Benvenuto su Satisfiction   Click to listen highlighted text! Benvenuto su Satisfiction

Gianfranco Marelli e Lorenzo Pinardi anteprima. Giorgio Cesarano. Mordete la vita prima che la vita vi morda

Home / Uncategorized / Gianfranco Marelli e Lorenzo Pinardi anteprima. Giorgio Cesarano. Mordete la vita prima che la vita vi morda

Giorgio Cesarano (1928-1975) è stato un poeta e intellettuale rivoluzionario che ha attraversato il cuore del Novecento mosso dall’urgenza di “gettare il proprio corpo nella lotta” sia alla ricerca di un linguaggio originale e autentico sia nella critica radicale al potere e all’utopia capitalisti. In gioventù colto e raffinato antiquario, poi fine poeta e addetto ai lavori nell’industria culturale, infine, rivoluzionario, testimone diretto e protagonista della grande ondata politica ed esistenziale nata attorno al Sessantotto. La sua attività culturale, poetica e politica a un tempo, si è svolta con amorevole coerenza e con la cruda consapevolezza che la vita umana è certo da reinventare. Tale attività si è dipanata in modo poliedrico attraverso i suoi scritti letterari, le traduzioni, i diari dei giorni del Sessantotto a Milano, vedendolo in veste di autore televisivo e teatrale e nei pamphlet di critica radicale al capitalismo.

[“Cesarano! questo nome mi par d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome del tempo antico; ma chi diavolo era costui?”.

Tra i nomi caduti nell’oblio letterario tocca annoverare anche il poeta Giorgio Cesarano, figura di spicco della cultura milanese degli anni Sessanta e poi, dopo un’attiva partecipazione al Sessantotto, nei primi anni Settanta, esponente e teorico della critica radicale. La distanza temporale dall’opera di questo autore ci colloca, già da quest’anno, a cinquant’anni esatti dalla sua tragica scomparsa

In questa sede si propone un estratto che prende le mosse dal risalto che la morte di Cesarano ebbe sui giornali dell’epoca; infatti, secondo Andrea Zanzotto, il poeta venne ucciso quasi una seconda volta proprio “col silenzio più totale, con la più violenta delle noncuranze, con i minimi trafiletti di nera che lo riguardarono, riportando storpiato il suo nome”.

Occorre, inoltre, ricordare un’altra tragica scomparsa. Nel marzo 2024 se ne andava Gianfranco Marelli (“Joe”), insegnante anarchico (tra le altre cose anche direttore “irresponsabile” del settimanale “Umanità Nova”) e profondo conoscitore dell’avanguardia situazionista. In occasione della ristampa del libro di Cesarano I giorni del dissenso; La notte delle barricate: Diari del Sessantotto, a cura di Neil Novello per la casa editrice Castelvecchi, “Joe” aveva scritto una postfazione intitolata Istantanea del Sessantotto. L’anno precedente, invece, per un interessante libro di Novello su Cesarano, pubblicato da Castelvecchi, aveva redatto un saggio intitolato Dalla perduta vita nella poesia, all’introvabile poesia nella vita. La passione di “Joe” per il pensiero e l’opera del poeta milanese aveva radici antiche. Nel 2000, infatti, aveva scritto, secondo Giovanni Raboni, “un’utile prefazione” per il Manuale di sopravvivenza ristampato da Bollati Boringhieri con un titolo che oggi vale più di un commiato: Lo sguardo non accetterà in eterno di riflettersi.]

Lorenzo Pinardi

#

 

Donne profonde di passione e di lotta

dolci amici rabbiosi d’amore

vado col cuore pieno di voi

verso le vostre tracce.

Giorgio Cesarano, 21 gennaio 1975

Chissà se il cronista del “Corriere della Sera” abbia consapevolmente o meno storpiato il cognome di Giorgio Cesarano in “Cesarotto” al fine di sottolineare che l’individuo morto suicida nell’appartamento di via Lomazzo a Milano il 9 maggio 1975 da qualche tempo si era rotto di “sopravvivere”, cercando di dare un senso alla vita che senso non ha.

Ci piacerebbe crederlo anche se, in tutta sincerità, per come la stampa nazionale diede la notizia della perdita di un uomo ben noto nell’ambiente intellettuale non solo lombardo, e riconosciuto come un importante esponente dell’avanguardia politico-letteraria del secondo dopoguerra, più che un dubbio rimane una certezza. Certezza avvalorata dal fatto che ancora oggi la critica continui a ignorare l’importanza avuta da Giorgio Cesarano – “ingiustamente trascurato dai gretti modi vigenti”, come scrisse a suo tempo Giancarlo Majorino – nell’essere stato fra i protagonisti della critica alla società dei consumi, propagandati grazie alla rutilante fantasmagoria delle merci.

Certo è che Cesarano si era rotto di personificare il ruolo di intellettuale; così come si era rotto di raffigurarsi partecipante dello spettacolo di una critica radicale divenuta a sua volta merce e, in quanto tale, di riprodursi egli stesso come merce “rivoluzionaria” – o meglio “contro-rivoluzionaria” – da esibire all’interno del “dominio reale del capitale”. Insomma Giorgio si era Cesa-rotto. Sennonché il desiderio di ricrearsi altro dalla persona/maschera accettata e riverita dalla megamacchina sociale a sua volta si inceppò, travolto dal doloroso sopravvivere. Quale motivo o quale circostanza tramutò la forza di combattere nella defatigante stanchezza di resistere?

La risposta, lasciando in sospeso la pista interna all’individualità soggettiva, intima e personale, deve trovarsi per altra via, intraprendendo cioè la strada tracciata dalla realtà storica oggettiva, dove momenti personali e collettivi hanno segnato la rottura fra un prima e un dopo rispetto a l’illusione di vivere da parte di quanti avevano appena vissuto l’euforia di essersi liberati dal dominio del bisogno, ricreandosi “oltre il bisogno”, nella pienezza di se stessi, affrancati dall’obbligo di riprodursi come inerme merce fittizia del capitale col rischio di morire prima di cominciare a vivere realmente. E oggi, più di allora, più che mai.

[…]

Gianfranco Marelli

#

Gianfranco Marelli, Lorenzo Pinardi (a cura di), Giorgio Cesarano. Mordete la vita prima che la vita vi morda, Mimesis, Milano-Udine 2025, pp. 346, 24 euro

Click to listen highlighted text!