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Se un uomo non si sente perduto, è perduto

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Paolini_083

Grazie a Giulio Paolini, a Paolo Vandrasch che ha fotografato l’opera, e grazie soprattutto a Federico Ferrari che me l’ha inviata (saprete presto perché).

È un’opera che non ho capito subito, ma rileggendo per la millesima volta un testo di Holan è diventata il mio manifesto interiore.

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Se un uomo non si sente perduto, è perduto

a tutto ciò che si svolge negli altri

e che avviene in lui.

Così perduto, egli scrive una lettera e una busta

e la suggella e vi sottolinea : Aprire dopo la mia morte!

Ma esser perduti e resistere e avere

la luna nel libro e la notte soltanto nel leggerlo,

non conoscere né fine né margine a se stessi,

non essere soli, ma essere perduti,

è come se la propria pena ed un’altra, di estranei,

generassero un terzo cuore…

Vladimir Holan (tradotto da Angelo Maria Ripellino e Ela Ripellino Hlochovà).

Luca Sossella 

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