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Clara Sánchez. la casa che attende la notte

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Certe cose non te le spieghi. Non riesci a dare un senso a fatti che hanno dell’incredibile. Stanare la verità è dura. Anche se dovessi arrivarci resteresti insoddisfatto. C’è sempre qualcosa che rimane in sospeso che poi diventa un chiodo fisso perché l’incompletezza di un quadro lascia un senso di vuoto. Allora pensi che ci siano dei vortici invisibili che si legano ad altri sino ad arrivare al destino delle persone tanto da renderli una cosa sola. Sembra assurdo, ma a volte, le questioni più strane presentano una buona dose di normalità che però è nascosta da una fitta patina di irreale quasi a rendere lo stato degli accadimenti inaccettabile. Alla fine, ti arrendi. Ti lasci convincere che la realtà sia proprio quella lì, anche se fuori dagli schemi. Quindi, l’accetti e comprendi soprattutto ciò che non ti sai spiegare mandando all’aria qualsiasi congettura. Le risposte possono essere molteplici e diverse, alcune logiche e altre irrazionali. In fin dei conti, sono bagliori di lucidità che si mescolano a sprazzi di suggestioni che confondono le acque, le agitano e le calmano.

In la casa che attende la notte di Clara Sánchez edito da Garzanti conosci una storia particolare. Madrid, Spagna. Alicia, studentessa di vent’anni, fa la baby-sitter a un bambino di appena un anno, Rafael. Ogni pomeriggio si ferma davanti ad un palazzo, è il piccolo che la spinge lì. Sembra strano, ma gli occhi del bebè vedono con più chiarezza di quelli della ragazza e sembrano non essere offuscati dalle incertezze del futuro. Con stupore di Alicia, il bambino le indica a parole ed a gesti l’ingresso di quell’edificio. Alla fine la baby-sitter cede ai capricci e alle insistenze di Rafael e decide di entrare nel palazzo. Lì il bambino punta il dito verso un appartamento al quinto piano dove si è consumata una tragedia. Qualche tempo prima, un ragazzo di nome Hugo è uscito do casa senza farvi più rientro. Di quel mistero nessuno sa niente. Il bambino, a modo suo, chiede di non fermarsi alle apparenze, di scavare per cercare la verità.

Il romanzo è particolare, suggestivo. La storia cattura l’immaginazione e l’attenzione del lettore come se fosse magia. La narrazione è sorprendente per come è stato messo in piedi un racconto che ha dell’incredibile per via di ciò che non si può spiegare con raziocinio. La scrittura è coinvolgente.

Lucia Accoto 

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