Intervista a Franco Trentalance

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Inauguriamo la rubrica accentuando la dialettica su temi ancora oggi considerati “scottanti” sebbene di quotidiana attualità, anche e soprattutto nel confronto con le varie dinamiche di relazione e il diversificarsi delle pratiche sessuali nei contesti occasionali o familiari. Satisfiction Hard rock Sex cafè vuole ficcare il naso nell’orto del vicino, carpire i desideri dell’uomo e fornire al lettore una sana lettura libera da preconcetti mentali obsoleti che vanno di pari passo con l’ipocrisia galoppante dell’uomo comune.

Si parte con Franco Trentalance, ex pornostar, oggi scrittore, mental coach e uomo tutto d’un pezzo (senza battute). L’uomo Franco mette su un piatto d’argento la propria esperienza a contatto con l’universo femminile per rilanciare la pratica sessuale nella sua più naturale dinamica di coppia. Per cui il “feticismo” che affrontiamo qui oggi altro non è che la dipendenza dal sesso come madre natura comanda. Ripartendo da qui comprenderemo perché l’uomo (e la donna) hanno bisogno di tutto questo e tanto altro.

Samuel Chamey

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Da quello che tu puoi percepire, a contatto con varie realtà, quali cambiamenti vedi attorno a te?

A livello sessuale conosco meglio il mondo femminile di quello maschile. Negli ultimi tempi trovo l’universo femminile molto più disposto a sperimentare rispetto ad esempio a vent’anni fa. Prima le donne erano più caute nel cercare nuove dinamiche sotto le lenzuola. Oggi, mature e non, tendono a voler provare e osare, della serie “proviamo, se poi non mi piace non lo rifaccio”. Ovviamente è d’obbligo affidarsi e fidarsi di un partner esperto.

La pornografia diffusa sul web ha probabilmente spinto le donne a interessarsi di alcuni “fenomeni” un tempo forse solo percepiti, situazioni forti che vanno di pari passo con un’evoluzione della donna contemporanea sempre più attiva su tutti i fronti. Cosa ne pensi?

Se da un lato il mondo femminile si evolve sessualmente ed è più propenso a sperimentare, dal punto di vista maschile manca la fiducia nell’atto che si compie. La donna generalizzando, fatica a trovare uno o più partner affidabili e performanti. Gli uomini sono meno sicuri della loro performance sessuale (anche perché dall’altra parte sono cresciute le aspettative) e talvolta sono ancora degli “stupidoni” che raccontano al bar come sui social le loro presunte conquiste femminili. Cosa hanno fatto, con chi, quando, e nel peggiore dei casi filmano e fotografano diffondendo poi i contenuti privati. Se vogliamo parlare di emancipazione sessuale femminile non possiamo fare a meno di sottolineare queste due grandi pecche dal lato maschile: fisica (performance non migliorate) e mentale (mancanza di riservatezza e serietà).

Cosa accade di sovente invece ad una coppia sposata o convivente?

Spesso risulta più difficoltoso esternare le proprie tendenze con chi ami veramente, è una gabbia mentale che si attorciglia. Per assurdo siamo più sinceri a livello sessuale con uno sconosciuto che col nostro partner. E’ davvero strano vergognarsi col compagno/a di quello che si vorrebbe fare davvero a letto, c’è ancora la paura del giudizio.

Devo però aggiungere che forse in un rapporto di vero amore e sentimento, si debba mettere il sesso in secondo piano tra le dinamiche di coppia. Collocarlo tra le principali priorità in una relazione duratura, porta probabilmente alla “sconfitta” perché tranne qualche rara eccezione, sappiamo che dopo un po’ le pulsioni, la carica, la fantasia e l’energia sessuale rispetto alla stessa persona, tendono inevitabilmente a scemare.

Sarebbe come puntare su un cavallo che sai già non avere possibilità di vittoria. Poi ci possono essere coppie che fanno l’amore come il primo mese anche dopo molti anni, ma nella maggioranza dei casi si tende a metterlo un po’ in frigorifero, dando la precedenza a complicità, progetti insieme, affetto, rispetto reciproco.

Personalmente ho sempre puntato molto sul sesso quando mi sono innamorato, ma dopo sei mesi, un anno o un anno e mezzo l’attrazione fisica perdeva di intensità e comprometteva anche la qualità dell’intesa psicologica. Facendo un paragone con lo sport, è come se un tennista dopo i 30 anni puntasse tutto su forza e resistenza a dispetto di tecnica e tattica: Federer gioca con la classe, se avesse puntato solo sulla potenza avrebbe smesso già da parecchio tempo.

La donna conquista sempre più un ruolo di primo piano nella società, la superdonna manager, la supermamma, però a letto poi cosa accade?

La dinamica dell’atto sessuale è che l’uomo penetra e la donna viene penetrata, e questo è indiscutibile. Poi anche qui ci possono essere delle eccezioni, con l’uomo che ama farsi penetrare dalla compagna, ma io parlo in generale.

Possiamo inventarci tutte le posizioni del mondo ma se parliamo di sesso, uno dà e l’altro riceve.

Questo non significa che uno sia più o meno importante dell’altro, è solo una questione di ruoli: la donna si predispone e l’uomo prende (o dovrebbe prendere) l’iniziativa. Come nel corteggiamento, perché la donna attende quasi sempre che sia l’uomo a fare il primo passo? E’ la stessa dinamica che si ripropone fuori e dentro alle lenzuola, l’uomo agisce mentre la donna ne esamina il comportamento in termini di abilità, passione ed esperienza, ovvero “vediamo come si muove e dove riesce a portarmi”.

L’uomo insicuro di fronte ad un colloquio di lavoro, siamo su questo piano?

Si è un po’ così, chi va a un colloquio deve dare degli input positivi perché dall’altra parte ci sia un responso dello stesso tipo. Poi ci sono donne che si lanciano per prime e prendono subito l’iniziativa ma di base accade il contrario.

Rapporti continuativi e collaudati da una parte e prime volte dall’altra, che succede?

Le prime volte la donna è spesso attendista perché si aspetta di capire com’è l’uomo e cosa sa fare. Allo stesso modo in cui lo esamina nella fase di approccio e corteggiamento, la valutazione continua anche durante il sesso per poi trarre le dovute conclusioni. Anche per questo molti uomini hanno l’ansia da prestazione. Nei rapporti collaudati invece si dovrebbe già sapere cosa piace e cosa no, quindi i ruoli diventano praticamente interscambiabili.

Probabilmente cinquant’anni fa l’uomo era “sotto esame” solo nella fase che precedeva il sesso, perché la donna era meno esigente e aveva meno aspettative. Mentre ora dobbiamo garantire una prestazione soddisfacente che richiede un discreto impegno fisico e mentale. Si presume quindi che il rapporto dovrebbe essere paritetico: ovvero che entrambi cerchino di dare il meglio accontentando sia se stessi che il proprio partner.

Cosa ne pensi della diffusione della posizione che vede la donna cavalcare l’uomo, sembra una condizione dei tempi, la donna comanda, la donna guida, l’uomo si accontenta e ribalta la posizione assumendone una di “comodo”, cosa dici?

Non l’ho mai considerato, in effetti i muscoli dell’uomo si riposano di più ma non troppo, perché non si ha il pieno controllo fisico dei movimenti. E’ proprio una questione dinamica, la posizione non permette di tenere a lungo la penetrazione ideale. E’ sicuramente una fase transitoria della prestazione, non la si può mantenere per tutto il sesso e vale per entrambi.

Rilanci “Seduzione magnetica” proprio perché vedi la necessità di rilanciare certi messaggi affinché i ruoli abbiano la dimestichezza di sedursi come si deve, quali sono i contenuti da evidenziare?

Il gioco o l’arte della seduzione di base è un confronto con noi stessi e di riflesso con gli altri. E’ qualcosa che parte da dentro e poi si proietta al di fuori. O fingiamo di essere un attore da premio Oscar e recitiamo dalla mattina alla sera oppure siamo un naturale riflesso di ciò che siamo veramente. Nel mio libro (che è anche un video-corso) cosa dico? O bluffi facendoti prestare macchinoni, fingendo di essere super-ricco, trendy e magari nella realtà vivi in cantina oppure ti migliori come individuo e inevitabilmente sarai più seducente sia con le donne che con le persone in genere. In ogni caso, dato che le donne sono maggiormente sensibili, più fantasiose e meno razionali di noi (tendenzialmente) un pizzico di strategia bisogna sempre averla a portata di mano. Il concetto quindi è migliorarsi come persona e successivamente focalizzarsi su qualche accortezza da applicare durante le fasi di prima conoscenza.

Cosa ne pensi dello sfruttamento promiscuo del proprio corpo in contesti come club per scambisti, naturisti o semplicemente club dalla frequentazione ambigua?

Si accede tesserandosi e accettando delle regole, per cui formalmente è un accordo da seguire. Si può trovare la donna in cerca di trasgressioni forti che si infila nella “dark-room” così come la coppia che si relaziona quasi timidamente con un’altra coppia o con uno o più singoli. Sono comunque comportamenti sempre all’interno di una dinamica di seduzione. Se due coppie si piacciono ma nell’approccio uno dei quattro fa una mossa sbagliata o dice qualcosa suscitando una reazione infastidita, rischia di saltare tutto il gioco. I meccanismi non sono così stravolti rispetto a quanto succede nella vita di tutti i giorni; ci vuole un certo modo di fare, un po’ di tatto e un minimo di personalità.

Perché si ricorre spesso all’uso di sostanze stupefacenti prima e durante il sesso?

Andiamo al di là del sesso e mi viene da riprendere il concetto dello sport. Da un punto di vista etico è come un doping e si rischia di diventare dipendenti delle sostanze che si assumono. Se uno riesce ad essere disinibito attivo e sicuro di sé solo facendo uso di certe cose, non può durare a lungo. Può funzionare per un po’ di tempo, ma per me non è un approccio sano e tutto quello che ci allontana da questa idea non mi affascina. Io ho avuto molto successo come attore hard e tutt’oggi ho ammiratori e ammiratrici di ogni età ed estrazione sociale. Ho sempre fatto un sesso mainstream, un sesso etico, due che trombano e lo fanno con passione, punto. Raramente ho accettato di girare film con scene di stupri o di violenza, mai di pissing, triple anali o umiliazioni femminili.

Da una mia recente chiacchiera in libertà con Valentina Nappi, durante la proiezione del suo ultimo film diretto dalla Stambrini (ISVN – Io Sono Valentina Nappi), sono uscite delle considerazioni importanti sui retroscena legati alle video-performance estreme della pornografia di oggi. Pare siano le pornostar a volerle girare, ti risulta?

Le professioniste accettano questi ruoli perché fanno guadagnare di più e perché a livello di carriera si può avere maggior visibilità. Da non trascurare anche la voglia di sperimentare di cui parlavamo prima. Sostanzialmente penso che nel privato ognuno possa fare quello che vuole, ma rimarco il fatto di promuovere e sostenere un sesso-pop, un sesso forte e intenso ma allo stesso tempo popolare. Vale tutto e se è una libera scelta si può fare qualunque cosa, ma certe cose troppo estreme, personalmente non mi conquistano.

Ma esistono e non possiamo rivolgere lo sguardo oltre, solo perché non rientrano nei nostri gusti personali. Motivo per cui Satisfiction Hard rock Sex cafè entrerà nel sottoscala-della-mente-umana per sollevare le lenzuola e svelare tutto ma proprio tutto ciò che si annida al di sotto. Siamo nel 2020, forse è ora di mettere le cose in chiaro e soprattutto dare modo anche ai giovani di capire e capirsi senza puntargli il dito contro e senza giudicarli. Questa rubrica pretende di essere concreta in una dimensione traballante con uno sguardo rivolto all’analisi della psiche.

Samuel Chamey