Non hanno più pensieri i morti. Non più preoccupazioni, ma ricordi, questi sì. Custodi di un passato consegnato all’eternità, narrano vicende di una famiglia che si intrecciano a quelle di molte altre, fino a diventare memoria collettiva di un paese dell’Abruzzo, arrampicato a trecento gradini sul mare.
In Dove cadono le comete, Vito di Battista attinge alle radici della propria storia familiare per condurci oltre il confine del ricordo. Là dove la memoria si interrompe, l’immaginazione raccoglie le voci, le ricuce e le restituisce alla vita, in “un atto d’amore verso chi non c’è più”. Un gioco di luci e ombre prende vita ridisegnando i contorni del visibile. È una soglia sospesa, dove il reale e l’immaginato si sovrappongono fino a confondersi, e la verità non è più ciò che conta. Perché “fra tutte le cose che si dicono, almeno una è sempre vera. Ma a contare sono le altre”.
Così la realtà non viene semplicemente rappresentata, ma rifondata. Si piega alla sostanza stessa del romanzo per consegnarci il ritratto di una famiglia “tradizionalmente atipica”, il cui destino si insinua negli interstizi della grande Storia, dalla vigilia della Seconda guerra mondiale alla rinascita degli anni Sessanta, passando attraverso la Linea Gustav.
Quello di Vito di Battista è uno sguardo che solo il poeta conosce, capace, con “il buon uso della distanza”, di vedere le cose del mondo al di là delle cose stesse. Un respiro narrativo ricco di sfumature, intessuto di reminiscenze e affetti, si intreccia a realismo magico e folklore, in un linguaggio dal sapore dialettale che rivive nella struttura delle frasi, nel ritmo e nelle cadenze. La potenza della narrazione orale incontra la grazia della letteratura, fondendosi in una trama di suggestioni dove il ricordo si fa racconto e il tempo si dilata fino a divenire melodia. Come se questa storia non bastasse alle parole, le voci escono dalla pagina diventando musica, in una colonna sonora (disponibile sulle piattaforme digitali) curata dall’autore e arricchita da composizioni originali.
Personaggi rotti, ciascuno con la propria mancanza, vanno nella vita cercando di ricomporre i frammenti dei propri ripianti. Ma come rimettere insieme le schegge del dolore davanti alla rovina di una terra che “si crepa” sotto il peso della guerra? Dove trovare la misura della felicità? Forse in ciò che sfida la morte e il lento svanire di ogni cosa. In ciò che resta saldo, mentre tutto si consuma.
Ma per quanto possiamo ancorare le cose al tempo, prima o poi dovremo dir loro addio, vederle dissolversi come scie luminose di comete che “arrivano e spariscono”. Bagliori fugaci, destinati a sublimare nell’eternità. Ci incantano e al tempo stesso ci ricordano come la meraviglia, nel momento in cui esiste, stia già finendo. Comete che brillano in un angolo di cielo e che, come i nostri destini, nessuno sa dove andranno a cadere.
Mariangela Cofone
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Vito di Battista
Feltrinelli, 368 pp., 18,05 euro