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Spore. Intervista alla Redazione

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Cosa ti/vi ha spinto a creare una rivista letteraria? E quanto tempo fa è successo?

L’idea se ne stava nascosta e sotterrata da qualche parte nella nostra testa da un po’ di tempo, ma alla fine la parte più impulsiva della redazione ha perso la pazienza (cosa che accade di frequente) e si è messa al lavoro nell’estate 2018. Quest’idea consisteva proprio nel trovare uno spazio dedicato alla speculative fiction. Non ne troviamo abbastanza di posti del genere.

Prova a definire la tua/vostra rivista in poche parole.
Contaminazioni fantastiche. Spore è una rivista di spore di resistenza e vuole disfare una realtà che è ancora più assurda dell’impossibile e che fluttua in una palude di eterna mondanità e noia ordinaria, ciò che ci interessa è varcare il confine.

Quanti numeri sono già stati pubblicati e quando uscirà il prossimo?

Spore cerca di pubblicare almeno un contenuto alla settimana. Inoltre sui social va avanti da qualche mese una storia lunghissima in frasi brevissime, Le 167 vite erranti.

A breve comunque lanceremo anche una call.

Cosa cercate e pubblicate? Racconti, estratti, poesie? Hai/Avete un genere o delle regole precise?  

Cerchiamo proprio le spore di resistenza di cui parlavamo prima (le endospore sono infatti strutture molto resistenti che i batteri creano in situazioni a loro sfavorevoli). Non solo racconti ma anche romanzi a puntate (che ci piacciono un sacco), illustrazioni, articoli o recensioni, interviste ed estratti, insomma qualsiasi tipo di contenuto capace di evocare una realtà differente, potentissima che non riesce a stare del tutto nascosta e soprattutto che non può permettersi di farlo. Per citare qualcuno che ci piace: Tutti hanno un inconscio su cui mettono un coperchio, e dentro c’è qualcosa che ribolle.

Cosa deve fare un autore per convincerti/vi a pubblicare un suo lavoro?

Aver scritto qualcosa di buono o avere la formula esatta per viaggiare nel tempo.

Pubblicate anche in cartaceo? Se si, dove si può trovare la tua/vostra rivista?
Al momento esistiamo solo online ma non escludiamo un futuro cartaceo.

Qual è la soddisfazione maggiore o inaspettata che ti/vi ha dato la tua/vostra rivista?

Ogni feedback che ci arriva è un’esperienza piacevole ed essere bombardati da racconti strani e perturbanti aumenta una sana dipendenza.

Cos’è che ti/vi ha fatto davvero cascare le braccia?
Niente di così grave però ammettiamo di essere stati bombardati anche da racconti non di gener

 

e. Ci piacciono un sacco, davvero, ma penso che il nostro obbiettivo sia abbastanza chiaro.

Cosa ti/vi spinge ad andare avanti in questa attività così poco (o per nulla) produttiva?
Dare uno spazio alla speculative che tocca temi trasversali e che merita di avere uno spazio tutto suo, il poter dispiegare piccoli mondi nuovi, metterci alla prova, vedere la parte impulsiva della redazione perdere la pazie

nza, editare editare editare (siamo effettivamente masochisti) sperare che qualcuno ci comunichi come si viaggia nel tempo.

Ci mandi una foto di tutta la redazione o il logo?

Il nostro logo è il più bello dei loghi e ce lo ha disegnato Lorenzo Palloni.

La copertina con la porta da varcare invece è di Elisa Lipari.

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