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La signora che sparì 

Siamo all’alba del 4 dicembre 1926, su una strada del Surrey, in Inghilterra.  C’è un’auto, una Morris Cowley, fuori strada: a metà di un pendio erboso, il cofano affondato tra i cespugli, come se avesse perso il controllo. I fari sono ancora accesi. Dentro ci sono una pelliccia, una valigetta con abiti femminili, e una patente di guida. Sulla patente c’è un nome: Mrs Agatha Christie, di Sunningdale, Berkshire.

La scrittrice di gialli più famosa d’Inghilterra è sparita nel nulla.  Undici giorni, nel dicembre del 1926, in cui la regina del giallo divenne lei stessa il caso. E vedremo che in questa storia c’è tutto: una famiglia strana, una guerra, un tradimento, un medium… e persino Sherlock Holmes. O meglio: il suo creatore.

 

Prima di arrivare alla notte del 3 dicembre, dobbiamo conoscere la bambina. Perché Agatha Mary Clarissa Miller nasce il 15 settembre 1890 a Torquay, nel Devon, in una villa che si chiama Ashfield. Il padre, Frederick Alvah Miller, è un americano ricco; la madre, Clara Boehmer, è una donna con una fantasia travolgente: una narratrice nata.

 Agatha non ha inventato il crime: il genere nasce decenni prima, con Poe e i delitti della Rue Morgue nel 1841, con Wilkie Collins, e soprattutto con Sherlock Holmes nel 1887. Ma la sua famiglia le ha dato qualcosa: un mondo da osservare.

Agatha è l’ultima di tre figli, arrivata quando il fratello Monty ha dieci anni più di lei e la sorella Madge undici. Cresce praticamente come figlia unica in una casa di donne: il padre muore quando lei ha undici anni, e da quel momento lei e la madre diventano inseparabili.

Questa famiglia sembrava normale, ma era particolare. In primis, Agatha non va a scuola. È istruita in casa. Seconda cosa: la madre Clara non vuole che impari a leggere prima degli otto anni. Che dire? una convinzione  sua.  Agatha, annoiata e sola, quindi, si insegna a leggere da sola a cinque anni.

E poi ci sono le nonne e le prozie. Agatha passa molto tempo a Ealing, un sobborgo di Londra, dalla nonna e dalla prozia “Auntie-Grannie”. Sono vecchie signore che si conoscono tutte, che sanno tutto di tutti, che osservano. Anni dopo, Christie dirà che Miss Marple è nata proprio così: «il tipo di vecchia signora che sarebbe stata simile alle conoscenze di Ealing della mia prozia. Vecchie signore che ho incontrato in tanti villaggi dove sono andata in vacanza da ragazza» . Miss Marple è dunque la fotografia di un mondo dove Agatha è cresciuta nell’infanzia.

La sorella Madge un giorno la sfida: scommettiamo che non riesci a scrivere un buon romanzo poliziesco? Agatha non fa in tempo ad accettare la scommessa perché arriva la Prima guerra mondiale.  Agatha si butta nell’assistenza ai feriti: infermiera volontaria in un ospedale della Croce Rossa a Torquay, dove cura i soldati feriti. E poi, dal 1915, il dispensario: prepara i medicinali, studia i farmaci, e nel 1917 supera l’esame della Worshipful Society of Apothecaries.

Cosa c’è in un dispensario? Veleni. Agatha impara a conoscerli uno per uno: dosi, effetti, antidoti. È una competenza che userà per tutta la carriera – i suoi delitti più memorabili sono avvelenamenti.

Quindi, ricapitolando il mito da correggere: il crime non nasce con la guerra e non nasce con lei. Ma la Christie giallista sì: la scommessa di Madge la vince scrivendo «Poirot a Styles» nel 1916, in piena guerra, pubblicato poi nel 1920. Hercule Poirot nasce in un ospedale, tra un dispensario e da una scommessa.

 

Ora veniamo al nostro anno. Il 1926 è l’anno in cui tutto si rompe, in tre colpi.

Primo colpo, aprile: muore la madre, Clara. Ad Ashfield, la casa dell’infanzia. Agatha deve svuotarla, stanza per stanza, mentre non riesce più a scrivere. Il lutto, dirà la sua biografa ufficiale Janet Morgan, la colpisce duramente.

Secondo colpo, giugno: esce «The Murder of Roger Ackroyd». È il romanzo dello scandalo, quello che divide critica e lettori e che la consacra per sempre. La pressione su Agatha è alle stelle. Ha scritto un romanzo tra i più significativi del secolo.

Terzo colpo, agosto: il marito. Archie Christie, colonnello, aviatore, l’uomo che aveva sposato la vigilia di Natale del 1914 mentre lui partiva per il fronte, le chiede il divorzio. Si è innamorato di un’altra: Nancy Neele, una segretaria più giovane.


Ricapitolando: madre morta, trionfo letterario, matrimonio finito. 

 
La notte del 3 dicembre


Venerdì 3 dicembre 1926. L’ultima lite con Archie, che ha deciso: divorzio e matrimonio con Nancy Neele. Archie esce per passare il weekend con gli amici.

Agatha resta a Styles –  la casa si chiama come il suo primo romanzo, «Poirot a Styles».

Intorno alle nove e tre quarti di sera, Agatha sale in camera, bacia la figlia Rosalind, che dorme di sette anni. Accarezza il suo terrier, Peter. E qui un dettaglio che dà i brividi: Peter la accompagna quasi sempre, nei suoi viaggi. Quella notte lo lascia a casa. Prende la Morris Cowley e parte nel buio.

Prima di uscire lascia due messaggi alla sua segretaria, Carla Fisher. Un biglietto che dice: «Mi si spacca la testa. Non posso più stare in questa casa». E una lettera in cui accenna a un viaggio nello Yorkshire.

La mattina dopo, quell’auto fuori strada a Newlands Corner, con i fari accesi e, a bordo, la patente. La polizia teme subito il peggio: suicidio. E c’è chi guarda il marito che voleva andarsene con un’altra come primo indiziato di un possibile omicidio.

Inizia la caccia.


Per undici giorni l’Inghilterra cerca la sua scrittrice. Le polizie di Surrey e Berkshire setacciano i Downs; viene dragato persino lo Silent Pool, il laghetto della zona. Tra i volontari c’è niente meno che Dorothy L. Sayers, l’inventrice di Lord Peter Wimsey: due regine del giallo, una che cerca l’altra.

I giornali parlano di oltre mille agenti e di migliaia e migliaia di volontari  (fino a quindicimila, secondo alcuni titoli).

E chi si unisce alle ricerche, a modo suo? Sir Arthur Conan Doyle. L’uomo che ha creato il detective più razionale della letteratura è, nella vita reale, un fervente spiritualista: crede nei medium, nelle sedute spiritiche, nei poteri degli oggetti. E dunque che fa, Conan Doyle, per trovare la collega scomparsa?  Non applica il metodo di Holmes. Secondo un articolo del Leeds Mercury pubblicato il 21 dicembre , quindi dopo il ritrovamento, Doyle fece esaminare uno dei guanti di Agatha dal medium Horace Leaf, senza dirgli di chi era il guanto né cosa stava cercando.

Era il 12 dicembre. Il medium, secondo quel resoconto, evocò il nome Agatha e descrisse la proprietaria del guanto come «mezzo stordita e mezzo determinata». Disse che non era morta, come molti pensavano, che era viva — e che ci sarebbero state notizie per Mercoledì.


Agatha Christie fu identificata a Harrogate martedì 14 dicembre. Conan Doyle raccontò di averlo saputo mercoledì. E infatti il Leeds Mercury, all’epoca, fu scettico: il medium, scrisse, aveva fatto semplicemente «un buon tiro a probabilità» in quanto Agatha era su tutti i giornali, e chiunque poteva immaginare che fosse viva e confusa (Leeds Mercury, 21 dicembre 1926). Dove era Agatha, mentre l’Inghilterra la cercava nelle siepi del Surrey?

 

Era in un albergo termale di Harrogate, nello Yorkshire — a centinaia di chilometri da casa — dalla sera del giorno dopo la sparizione. La sera del 4 dicembre era arrivata in treno alla stazione, era entrata allo Swan Hydropathic Hotel (oggi si chiama Old Swan Hotel, e ci potete ancora dormire) e si era registrata con il nome di Teresa Neele. Da Città del Capo, Sudafrica. Prima volta in Inghilterra .

Neele. Il cognome dell’amante del marito.

E qui arriva la domanda: perché scegliere proprio quel cognome? Non lo sappiamo.
Il cognome è un fatto, documentato. L’intenzione, – se fosse un messaggio, un sintomo, o qualcos’altro — non è documentata.

Gli ospiti la descrivono come una signora tranquilla, riservata, che sta sulle sue, dice di essere molto stanca, di avere dei problemi da sistemare. E mentre la cercano lei… balla e prende parte alla vita dell’albergo.


Il 12 dicembre, due musicisti della band dell’hotel -un batterista e un sassofonista- notano la somiglianza con le foto sui giornali e avvisano la polizia.

Arriva Archie. E il quadro che gli si presenta davanti è sua moglie, in abito da sera rosa, che gioca a biliardo e poi si siede a leggere il giornale. Sul giornale, in prima pagina, c’è la notizia della sua scomparsa. Con la sua fotografia. Archie la riconosce. Lei, ufficialmente, non riconosce lui.

E adesso, la domanda da un milione di sterline: cosa era successo? La versione ufficiale, diffusa dalla famiglia, fu un’ amnesia. Archie dichiarò ai giornali: «Ha sofferto della perdita di memoria più completa. Non credo sappia chi è. Non mi conosce, e non sa dove si trova». Questa fu la spiegazione data alla stampa. La natura dell’episodio e le sue cause, invece, restano controverse.

Le teorie, in un secolo, sono diventate tre.

Uno: la fuga dissociativa. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il lutto e il tradimento abbiano innescato una fuga psicogena: la persona si allontana, perde la memoria di sé, e appare normale agli occhi degli altri. È compatibile con ciò che gli ospiti videro a Harrogate. Anche se l’amnesia totale, quella che si vede al cinema, i medici dicono che praticamente non esiste.

Due: la vendetta. Sparire e rendere il nome dell’amante l’argomento di tutta l’Inghilterra. La biografa Gwen Robyns era convinta che Agatha avesse il pieno controllo della memoria; Jared Cade sostiene che lei stessa, in privato, ammise la messinscena; e il collega Edgar Wallace parlò apertamente di vendetta per il tradimento 

Tre: lo stunt pubblicitario, per cavalcare il successo dell’ultimo romanzo. Ipotesi affascinante, prove: nessuna.

E Agatha? Nella sua autobiografia l’episodio non compare nemmeno in una riga. Sappiamo che seguì una cura psichiatrica in Harley Street, che divorziò da Archie nel 1928, e che riprese a scrivere.

 

A cosa scegliamo di credere? L’amnesia, la vendetta… o qualcosa che non ha un nome?  Possiamo ricostruire dove fu ritrovata. Non possiamo dire con altrettanta certezza che cosa visse.

 E così il caso resta aperto – un secolo dopo, ancora nostro.


Francesca Mezzadri 

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Fonti 

National Archives: Police report on the disappearance of Agatha Christie

Wikipedia: Disappearance of Agatha Christie

Sito ufficiale: AgathaChristie.com

Scientific American: Was Agatha Christie’s Amnesia Real or Revenge?

Leeds Mercury, 21 dicembre 1926: Sir Arthur Conan Doyle’s Psychic Sherlock Holmes

Wikipedia: Miss Marple

Wikipedia: The Murder of Roger Ackroyd

The Old Swan Hotel: History

AgathaChristie.com: Agatha Christie’s Methods of Murder

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