Flavio Troisi. Ogni luogo un delitto

Home / Recensioni / Flavio Troisi. Ogni luogo un delitto

Flavio Troisi, scrittore, ghostwriter e divulgatore (in veste di youtuber) di letteratura dell’immaginario dark, esordisce nel catalogo di Autori Riuniti con il thriller Ogni luogo un delitto.

Troisi, con una scrittura volta a scarnificare il tessuto stesso del suo storytelling, crea una emorragia narrativa che va puntualmente ad arginare con due protagonisti quali punti di sutura.

Personaggi apparentemente agli antipodi, figli di mondi diversi eppure enti della stessa dicotomia, necessari al romanzo e a loro stessi. Un thriller dove coloro che dissipano le nebbie del mistero sono un italiano e un rom, uno zingaro. Una coppia inedita, che ricalca i protagonisti di altri romanzi pulp; una genuina strizzata d’occhio ad Hap e Leonard di Joe Lansdale.

Fabio Castiglione è alle dipendenze di Flaminia Giraudo, figlia di un anziano senatore da poco deceduto nella totale solitudine del paesino Petraborgone, Val di Susa. Una roccaforte piemontese della solitudine dove Vittorio Giraudo, il politico eremita, si era asserragliato per realizzare una utopia ecologica, bonificata dalla presenza dell’inquinamento elettromagnetico, un uomo sempre in prima linea anche contro la TAV: il treno ad alta velocità che avrebbe potuto distruggere la ricchezza natural-paesaggistica del territorio.

Le tematiche ambientaliste, ben innestate in tutto il romanzo, rendono lo scritto di Troisi un atipico eco-thriller, un perfetto esempio per tratteggiare le varie dinamiche contemporanee in cui la natura sovrana detta le sue regole.

Ma sono le vicende in cui rimane invischiato Fabio a rendere irresistibile Ogni luogo un delitto, un susseguirsi di scene rocambolesche e adrenaliniche inframmezzate da momenti più riflessi e spesso molto più disturbanti, dove il ritmo narrativo si affievolisce per donare un afflato perturbante alla storia. Nelle sue esplorazioni di Petraborgone Fabio incontra dei rom e pian piano riesce a integrarsi con la comunità di San Michele, dove gli “zingari” vivono alla bene e meglio.

In verità Fabio rimane sconvolto dal fatto che la comunità rom gravitasse intorno alla figura del defunto Vittorio Giraudo, che col suo carisma aveva aggregato gli outsider alla sua figura.

Nel progredire della storia i misteri della famiglia Giraudo, legati a un passato tenebroso tra partigiani, fascisti e ricordi indecifrabili, prendono il sopravvento sconvolgendo la vita di Fabio e del suo nuovo “amico” rom Costel, che lo accompagnerà nelle pieghe di un mistero sconvolgente della Val di Susa.

Uno dei punti vincenti del romanzo di Troisi è proprio la capacità di orchestrare questa atipica coppia di “investigatori”. Un italiano e un rom, due mondi che si scontrano ma che poi nell’incontro dialogano fino a scoprire che non esistono differenze, che non si giudicano i popoli ma le persone. Il singolo. Soprattutto perché Fabio non è il classico italiano privilegiato ma un uomo in difficoltà economiche che cerca di sopravvivere non un “mese alla volta, ma un minuto alla volta”.

Il lettore si lega a questi personaggi appassionanti, guide infernali che conducono la storia verso i binari dell’horror e del weird. Un video mostra una ragazza simile a un fantasma, una voce che viene da chissà quale altrove distrugge la realtà e le certezze dei protagonisti. Chi è Anita?

A rendere unico il romanzo è la ecosincrasia del protagonista, un “malessere” che attanaglia Fabio quando entra in contatto con i luoghi che hanno ereditato il dolore e le infelicità delle persone e degli animali. Fabio soffre soltanto vivendo dove gli altri hanno patito l’inferno. Flavio Troisi riscrive il concetto di pathos in un romanzo che si rende manifesto dell’archeologia dell’inquietudine.

Cristiano Saccoccia

Recensione al libro Ogni luogo un delitto di Flavio Troisi, Autori Riuniti 2021, pagg. 2013, € 16