Marco Cassini. Fascette oneste

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Un libro che arriva nelle librerie intonso e finisce nelle mani dell’acquirente (e conseguente lettore, siano o meno la stessa persona), il quale, con un certosino lavoro di tagliacarte, dovrà schiudere le pagine, in vertice e lateralmente, per poter accedere poi finalmente a uno scrigno di gustosissimi epigrammi critici.

Sì, perché il massimo della lunghezza degli elementi di cui questo libello è per lo più composto è sulle tre righe (più o meno abbondanti), quindi può essere agevolmente utilizzato – perché no? – quale breviario/prontuario allorquando ci si trovi di fronte allo scomparto best sellers di una qualsiasi grande libreria: leggerlo per non perire!

Gli epigrammi di cui parlavo poc’anzi, sono infatti le famose “fascette” (presenti fin nel titolo del volumetto e delle quali viene tracciata per sommi capi una storia: cronologica, concettuale ed etimologica) che le case editrici (di grido o che lo vorrebbero essere) cingono attorno ai propri titoli di punta, volendo far apparire il più delle volte il testo in questione come frutto del lavoro di un futuro Premio Nobel.

È un dato di fatto che tali promesse molte volte – non tutte, saremmo ingiusti e scorretti ad affermarlo – dopo essere diventate speranze nell’acquirente/lettore, vengano disattese. Ed ecco l’onestà, attributo principe delle fascette in questo libro raccolte e che proprio per questo mai hanno avuto la possibilità di far bella mostra di sé stesse cinte attorno a un qualche volume. A conferma di ciò, il sottotitolo, Se gli editori potessero dire la verità, con quel condizionale che pare proprio indicare, con una buona dose di sconforto, una ipotetica della (quasi) irrealtà.

Tra queste righe non si leggeranno esternazioni del tipo “Il caso letterario dell’anno”, “Il libro che non può assolutamente mancare nella vostra biblioteca” oppure “Il romanzo che ha commosso il mondo” bensì, molto più prosaicamente, “Il libro che ha reso violento il Dalai Lama”, per dire soltanto di una.

Galeotto fu il Festivaletteratura di Mantova 2019. Fu in seguito a una serata di quella edizione che Marco Cassini, curatore del libro nonché direttore della casa editrice SUR (dunque lui stesso editore), lanciò su Twitter l’hashtag #FascettaOnesta. Della serie: “Di fascette in questi giorni ne ho viste tante attorno ai libri, e tante ne ho ideate da editore; ora voglio però togliermi una soddisfazione, vedere se anche voi siete dell’idea che noi editori, alle volte, vorremmo dire ben altro”.

Cassini ne propone due di sue, tra cui “Il sequel di cui francamente non si sentiva il bisogno”, da lì in poi il profluvio. Complice anche la ripresa dell’hashtag da parte delle testate online “Il Post” e “FanPage”, ecco giungere fascette (oneste) come se piovesse.

E Cassini non manca di ringraziare la casa editrice Italo Svevo per aver fiutato (?) l’affare offrendosi di pubblicare la raccolta delle fascette, inserendo il libretto nella collana “Piccola biblioteca di letteratura inutile” (e perché mai offendersi, bisogna forse tendere all’utilità a tutti i costi in questo mondo?).

Dire infatti che il presente libro è scritto a più mani pare limitativo. In una decina di pagine alla fine del volumetto sono elencati i nomi (meglio: le identità digitali, essendosi trattata di una esperienza partita in maniera assolutamente telematica e destinata a nascere e morire nell’etere) della miriade di autori, non solo “semplici” follower di Cassini su Twitter, ma anche addetti ai lavori che hanno accettato al volo questo invito da parte del collega.

Tra un “50esima edizione!!! È che di stamparne più di 10 copie per volta proprio non ce la sentiamo” e un semplice, laconico “Scusateci”, anche questo libro possiede una fascetta: sui generis però, perché non lo è fisicamente.

Sulla copertina in cartoncino bianco sporco è infatti stampata (probabilmente per non condannarla alla fine di pressoché tutte le fascette: quella di finire nella spazzatura) una fascia nera larga circa sei centimetri. In fronte si leggono titolo e sottotitolo, curatore e casa editrice; sul retro, ripetizione della casa editrice, specifica della collana e la frase “Un libro che dà il meglio di sé con le pagine ancora intonse”. Sarà, ma noi consigliamo di schiuderle.

Alberto  De Marchi

Recensione al libro Fascette oneste. Se gli editori potessero dire la verita, a cura di Marco Cassini, Italo Svevo Edizioni 2019, pagg. 90, € 10,00