunque altro, ma nel momento in cui diventa impossibile ti fermi. È quello il momento in cui devi andare avanti e poi diventa più facile. Diventa sempre assolutamente e completamente impossibile.
Grazie a Dio è così, altrimenti tutti scriverebbero e io morirei di fame.
Ernest Hemingway