Mi capita spesso di trovare padri ai figli. Lo faccio per mappare dei riferimenti, per circoscrivere dei confini. Ci sono traiettorie che esistono e che, talvolta, sfuggono persino agli autori. A me capita, spesso, analizzando libri che io stesso ho scritto anni prima, di trovare dei riferimenti, delle assonanze, che mentre scrivevo non avevo colto.
Del resto tutto l’esercizio letterario, lo scrivere intendo, altro non è che un continuo scoperchiare di tombe. Spiritico, ogni scrittore evoca i grandi che lo hanno preceduto.
Così, mentre leggevo Tecniche miste di trasformazione, di Matteo Auciello, ultimo romanzo pubblicato da Il ramo e la foglia edizioni, mi è venuto in mente Giuseppe Pontiggia e, nello specifico, Il raggio d’ombra.
I due racconti, quello di Pontiggia e quello di Auciello, convergono non solo perché si riferiscono a situazioni limite, da un punto di vista politico, situazioni che, seppur distanti nel tempo, sembrano immutate. Il fascismo, il comunismo, la lotta armata, la clandestinità, sono presenti in entrambi i romanzi.
Ma ciò che li accomuna maggiormente è una certa ironia, oltre all’indagine sui personaggi con la volontà, di Auciello, di calarli in situazioni estreme per osservarne le reazioni e raccontarle con una prosa molto elegante e, appunto, pontiggiana.
Tecniche miste di trasformazione parla di uno psicanalista, Nicola Severino. Siamo nel 1978, in estate. Aldo Moro è già stato processato e ucciso dalle Brigate Rosse.
Nicola Severino è un uomo solitario, introverso. Ha una paziente, molto giovane, che si chiama Enrica. Ragazza inquieta, si arruola in un movimento sgangherato chiamato Proletari Armati per la Rivoluzione (PAR).
Ha un fidanzato, Enrica, che si chiama Michele. Anche lui è un militante dei PAR.
Michele partecipa ad una rapina. All’epoca accadeva spesso che i movimenti si finanziassero con azioni armate di questo tipo. Si requisivano fondi, armi.
La rapina finisce male e Michele rimane ferito. Enrica scompare.
Il dottor Severino, che verso Enrica prova un’attrazione molto forte, insieme alla sua vecchia amica Monica, comincia a cercare la ragazza.
Auciello scrive un romanzo che sfugge ad una definizione precisa. Seppur di storica ambientazione, rimane un racconto psicologico e un’analisi sociale.
La lotta armata, le ideologie e la psicoanalisi sono le Tecniche di trasformazione che i personaggi di Auciello utilizzano per affrontare la vita, aggirarne i tranelli e la solitudine. Sono lenti deformate che restituiscono, a chi legge, una visione chiara di come il nostro paese si sia evoluto e come sia finito ad essere quello che è.
Pierangelo Consoli
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Matteo Auciello, Tecniche miste di trasformazione, Il ramo e la foglia edizioni, Pp.254, Euro 18.