Si nasce e si muore. Tutto ciò che esiste è nel mezzo.
Come le maree che si inseguono, come l’alba che prepara il tramonto, come il giorno che cede alla notte, così passano vite intere. E anche quella di Nils Vik, fino al giorno in cui decise di salpare per l’ultima volta, rimasto solo dopo la morte della moglie. Ultima corsa, ultima sigaretta, ultimo sguardo gettato ai ricordi. Con sé Luna, il suo cane, e come unici bagagli, affetti e presenze scivolate via dal tempo. Per un ultimo addio e per ricongiungersi con l’amore della sua vita. Nils, traghettatore silenzioso di anime tra i fiordi, dove vento, pioggia e luce ridisegnano i volti come i profili delle montagne.
La sua barca, “come un satellite”, fluttua attraverso le acque immobili aprendosi un varco nel passato. Ogni increspatura è una ferita che si riapre, una storia affiorata dalle profondità della memoria. Il viaggio diventa un diario di bordo dove ricordare è ritrovare, pagina dopo pagina, le vite che hanno accompagnato Nils. Perché non si vive soltanto in avanti ma anche nel respiro di ciò che è stato. Cos’è l’esistenza se non un rollio del mare, fra l’avanti del tempo e l’indietro del ricordo? Salpare e ritornare. E se ogni cosa si sgretola nello scorrere degli anni, ciò che rimane sono tutte quelle storie che, insieme, scrivono la vita di un uomo.
Anime sospese attendono Nils sulla soglia di due mondi, quello dei vivi e quello dei morti, che si sovrappongono e si confondono come il confine labile fra il sogno e la veglia. È lì che inizio e fine si ricongiungono, parte di uno stesso cammino.
Vincitore del Premio Brage 2023 per la narrativa, Il giorno in cui Nils Vik morì segna l’arrivo in Italia di Frode Grytten, grazie alla traduzione limpida di Andrea Romanzi dal nynorsk, una delle forme ufficiali del norvegese scritto, nato nell’Ottocento dalla codificazione dei dialetti rurali e oggi custode di una tradizione antica e di un’identità culturale profonda. Così Nils, su quella barca, porta con sé anche un angolo di mondo dove destini, tradizioni e luoghi fanno parte di una stessa mitologia. Un linguaggio sobrio, ironico, musicale ci riconduce a quell’umanità che universalmente ci appartiene.
Il giorno in cui Nils Vik morì è un’ode all’amore, alla vecchiaia, alla morte, alla resilienza. Racchiude il senso di tutto. Di un mondo che non è mai come dovrebbe, ma che impariamo ad accogliere per quello che ci ha dato.
Mariangela Cofone
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Il giorno in cui Nils Vik morì
Frode Grytten – trad. Andrea Romanzi
Carbonio Editore,160 pp., 18,00 euro.