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Massimo Maugeri. Quel che facciamo dell’amore

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Trovarsi a Roma proprio oggi, viandare tra via Cavour, i Fori Imperiali e il Colosseo, con in mano il libro appena edito di Massimo Maugeri, Quel che facciamo dell’amore – La nave di Teseo 2026 – mi dispone l’animo ad entrare in un sogno condiviso non solo da chi ama i Beatles, ma anche da chi nutre l’ideale che la musica, più della letteratura, possa raccogliere le voci disperse della contemporaneità, frante nei mille rivoli dei disagi dell’Umano di oggi, più che di ieri.

La firma del libro ė collegata, per chi frequenta il mondo letterario, col fondatore/ direttore di Letteratitudine, blog tra i più seguiti in Italia, e con relativa radio interviste dei massimi scrittori italiani; il sogno è portare qui tra noi la forza della musica che si fa testo e viceversa come punto di raccordo tra le energie che ci scorrono dentro tra un momento di vitalità e uno di depressione.

Siamo all’11 maggio del 2003, il protagonista/ narratore, scrittore si trova, ignaro, nell’ombelico del Mondo: Roma sotto un cielo di stelle attende l’arrivo di Paul McCartney fuori il Colosseo.

Gli animi vibrano di effetti speciali, le maschere cadono, le mani si stringono, i cuori si aprono, la musica scorre. Non è un caso fortuito, ma “ magia”, parola chiave del bel romanzo, se quattro persone, lo scrittore/ narratore, italiano, la travolgente Martha, David, il marito, e Jodie, la figlia, di New York si ritrovano quasi stipati davanti il mito dei miti anni ‘60/70 della musica internazionale: Paul!

Lui è il motore della vicenda, che intreccia la storia dei Beatles dagli esordi ad oggi, tuttora in grande attività, con i temi più spinosi della politica internazionale, il razzismo  e l’ Apartheid, il sogno di Martin Luther King, il suo omicidio, la lotta non violenta per i diritti dei Neri d’ America, l’elezione di Trump e poi di Biden, poi ancora di Trump, l’imperversare del Covid dall’anno 2020, tra rievocazioni di storici concerti, coincidenze di date, brani malinconici e antiche memorie e proiezioni future.

L’abilità distinta di Maugeri sta nel dipanarsi del gomitolo narrativo, tenendo il fil rouge  di raccordo: Martha e lo scrittore, microstoria di un interrogativo universale: cosa fare dell’Amore e cosa ci fa l’Amore?

Le forze destinate dividono e uniscono l’Umano, in bilico tra la libertà e la necessità; sottesa la tragica domanda eterna affrontata con la tenue delicatezza di una penna scorrevole che con con garbo ci guida nei casi della vita, nelle scelte necessarie, nello spazio del Destino.

Si chiama “ Magia” degli incontri, dice Martha, col suo sorriso travolgente che si dilata sul mondo ad espandere la voce di Paul, panacea dei mali.

Cosa si nasconde dietro i sorrisi più aperti? Quale ferita si agita nelle vite di ciascuno? Può la musica lenire il dolore connesso alla vita? Esiste l’Amore per sempre, che abbatte il tempo e lo spazio? Come trasformare o rinviare l’ Amore?

L’ Amore sembra sceglierci nella casualità di un incontro, eppure la vita cambia per sempre. Si cristallizza lì memoria storica dei sentimenti e ci apre la faglia per incontrare il nostro Sè.

Potremmo riproporre l’interrogativo platonico: è più felice chi ama o chi è amato?

Qui l’Amore intreccia trame, fili interrotti di esistenza, nascosti dietro l’incontro della bellezza irresistibile di una donna di New York che, nell’operare nella Storia in difesa dei diritti dei discriminati, si rivela vittima di una leggerezza da espiare.

Viaggiare dagli anni sessanta ad oggi, con rimandi allusi o circostanziati, tra icone musicali e sogni di eguaglianza, tra sguardi sospesi ma non eludibili , col carico di responsabilità che comporta l’Amore, è un’esperienza, non solo letteraria, ma etica. Abbiamo sempre bisogno di interrogarci di fronte al Mistero.

In un Mondo dove il relativismo cinico divide l’Umano, è fondamentale rifondare radici, affondate nell’unico sentimento che ci eleva sopra le distanze ideologiche, razziali e comportamentali, l’Amore che unisce, leviga e attenua il dolore. Ad ogni latitudine, da Roma a New York , a Liverpool, patria del nostro Paul.

Giovanna Albi 

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