“Sto pensando di finirla qui” di Iain Reid

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Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro.”

William “Billy” S. Milligan (1955-2014)

Non avevo speranze. Però viveva in me l’attesa. Persistevo nella fede irremovibile che l’epoca dei miracoli crudeli non era trascorsa.”

Stanislaw Lem, Solaris

Nonostante le piccole cose, le verità del mondo si riveleranno comunque.

Tenete a mente questo nome:

Hymenopus coronatus, comunemente chiamata mantide orchidea.

Appena fuoriuscita dall’ooteca, l’involucro spugnoso contenente le uova, la mantide inizia il suo inganno. Non è ancora biancastra come alcune orchidee, ma nera ed arancione. Essa imita un insetto velenoso senza essere dotata di un alcun veleno. Trascorsi una decina di giorni,dopo la prima muta, l’arancione cambia in un bianco traslucido con tenui ombreggiature rosate. Le zampe maturano in espansioni simili a petali e, nella parte superiore dell’addome, appaiono una serie di striature longitudinali brunastre simili alle “linee di guida” di certe orchidee per gli insetti impollinatori. 

A metà del torace si sviluppa una sottile banda verde che spezza la sagoma in due irriconoscibili parti di materia vegetale. La testa riprende, nelle forme, l’apparato riproduttivo di un fiore. Qualunque somiglianza con una mantide scompare e l’Hymenopus diventa parte dell’orchidea su cui si nasconde e da cui inizia ad uccidere. Caccia senza essere vista.

Ora, poiché vi sembrerà di essere stati sufficientemente avvertiti del possibile pericolo crederete di poter procedere senza passi falsi in questa ombra. Tuttavia, come in un gioco di specchi, la soluzione non è che un riflesso di ciò non è più.

L’io narrante di questa storia, un narratore volutamente senza nome, vi metterà a disagio per giorni. Vi farà vedere quello che vorrà, vi condurrà dove non vorrete, e lo farà con una scrittura apparentemente semplice, in una persistente atmosfera di tenebra e suspense.

La verità è che sarete completamente catturati dalla lettura e ci tornerete spesso, in diversi momenti della vostra giornata. Ne sarete attratti e vi sentirete come isolati. “Sono andato un po’ oltre. Laggiù c’è un campo immenso. Sembra che vada avanti per sempre. Non riuscivo a vedere dove finiva.

La curiosità aumenterà pagina dopo pagina. Cercherete di raggiungere la verità, cercherete di capire e lo farete perché qualche cosa vi avrà colpito da dentro, qualcosa che non riuscirete ad identificare, a vedere in modo chiaro, qualcosa a cui non riuscirete a dare una forma ma che sapete essere già in voi: avrete la sensazione di trovarvi ad Elm Heaven (Dan Simmons, Summer of Night, 1991) o a Hill House (Shirley Jackson, The Haunting of Hill House, 1959) ma i riferimenti potrebbero essere e sono, molti di più.

Questo libro è uno splendido ed ingegnoso inganno, che corre nel sentiero di molti autori horror nord-americani; lo fa in un modo ed in una prospettiva del tutto particolare, creando un senso di insicurezza costante in un tempo dilatato ed in uno spazio indefinito.

I personaggi si troveranno dapprima in una casa, poi bloccati nella neve, in un candore opprimente, gelido, in un non-luogo, poi saranno in una scuola, in una stanza, nei pensieri, in un incubo che troverà forse una via d’uscita in una soluzione schizofrenica.

È ciò che non puoi vedere che conta – disse in un intervista il regista M. Night Shyamalan – ciò che si nasconde ha valore, sono le emozioni che creano un certo timore, quelle importanti.”

Un pensiero può essere più reale, più vero, di un’azione. Puoi dire qualunque cosa, fare qualunque cosa, ma non puoi fingere un pensiero”, questa frase ritorna nel libro, come un mantra, dandoci la consapevolezza di trovarci di fronte ad una storia molto potente e di grande ispirazione. Sto pensando di finirla qui è un albero carico di frutti. Leggetelo, avrete un segreto in più da trattenere.

Edoardo M. Rizzoli

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Rimandi letterari:

Dan Simmons, The summer of Night, 1991

Shirley Jackson, The Haunting of Hill House, 1959

Charlotte Perkins Gilman, The Yellow Wall-paper. A Story, 1892

Daniel Keyes, The Minds of Billy Milligan, 1981

Stanislaw Lem, Solaris,1961

Film:

M. Night Shyamalan, Unbreakeable (2000), Split (2016), Glass (2019)

Recensione di Edoardo M. Rizzoli a Sto pensando di finirla qui di Iain Reid, Rizzoli.€18