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Claudia Grande.

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La seconda prova di Claudia Grande dopo il suo irriverente Bim Bum Bam Ketamina (uscito nel 2023) sempre per i tipi de il Saggiatore, rivela una scrittrice raffinata e scanzonata al tempo stesso. Una bella penna si sarebbe detto in altri tempi, ma Pornorama di Claudia Grande è qualcosa di più, una scrittura che non solo dimostra una maturità narrativa, ma ci fa entrare nei meandri della vita di oggi con uno sguardo al realismo magico, lo attraversa e ci catapulta dentro le strutture perverse e attualissime di corpi sfrenati alla ricerca di un piacere irrequieto che non è dato conoscere fino in fondo.

Le quasi cinquecento pagine sembrano all’inizio quasi volerci allontanare perché non siamo più capaci di addentrarci in una struttura di romanzo come dire “corposa” invece pagina dopo pagina ci attirano nella ragnatela di fili spezzati dove ogni storia ne richiama un’altra e poi un’altra ancora.

Tra Roma, Milano e Torino una inquietante serie di morti nel mondo del porno; l’indagine condotta dall’ispettore capo Vittoria De Feo, personaggio molto amato dalla scrittrice; una coppia di ventenni Teo e Bet finita causalmente sulla stessa pista della De Feo e che per rilanciare il loro blog sono forse disposti a tutto; un giornalista alla ricerca dello scoop della sua vita… tutti loro e un gioco infinito di personaggi grotteschi, ma che risuonano di una attualità morbosa, trovano un senso e una giustificazione al loro agire attraverso un artificio narrativo di una delicatezza e al contempo di una crudeltà disarmante: l’entrata in scena della Gatta Sibilla.

In questo mondo osceno e grottesco che riuscirebbe a far rabbrividire lo stesso Eugène Ionesco, perché non c’è più teatro dell’assurdo di quello che stiamo vivendo, Claudia Grande ci racconta come non ci sia più nulla che il nostro sguardo non possa sostenere: vediamo tutto, ingoiamo tutto, eppure al contempo siamo esposti a tutto come i bambini serpente dalla pelle e l’anima talmente delicata da non riuscire a sorreggere lo sguardo davanti all’ultima battaglia, a quella sensazione di smarrimento nella quale siamo disposti ad annegare pur di non lottare.

Ma ecco che la Gatta Sibilla ci viene in soccorso… una grande metafora della “fabula” … di quel “realismo magico” che pare tanto a cuore alla scrittrice, un mondo fatto di piccole provinciali perversioni, di giochi indicibili per un pezzetto di potere, la ricerca ossessiva di vana gloria attraverso l’uso del corpo e della sua inutile, arraffata esigenza di chirurgia estetica, vengono travolti dalla voce fuori dal coro di Gatta Sibilla, perché “una dolce Scivolizia, la cui ricetta è stata sottratta da Gatta Sibilla a quel gaglioffo di Milo Cotogno, accompagna gli avventurieri fino al limitare della fantasia, dove il verde scompare e la magia svapora, cedendo il passo alla durezza della realtà”.

Una scrittura consapevole e adulta eppure una scrittura anche scanzonata, audace e ironica quella di Claudia Grande. La seconda prova è sempre quella più difficile, prova superata con eleganza e la capacità di osservare un mondo in disfacimento senza compiangersi, senza giustificare se stessi innescando le colpe nell’altro come un veleno dato a piccole dosi. Pornorama un romanzo che sarebbe piaciuto tanto a Moana Pozzi.

Maria Caterina Prezioso 

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