Lunario. Intervista alla Redazione

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Cosa ti/vi ha spinto a creare una rivista letteraria? E quanto tempo fa è successo?

La passione comune per la letteratura e per i prodotti editoriali di qualità. L’esperienza professionale accumulata insieme sul campo ha fatto il resto: tirare fuori questo progetto dal cassetto è stato un gesto quasi spontaneo! La redazione di Lunario si è ufficialmente formata nell’estate 2018.

Prova a definire la tua/vostra rivista in poche parole.

Lunario è un piccolo e accogliente universo tascabile per scrittori, traduttori, illustratori e… naturalmente lettori!

Quanti numeri sono già stati pubblicati e quando uscirà il prossimo?

Siamo usciti con il nostro numero zero lo scorso dicembre. Ci piace giocare sulla “stagionalità” della rivista: il prossimo numero uscirà con l’arrivo della primavera.

Cosa cercate e pubblicate? Racconti, estratti, poesie? Hai/Avete un genere o delle regole precise?

Ogni numero della rivista si compone di un’illustrazione d’autore, tre racconti italiani e un racconto internazionale in lingua originale e tradotto da uno dei nostri collaboratori.

I testi devono preferibilmente essere non di genere e avere una lunghezza compresa tra le 5000 e le 15.000 battute (spazi inclusi). Ogni annata esplorerà un tema diverso, declinato nei testi e nelle illustrazioni: i primi quattro numeri racconteranno di prospettive inusuali, sguardi inconsueti, strade meno battute.

Oltre a quelle regolari stiamo preparando alcune uscite “speciali”… Stay tuned!

Cosa deve fare un autore per convincerti/vi a pubblicare un suo lavoro?

Scrivere bene e avere qualcosa da raccontare. Capire, inoltre, che il racconto non è solamente un testo breve con un limite di battute, ma una dimensione con delle caratteristiche precise, diverse da quelle del romanzo.

Pubblicate anche in cartaceo? Se sì, dove si può trovare la tua/vostra rivista?  

Per ora la nostra rivista è online, scaricabile gratuitamente dal sito lunario.net. Silenziosamente, però, stiamo esplorando le possibilità per finire anche su carta.

Qual è la soddisfazione maggiore o inaspettata che ti/vi ha dato la tua/vostra rivista?

La soddisfazione più grande è stata rendersi conto di poter creare dal nulla qualcosa di bello. Abbiamo potuto toccare con mano l’entusiasmo della gente il 7 dicembre scorso, nella serata di presentazione del numero zero alla libreria Trebisonda di Torino, dove i racconti hanno preso vita in una vera e propria rappresentazione teatrale. La cosa più bella è stata vedere in prima fila gli autori emozionati davanti ai loro personaggi.

Cos’è che ti/vi ha fatto davvero cascare le braccia?

Davvero nulla! Per ora…

Cosa ti/vi spinge ad andare avanti in questa attività così poco (o per nulla) produttiva?

Da quando abbiamo fondato Lunario, siamo entrati in contatto con persone, professionisti e non, che ci hanno supportato con sincerità e trasporto. L’entusiasmo che si respira in redazione e nel rapporto con i nostri autori è il primo motore del progetto, ma lo è anche la constatazione che per offrire e trovare qualità non serve necessariamente parlare di denaro!