Benvenuto su Satisfiction   Click to listen highlighted text! Benvenuto su Satisfiction

Roy Menarini. Fuoco cammina con noi. A lezione di cinema con David Lynch

Home / Recensioni / Roy Menarini. Fuoco cammina con noi. A lezione di cinema con David Lynch

Che cosa guadagna e che cosa rischia un libro che cerca di ‘educare’ attraverso Lynch? Guadagnare, moltissimo, almeno dal punto di vista didattico. Rischiare, altrettanto, perchè questo paese non è allenato ad educare fuori dagli standard accademici. Ma d’altronde Roy Menarini può tutto ed è doveroso accogliere questo ‘libricino cuore’ su Lynch come un testo da cui partire per un grande viaggio.

C’è un equivoco che Fuoco cammina con noi. A lezione di cinema con David Lynch di Roy Menarini prova, con intelligenza, a dissolvere: che parlare di Lynch significhi necessariamente aggiungere un altro livello di interpretazione a un autore già circondato da simboli, teorie, psicoanalisi, filosofia e decifrazioni. Il libro sceglie una strada meno iniziatica e più ambiziosa: non spiegare Lynch, ma mettere il suo cinema al lavoro nella nostra mente. E la scelta non arriva per caso. Menarini è professore ordinario di Cinema e industria culturale all’Università di Bologna, dove insegna e conduce attività di ricerca nell’ambito del cinema, dei media e della cultura audiovisiva. Il suo percorso comprende la critica cinematografica, la cinefilia, gli studi sull’industria culturale e, più recentemente, la film e screen literacy. Ha diretto la collana Cinergie, è consulente della Fondazione Cineteca di Bologna e cura progetti di formazione del pubblico e di educazione all’audiovisivo. Il libro su Lynch, dunque, non è una deviazione dal suo percorso: è la conseguenza naturale.

È proprio qui che risiede l’unicità dell’operazione, è proprio qui che Lynch si afferma protagonista principale dell’ennesimo libro sulla sua memoria cinematografica, per la prima volta diretto da un altro autore. Menarini non tratta Lynch come un monumento da contemplare, ma come una palestra dello sguardo. Il punto non è stabilire una volta per tutte che cosa significhino un’immagine, un volto, un rumore, un espediente narrativo. È imparare a riconoscere come quelle forme agiscano su di noi e come il cinema possa modificare le nostre abitudini percettive.

Il sottotitolo A lezione di cinema con David Lynch, va quindi preso quasi alla lettera. Il volume lascia che a riemergere siano The Elephant Man, Una storia vera, Mulholland Drive e Twin Peaks, costruendo intorno a queste opere strumenti di analisi e percorsi di discussione destinati non soltanto agli studiosi, ma anche a chi insegna cinema e a chi vuole imparare a guardarlo con maggiore consapevolezza. A ogni percorso si accompagnano proposte operative e lesson plan.

Il cinema di Lynch mette continuamente in crisi le coordinate delle storie: causa ed effetto, sogno e realtà, identità e maschera, superficie e profondità. Ma è proprio questa resistenza a diventare un oggetto chiaramente identificabile a renderlo ideale per un’educazione dello sguardo. Menarini sembra dirci che comprendere un film non coincide necessariamente col risolverlo. Non è un quiz. Anzi, a volte comprendere significa accorgersi che una parte dell’immagine continua a sfuggirci. Viviamo un’epoca in cui siamo abituati a consumare immagini velocemente, identificarle, classificarle e ‘scrollare’ oltre. Lynch costringe a sostare davanti ad un’immagine che non si lascia esaurire. Davanti ad un suono che sembra provenire da un luogo immaginario, davanti ad una storia che improvvisamente apre una seconda stanza dentro la prima.

Il vero soggetto del libro è lo spettatore. O, meglio, la possibilità di formare uno spettatore meno passivo, capace di riconoscere i dispositivi attraverso cui un’opera costruisce emozioni, attese, inquietudini e significati. Menarini si occupa da tempo di film education e di screen literacy: già nel 2025 aveva dedicato un contributo specifico alla formazione attraverso il cinema e gli audiovisivi, interrogandosi sulle modalità con cui l’educazione all’immagine possa entrare nella scuola e nella formazione permanente.

Quindi è tutto molto rischioso? Mettere Lynch in una griglia pedagogica potrebbe significare livellare il suo cinema a quello di qualunque altro visionario, circondato da zone d’ombra che non chiedono risposte ma esperienze. Il merito del libro sta però nel non confondere l’analisi con la soluzione dell’enigma. L’interpretazione diventa piuttosto uno strumento per aprirsi ad altre domande. È forse questo il senso più profondo del titolo. Il fuoco di Lynch non viene spento dall’analisi; viene osservato da più vicino. E se il cinema, come suggerisce Menarini attraverso il suo lavoro, può davvero educare, non è perché insegna a vedere ciò che già sappiamo vedere, ma perché ci allena a riconoscere ciò che prima non eravamo ancora capaci di guardare.

Fuoco cammina con noi non è soltanto un libro su David Lynch. È un libro su ciò che accade quando decidiamo di prendere le immagini sul serio. Non è necessario spiegare Lynch fino a spegnerlo, ma imparare a stare vicino alla sua combustione senza pretendere di dominarla.

Samuel Chamey

#

Fuoco cammina con noi – A lezione di cinema con David Lynch, Roy Menarini, Mimesis Edizioni, Collana Cinema 2026, Pp. 144, Euro 14,00

Click to listen highlighted text!