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Davide Ficarra. I disconnessi

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Davide Ficarra, scrivendo I Disconnessi ha lanciato una scommessa e l’ha vinta perché la sua scrittura per quanto lineare è una scrittura politica e di movimento, nata dalla esigenza di arrivare e pervadere il mondo dei giovani, provare a dare anima e corpo a tutte quelle istanze che in questi ultimi anni stanno nascendo come movimenti spontanei, pacifici, ma in grado di dimostrare che se necessario sanno resistere a tutti quei poteri più o meno occulti che vogliono annientarli.

Nel giro di poco più di un anno, due giovani studenti al primo anno di Università, Ian e Matteo riescono a mettere in piedi la rete dei Disconnessi, il DYL, acronimo di Disconnect Your Life è il motto di questo movimento nato con la sola esigenza, quasi un gioco, di chiudere i cellulari digitali, chiudere gli account, gli fb, istangram, tik tok e tornare a usare cellulari analogici, riappropriarsi della tecnologica in maniera sana, promuovendo la socialità, il vedersi di persona e confrontarsi su iniziative reali concrete, che siano il volto di una società diversa, fatta di convivialità, capacità di incontro, un mondo diverso dove tutto è ancora possibile anche amarsi di un amore sincero.

E il movimento nato in una cittadina non ben identificata, diventa globale, diventa un movimento caparbio che attecchisce non solo tra i giovani, ma si allarga a macchia d’olio diventando l’ossatura di un possibile mondo nuovo al quale posso accedere tutti, giovani e anziani, ambientalisti, sognatori, ma anche idraulici, falegnami, chi vuole lavorare la terra, chi vuole riorganizzare la lettura come atto politico. Un girotondo di sensazioni e emozioni che ti fa sorridere, riflettere e alla fine credere che sia possibile. In fondo basta poco, basta provare a disconnettersi.

Un movimento che inevitabilmente fa paura, così ai Disconnessi si oppone il Deep Control, un potere profondo, quel potere che prende linfa e sangue dal flusso di informazioni che si ricavano dalla rete, un potere che utilizza la IA in maniera subdola generando algoritmi che sono in grado di influenzare le scelte della vita reale delle persone. E da una costola dei Disconnessi nasceranno i Dinosauri (un nome nato quando manca la connessione dal browser più utilizzato al mondo), i Dinosauri, molto più radicali dei Disconnessi, sono loro a fare le scelte più difficili.

Nati da una costola, come da Adamo nasce Eva. E se è pur vero che le figure maschili in questo romanzo sono una diversa dall’altra, l’entusiasmo di Matteo, le incertezze di Ian, l’istrionico Luciano, sono le figure femminili ad essere quelle più appassionate, capaci di intraprendere un percorso di rivoluzione interiore e radicale. Sono giovani donne: Violet, Valeria, le lesbiche olandesi, Federica, Nessrin la responsabile dei Dinosauri che quando si rivolge ai Disconnessi “voi dite che la disconnessione è solo una pratica, non un manifesto politico o un’ideologia, noi vediamo la cosa in maniera diversa. Crediamo che la disconnessione sia un atto di ribellione, lo stesso che fa uno schiavo quando rompe le sue catene. Ma perché uno schiavo sia veramente affrancato non basta rompere le catene, occorre abolire la schiavitù perché ottenga lo status pieno e irreversibile di uomo libero, altrimenti sarà solo un fuggitivo” .

Dice lo stesso Ficarra in una intervista rilasciata «I disconnessi riscoprono il potere della socialità, dell’agire collettivo, quello che spero avvenga alle giovani generazioni. Sono irragionevolmente ottimista». Bene allora proviamo, in questo anno nuovo che si è aperto con nubi e stratificazioni di potere ubriaco di se stesso, … ad esserlo anche noi. Irragionevolmente ottimisti.

Maria Caterina Prezioso

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