Sigmund Freud, “Considerazioni attuali sulla guerra e la morte”, 1915.
«[…] “Che la morte lo colga”; e si tratta, nel nostro inconscio, di un serio e intenso desiderio di morte. Già: il nostro inconscio uccide anche per piccolezze; come l’antica legislazione ateniese di Dracone, non conosce per i delitti altra pena che la morte, e questo con una certa sua consequenzialità logica, dato che ogni torto recato al nostro onnipotente e autocratico Io è in fin dei conti un crimen laesae maiestatis. Così anche noi, considerati in base ai nostri inconsci moti di desiderio, altro non siamo, come gli uomini primordiali, che una masnada di assassini.»
Luca Sossella