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Luigi Grassi. Distinti ricordi e oltre

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Ci sono dei momenti della vita che occorre avere un libro vicino a sé, un libro piccolo magari, ma che sappia farti compagnia nelle sere di autunno, quando la luce comincia a giocare strani scherzi e si ha l’illusione? …forse di riuscire ad incontrare quel mondo parallelo che veglia su di noi come noi abbiamo provato a fare con loro. Distinti ricordi e oltre esordio narrativo di Luigi Grassi è sicuro uno di questi libri.

Trama nella trama. Viola che torna in Italia per un convegno e accetta, stranamente, l’invito dei genitori e fare un’ultima visita alla casa della bisnonna materna nella provincia di Alessandria. Una soffitta, un baule, delle foto e un diario misterioso e insieme a Viola anche noi ci addentriamo nella lettura, mentre la luce del giorno piano, piano scema e non ci si accorge quasi di quel tramonto che si sta posando sopra le cose come a volerle custodire ancora una volta.

Tutto si svolge nell’arco di pochi giorni e tutto si concentra in quelle poche ore di lettura di Viola. C’è un arco spaziale che è molto importante: Viola si è trasferita per lavoro in Australia, torna a Milano per lavoro e decide di incontrare i genitori, forse per un semplice saluto che invece diventa un viaggio, un viaggio dell’anima, da Milano, sfiorando Ferrara, fino nella profonda provincia di Alessandria dove protetta dalla nebbia la casa della bisnonna pare aspettare. Aspettare proprio lei.

Ma c’è qualcosa di altro che rapisce e ammalia, in Distinti ricordi e oltre c’è “il senso del tempo”. Luigi Grassi ha creato un archetipo, una struttura narrativa inclusiva capace di farci entrare nel racconto, quasi lo avessimo trovato noi il diario segreto. Sette racconti che si incastrano uno nell’altro, ma che soprattutto raccontano quanto il misterioso autore GG, sappia attraverso la scrittura scavare nella memoria e farne materia viva, non debole scintilla, ma un grande fiume da attraversare senza paura.

Nei labirinti dei pensieri si incontravano regolarmente molte di quelle realtà, che, trasformate in parola, entravano in un tempo unico, sempre fermo. «Io sono nelle tre declinazioni», diceva a chi, come me, voleva capire meglio la questione, «passato, presente e futuro, quello che Sant’Agostino chiama il triplice presente, caro, perché il passato è sostenuto dalla memoria, il presente dalla coscienza e il fu turo dalla speranza. Che là ci proietta. Tutti, indistintamente.»

Luigi Grassi è Professore di Psichiatria all’Università degli Studi di Ferrara ed è stato Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione, oltre che presidente di diverse società scientifiche nazionali e internazionali. A lui si deve soprattutto il riconoscimento, in Italia, della specificità della psico-oncologia per le persone ammalate di cancro e la diffusione del modello della dignità in medicina e del protocollo di Harvey Chochinov la cosiddetta Terapia della Dignità per pazienti e famigliari di pazienti con patologie che affrontano il “limite”. Ha scritto numerosi manuali di psichiatria e psicoterapia, ma incredibilmente è riuscito a coniugare le sue conoscenze scientifiche con una capacità narrativa assai rara che si chiama empatia. Di Luigi Grassi, ne sentiremo ancora parlare, perché la sua è una scrittura che cura la dignità e quella, la dignità, in ogni tempo e luogo non ha prezzo. Distinti ricordi e oltre.

Maria Caterina Prezioso 

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Distinti ricordi e oltre/ Luigi Grassi/ Arkadia editore/pp.125/15,00 €

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