Con la consueta attenzione alle nuove voci della narrativa italiana, Astarte Edizioni propone in anteprima un estratto di Se un nido cade, romanzo d’esordio di Laura Sordi e nuova uscita della collana Navicelli.
In libreria dall’11 dicembre, il libro introduce un protagonista maschile complesso e un intreccio emotivo che affonda nelle radici familiari, nei silenzi del passato e nelle fratture che chiedono di essere finalmente ascoltate.
Con una scrittura limpida e sensuale, Sordi firma un debutto che indaga la fragilità dell’amore e la forza del perdono, illuminando la vita di Pietro Romano e il mondo fragile e bisognoso di redenzione che lo circonda.
Stefano Bonazzi
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Capitolo XVI, pp. 113-114
Ci deve essere un bambino scalzo in casa mia. Avrà tipo due anni, cammina da poco e sbatte le piante nude sul pavimento. Si sposta per casa senza andare da nessuna parte. Entra in camera mia. Fa il giro del letto con quei tonfetti che si fanno più pacati, man mano che si avvicina. Apro gli occhi: Betto. Mi guarda con l’occhio destro. Ruota il muso per mettere a fuoco. Apre il becco, lo richiude con dentro il mio telefono: gli sfugge e cade a terra. Il rumore lo spaventa: si infila nell’intercapedine tra l’armadio e la tenda. Abbassa completamente il collo, infila la testa sotto alla tenda. Quando si tira su, è sparito. Sbatte l’ala libera contro il vetro. Mi alzo per liberarlo: «Non vai proprio d’accordo con le finestre tu». Mi guarda attentamente: solo adesso si accorge che sono più alto di lui. La cosa non gli piace. Usa il collo come zoom per capire meglio che animale sono. Decide di ignorarmi e riprende la sua perlustrazione. Accelera il passo. La zampa va molto meglio, non zoppica più. Tira certe schicchere sul pavimento che sembra sia uscito dalla doccia e stia correndo ad aprire a qualcuno. L’ala ferita è fasciata e non può aprirla ma ha superato brillantemente la notte. Vado in bagno. Lascio la porta aperta. Sono in piedi davanti al gabinetto. Uno schiaffetto a terra, uno solo. Lo percepisco dietro di me. Mi chino verso il lavandino per accendere la luce. Mi giro: me lo trovo lì, nella doccia. Davanti allo specchio. Di colpo vede un altro fenicottero. Resta affascinato. Si gonfia un po’, per fare bella figura con la sua immagine, e rimane lì a guardarsi. Prima con l’occhio destro, poi con quello sinistro. Fa un po’ di zoom col collo e poi tira una beccata sullo specchio. Lo faccio uscire. Subito, riprende a correre. Arriviamo in soggiorno, prima lui, poi io. Eva è nel divano letto che dorme. Preparo il caffè. Betto si ripiega a testa in giù, stavolta dritto dentro il borsone di Eva. Ne riemerge con un reggiseno in bocca e inizia a correre intorno al tavolo. Il pizzo gli ciondola dal becco. Eva si sveglia. Rimane incantata.
Poi sorride: «Dici che ha fame?».
«Portiamolo alla salina. Così ci pensa da solo». 
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Laura Sordi crea campagne pubblicitarie e strategie narrative per brand internazionali e personalità della moda e della cultura contemporanea. Dopo Londra, Parigi e Tokyo, oggi vive a Roma. Se un nido cade è il suo primo romanzo.
Se un nido cade
Laura Sordi
Astarte edizioni
16,00 euro — 173 pagine